sabato 9 ottobre 2010

e allora tacete

E adesso tutti lì a a prendersela con la Sciarelli, a scandalizzarsi, a invocare la pena di morte per l'assassino. Queste reazioni mi fanno una rabbia, ma una rabbia. Mi piacerebbe chiedere a tutti gli indignati che hanno condannato la trasmissione per quale motivo non abbiano cambiato canale. Per quale motivo siano rimasti incollati allo schermo a mo' di guardoni. E allora, tacete.
Mi piacerebbe chiedere a tutti i parenti-amici-compaesani che ora si stracciano le vesti e invocano la pena di morte, dove erano quando si verificavano le molestie. Una ragazzina viene sottoposta ad attenzioni morbose e nessuno se ne accorge? Di sicuro queste violenze non l'avranno lasciata indifferente, ma si saranno manifestate con reazioni di malessere. Come è possibile che la ragazza non abbia chiesto aiuto in famiglia? E anche non l'avesse fatto, la famiglia non avrebbe dovuto accorgersi che qualcosa non andava? Come è possibile che la ragazza non si sia mai confidata con un'amica, un'insegnante, una catechista, un estraneo? E allora, tacete.
E poi. Un maiale schifoso non diventa maiale schifoso da un giorno all'altro: lo è da sempre. Familiari, amici, parenti, vicini di casa, compaesani lo debbono sapere, o sospettare. Possibile che nessuno l'abbia tenuto d'occhio? E allora, tacete.
Chi invoca la pena di morte deve prima chiedersi se non c'è stato, prima del tragico evento, una morte degli occhi, delle orecchie, della parola, dei gesti, del sentimento, di chi vedeva e non vedeva, sentiva e non sentiva, di chi avvolgeva il nocciolo del sospetto nella carta dell'indifferenza, di chi chiudeva fuori dalla porta le parole, i gesti, il sentimento di difesa verso i deboli e di condanna verso i prepotenti. Mentre ve lo chiedete, tacete.

7 commenti:

  1. Eh no, cara Silvia! Pronta per la lite? Bene.
    Io non ho cambiato canale proprio per vedere fino a che punto arrivasse la volgarità di una conduttrice e di un regista, la loro perversità, perché di questo si trattava: indugiare sulla faccia impietrita di una madre è selvaggia violenza sul dolore umano e universale;e mancanza di humana pietas, è voglia di mostrare e di mostrarsi.
    Quanto poi alla pena di morte io non l'ho mai chiesta per nessuno, certo come sono che non serva a punire né a prevenire. Non ha mai prevenuto delitti negli Stati Uniti, da sempre cultori di questa incivile usanza.
    Scrivi il resto ignorando la mentalità dei paesi del sud, dove quello che conta è la facciata, quel che penserà la gente. Forse qualcuno sapeva, perché quest'uomo non può essere diventato belva tutto a un tratto. Ma la ragazza che c'entra? Sarah non ha scritto niente nemmeno sul suo diario e certamente non ha detto niente a nessuno, nemmeno a sua madre, nemmeno a sua cugina. Perché? Per due motivi secondo me: non ha visto il reale pericolo, perché quella persona era per lei come un padre; poi ha avuto paura che la madre la chiudesse in casa.
    Non dimenticatevi adesso della polemica immediatamente sorta su questa madre fredda, dura, che impediva alla figlia di uscire SE NON con la cugina.
    Io l'ho letto sui giornali.
    Ma poi chi ci garantisce che lo zio ci abbia provato già una prima volta? Lo stesso assassino adesso lo confessa, ADESSO; tieni presente che è un cretino che pensa di scagionarsi tirando fuori la prova regina della sua colpa, il telefonino.
    Non sono tanto tanto sicuro che abbia detto tutta la verità e nemmeno gli inquirenti. C'è qualcosa di falso in tutta la faccenda.
    Come si fa ad attirare in un garage attiguo alla casa. non più di 20 metri, e sperare di fare i propri comodi con una ragazzina recalcitrante in una manciata di minuti?
    E poi come si fa ad avere già pronta una corda per strangolarla?
    E poi come è possibile che un uomo forte abbia bisogno di tutto quel tempo per ammazzare una ragazzina gracile come Sarah?
    Il resto sono illazioni.

