venerdì 29 gennaio 2010

Il testamento di Salinger

“Ragazzi, quando morite vi servono di tutto punto. Spero con tutta l’anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno.”

Il giovane Holden,
Salinger (1919-2010)

Salinger ha scritto un bellissimo libro, e poi quasi più niente. E' così che dovrebbero fare anche altri scrittori: quando hai capito che in quel libro ci hai messo tutto te stesso, perchè insistere? Per scrivere un secondo libro che delude i lettori? A volte non succede così?

Del giovane holden mi era piaciuto molto l'incipit

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e come è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia. [...]

Anche la frase finale spacca:

"E’ buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentirete la mancanza di tutti."

Peccato non avere in libreria il giovane holden, mi sarebbe piaciuto rileggere il pezzo in cui parla delle anatre nel lago ghiacciato.



5 commenti:

  1. Eh già! Dove vanno a dormire le anatre quando il lago è ghiacciato?

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  2. Ricordo di aver letto "Il giovane Holden" nel 1958, a casa della mia fidanzata di allora, a tappe, mentre lei si faceva la doccia e si truccava. Forse per questo non mi ha entusiasmato: dopo una ventina di minuti guardavo più l'orologio che la pagina.
    Però in quel tempo ero hemingwayano al massimo, ed un romanzo così mi lasciava dubbioso.
    L'ho finito comunque, poco prima che ci lasciassimo io e la bella.
    Ho riavuto il libro nelle mani qui in Germania in versione tedesca. L'unica cosa che mi ha colpito veramente è stato il titolo: "Der Fänger im Roggen", che è assai vicino al titolo originale, significa colui che acchiappa in mezzo alle segale, più o meno quanto "The catcher in the Rye".
    Ma il tedesco è un po' duretto e non rende bene certe situazioni.
    Hai ragione, comunque: la frase finale spacca.
    Per il resto, Fuma, questa volta mi astengo dal fare un commento, preferisco affidarmi al tuo fiuto.

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  3. C'è un libro, mi pare di Cotroneo, "se una notte d'inverno", sempre mi pare, che dedica pagine e pagine al titolo "The catcher in the rye", spiegandone i significati più reconditi. Questo libro ce l'ho, di sicuro, mi hai fatto venir voglia di rileggere quelle pagine.
    La tua battuta finale l'ho capita solo dopo aver riletto il mio post: non parlavo di te, ovviamente, perchè non so se tu hai scritto un BELLISSIMO libro. CIAO!

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  4. ORNELLA, dove vadano a dormire le anatre in caso di ghiaccio lo chiederemo al crippa, sperando non ci risponda con la gentilezza del taxista del giovane holden. poi ti farò sapere.
    'notte.

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  5. Non avevo mai associato le cinque anatre di guccini a quelle di salinger..

    Buon tutto! mirco

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