venerdì 15 ottobre 2010

in farmacia


In farmacia, con alcune ricette bianche e altre rosse.
Conti separati, per favore.
Le rosse sono per me, le bianche per mia mamma.
"Deve firmare le ricette per l'esenzione?" mi chiede la farmacista riferendosi alle ricette rosse.
"Non c'è già, l'esenzione?"
"Sì, c'è quella per patologia, ma se ha anche quella del reddito non paga nemmeno 1 euro per ogni confezione"
"Non credo di avere quella del reddito. Sono sicura che firmo sempre quelle di mio padre, ma non ricordo se lo faccio anche per quelle di mio marito"
"Dipende se ha l'esenzione"
"Facciamo che pago, a scanso di equivoci".
"Con gli spazzolini da denti fanno 10 euro"
Mi viene il dubbio di aver terminato i contanti alla cassa dell'ospedale, per i ticket di Daphne.
"Aspetti che guardo se ho i soldi... 5 euro e tanta moneta ... 1,2,3,4,5, sì, ci arrivo"
Solo che adesso ci sono le ricette bianche di mamma. Da pagare tutte.
Per fortuna hanno inventato le carte di credito a ricarica. Speriamo non decida di esaurirsi proprio oggi.
"Prende la post pay?"
"Proviamo. sono 11 euro e 89 centesimi"
"Ah, no, non c'è bisogno della post pay, ho trovato 20 euro"
Consegno la banconota da 20 e .. due monete da 50 cent, per facilitare il resto.
Mi guarda. Che vuole?
"Manca un euro"
.....E' cieca? Gliel'ho messo lì apposta. Contraccambio lo sguardo, aggiungendo una nota di perplessità.
Ma lei insiste, rimettendo sul bancone i miei soldi, sotto il mio naso: la banconota da venti e le due monete da 50.
E allora? L'anno scorso ci ho messo svariate lezioni per far capire agli allievi del gruppo c che due monete da 50 fanno un euro, ma questa è una laureata. Perchè insiste con questo euro?
"Sono 11 e 89"
ah, ecco, undici. io avevo sentito undici ma avevo ragionato come dieci.
Senso di imbarazzo come se, in procinto di pagare una scatola di preservativi, mi si fosse avvicinato un prete a chiedermi cosa stessi facendo.
"Mi scusi, mi scusi, sono un po' rinco. E' che mi sono svegliata presto, stamattina. E stanotte non ho nemmeno dormito."
"Ah, se non ha dormito ... "
Per fortuna esistono ancora le persone comprensive. Ma forse lo sarebbe stato anche il prete, nell'altro caso.

6 commenti:

  1. Questa è una bella macchietta. Mi fa venire da ridere perché ricordo quando ero io a dover andare in farmacia a prendere le medicine per mio papà, o per mia madre o per tutti e due.Una confusione terribile. Allora io non entravo in farmacia nemmeno per i preservativi, per fortuna ero -e sono spero- sano come un pesce e ancora molto giovane.
    Allora si pagava con le vecchie amate lire e ogni ricetta erano botte da orbi. Non esistevano le carte di credito, che bello!
    Non esistevano sti cazzi de telefonini, che gusto!
    E la macchina -la 500, si metteva in moto tirando una levetta in basso vicino al freno a mano.
    Mi viene nostalgia, mi viene.

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  2. Ehi! Non sei così vecchio. Oppure sono io ad esserlo: la 500 che dovevi tirare la levetta (l'aria?) per farla partire è stata la mia prima auto. Per scalare la marcia dovevi fare la "doppietta": freno, frizione, marcia in folle, accelleratore, frizione, marcia più bassa. Giusto? Una 500 usata, rossa fiammante. La prima macchina è come il primo amore, non si scorda mai.

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  3. Ma va! Quella con la levetta dell'aria è venuta dopo. Io parlo della 500 con la levetta dello"starter" a destra del freno a mano, quella dell'aria era la levetta a sinistra.
    E poi la mia aveva le due portiere che si aprivano dal davanti all'indietro, non contraventate, e noi quando capitava una ragazza (una femmina sotto i 50) al volante di una 500 ci mettevamo in coda, e quando lei fermava facevamo il saltino e la frenata per vedere "la scosciata" quando scendeva.
    Ma che ne sai tu, piccolina?

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  4. Secondo me, la ragazza era una femmina sotto i 30, non sotto i 50. Quei venti anni di scarto sono la conseguenza di uno strano fenomeno che a una certa età ti fa arrotondare per eccesso ciò che prima arrotondavi per difetto. Lo stesso fenomeno per cui io divento piccolina, e il mio prof di italiano, rivisto dopo trent'anni, mi apparve vecchio come ai tempi delle superiori. :)

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  5. Quanto hai ragione!
    Ti pare che a venti anni avremmo degnato di uno sguardo una tardona sotto i 50?
    Hi, hi, hi, hi, hi!! Ah, ah, ah ah, ah!!
    Naturalmente il termine è riferito a quel ragazzaccio che ero allora, non alla personcina educata (al vecchiazzo bavoso) che sono adesso.
    Buona serata, grandicella.

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  6. beh, mal comune... ecco perchè tendo ad andare sempre negli stessi negozi: dopo un po capiscono che è solo un fatto patologico.

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