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  2. Non ho visto "chi l'ha visto", quindi non posso giudicare l'etica professionale della sciarelli e del regista. Ma non credo -concedimi il beneficio del dubbio- che il record di ascolti sia dovuto al fatto che tutti volessero vedere "dove arrivasse la perversità della trasmissione", non ci credo proprio.
    Alla gente piace ficcare il proprio SPORCO naso nei fatti degli altri, e se sono fatti sporchi, tanto meglio: forse perchè annusando la puzza di emme degli altri, si può far finta di non vedere e sentire la propria.
    Altrimenti non si spiegherebbe perchè qualcuno sprechi soldi e tempo per comprare e leggere quelle OSCENE riviste gossip (ne ho trovata una in casa, l'altro giorno, comprata da non so chi: tre dico tre ripeto tre pagine di foto di bonolis che si gratta le palle!!!)
    Per quanto riguarda il fatto di cronaca, anche quello non l'ho seguito nei particolari. Non mi interessa sapere di corde e di telefonini,non voglio guardare la faccia della madre, del padre e neanche quella dell'assassino, non voglio pensare alla dinamica: queste cose lasciamole agli inquirenti.
    La povera Sara non ha nessuna colpa, è ovvio, ma gli adulti che le erano intorno e non l'hanno saputa proteggere ... non dico siano tutti colpevoli, o tutti allo stesso modo, ma dico che prima di parlare dovrebbero farsi un esame di coscienza.

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  3. Hai ragione, Silvia.
    Da vendere.
    Tutti capaci di scandalizzarsi e di sparare sentenze DOPO.
    Ma pochissimi si preoccupano PRIMA.

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  4. Se è per questo, credo di essere stato uno dei pochissimi che si sia veramente indignato l'altra sera, e non solo perché tutti gli altri erano dei guardoni,ma soprattutto perché si foraggiavano i guardoni. Questo mi ha indignato.
    Che adesso nessuno dia addosso a quella giornalista ed al suo regista mi fa star ancora più male,perché vuol dire che il marcio è così diffuso da non farci più caso, all'italiana.
    Ho un grande motivo di vanto personale: non ho MAI comperato una di quelle riviste spazzatura, dove si possono ammirare svariati ti pi di coglioni grattati e soppesati, variegate forme di vagine femminili esposte al vento ed ai marosi, ma niente assolutamente di serio.
    Uno schifo che poi i direttori di codeste riviste di merda siano accolti con tutti gli onori nelle nostre più autorevoli trasmissioni televisive (intendo della categoria "Porta a porta"), fa ancora più schifo. Vuol dire che certi conduttoroni che vogliono fare cultura sono in fondo dei gran leccaculo
    Il tuo commentatore "aquila non vedente" per quel che mi riguarda dovrebbe chiamarsi "aquila che non capisce", visto che mi dà torto senza capire una cicca di quello che sostengo io. Vada allora a leggersi il mio post sul mio blog.
    http/iacoponi.blogspot.com/

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  5. vincenzo iacoponi11 ottobre 2010 07:53

    Vincenzo Iacoponi ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "e allora tacete":

    PS: chiedo scusa. Non avevo ancora letto nel privato. In verità quella sulla lite era solo una battuta, nessuna intenzione di litigare con te.
    Perché poi?

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  6. E' un sistema chiuso e gli italiani (e non solo) ci sono dentro.
    :(

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  7. non ho visto la trasmissione e non posso parlare ma sinceramente è sempre tutto orami un fatto televisivo, anche il dolore, anzi soprattutto quello, ma sono d'accordo con te quando parli della morte degli occhi, del silenzio di chi fa finta di non capire.
    E' una storia poco chiara e sicuramente ancora ci sono cose non dette, speriamo almeno che resti intatto il sorriso di quella ragazza e che possa riposare in pace.

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