sabato 6 ottobre 2018

il povero anatroccolo

Ieri sera ho perso mezz'ora per cercare la ricetta dell'anatra, che cucino un paio di volte l'anno cercando inutilmente di ricordarmi come l'ho fatta la volta prima, e dopo averla cotta e mangiata mi dico sempre devo scrivere la ricetta e forse la scrivo anche, ma poi nel mio disordine biblico non la trovo! 
E così ho deciso di annotarla qui, e chissà mai che il mio blog si trasformi da "adesso sto pensando" ad "adesso sto cucinando", a futura memoria dei miei esperimenti culinari. 
Se siete vegani o se non siete interessati alla cucina, quindi, vi saluto qui. 

RICETTA DELL'ANATRA DI ANSELMO
Poco prima che arrivi la mucca, programmare con Anselmo il consumo dell' anatra da lui regalataci tempo addietro, in modo da liberare il congelatore di quel volatile ingombrante. 
Che l'anatroccolo in questione sia stato in vita bello o brutto non importa, tanto è morto, e giunto a questo punto l'importante è non uccidere una seconda volta il malcapitato.  Come dire, fare in modo che il suo sacrificio non sia stato inutile. Se poi era davvero brutto, allora è il momento del riscatto: da brutto a bello e buono.
La prima cosa da fare, che è anche la più odiosa, è tagliarlo a pezzi quando non è ancora del tutto sgelato; di solito questo compito lo si appioppa senza neanche discutere all'uomo di casa, mi ricordo che  mio papà usava con grande abilità coltellaccio e mannaia sotto lo sguardo ammirato di noi figlie. 
La donna, che non è abituata a stare con le mani in mano, sovente cerca di rendersi utile tenendo fermo il cadavere e facendo una conversazione di questo tipo:
"attento che ti tagli"
"non sono mica scemo" 
"non è che gli infortuni domestici capitano solo agli scemi"
"ma se quel coso qui neanche taglia"
"mi ricordo che una volta  Cannavacciolo disse che i coltelli che non tagliano sono più pericolosi di quelli affilati ... ma perchè non usi la mannaia come faceva mio papà?"
"gliel'ho detto a tuo figlio di portarmela a casa, ma ha detto di no"
"e perchè?"
"perchè dice che mi taglio" 

Una volta completata l'operazione ad alto rischio, far scaldare l'ovale e il tegame da 28 dell'AMC, con il coperchio, poi adagiarvi i pezzi con la pelle sotto, che a contatto con l'alta temperatura dell'acciaio sfrigola che è un piacere. 
Non toccarli fino a quando si staccano dal fondo, girarli, completare la rosolatura.
Non c'è bisogno di condimento, l'anatra ne rilascia fin troppo di grasso. Una volta ne ha rilasciato così tanto che -eresia!- l'ho buttato. Non date retta al cucchiaio d'argento e alla tavola d'oro, che prevedono l'uso del burro, facendomi sorgere il sospetto che siano soci azionari delle aziende produttrici di sivastatina.  
Come droghe, io uso quelle a disposizione nell'orto in quel momento, ieri ad esempio ho tritato rosmarino-salvia-origano-erba cipollina-basilico; ho aggiunto 5 o 6 spicchi di aglio, una grossa cipolla a fette sottili, sale e pepe, poco peperoncino data la presenza di due bambini. Lo zenzero l'ho finito, ma ci sarebbe stato bene. Anche l'arancia avrebbe fatto la sua bella figura, ma non l'avevo non essendo  ancora stagione.
Un bel bicchierone di acqua, visto che i bambini mangeranno solo polenta e puccia. 
Cuocere fino a quando è ben cotta, chè non c'è niente di peggio del pollame che non si stacca dall'osso. 
Cominciare il tutto in anticipo, ad esempio la sera prima, perchè si sa che  l'Anselmo arriva puntuale a mezzogiorno, e appena mette le gambe sotto al tavolo vuole mangiare, e se non è pronto attacca a brontolare. 

21 commenti:

  1. ...oh, ricordo ancora l'anatra che cucinava la mia nonna. ricordo anche la sua faraona, i suoi piccioni, le sue rane, le sue lumache....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma allora lei era nonna papera e tu Poldo!
      Come la cucinava l'anatra la tua nonna chef?

      Elimina
  2. ricordo di averla mangiata per la prima volta ad un capodanno... molto buona.
    Ho un vago ricordo di una prozia che la farciva con le castagne...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. lo sapevo già che i tuoi parenti hanno una marcia in più, se si eccettuano alcuni cugina invadenti.

      Elimina
    2. ... però l'anatra con le castagne non l'ho mai sentita!

      Elimina
    3. porcamiseria, dev'essere una squisitezza quell'anatra ripiena.
      comunque per ora ho deciso che la prossima volta la cucinerò intera.

      Elimina
  3. Cara Silvia, hai reso onore alla grande alla povera (ma ottima) anatra. Come te anche io non tengo tutto l'olio che caccia in abbondanza, durante la cottura, la condisco con tante erbe aromatiche che ho sottomano, assolutamente non uso il burro (per l'anatra, intendo, già ben grassa di suo) e ti dirò che l'arancia proprio non guasta, anzi direi che sarebbe proprio il caso di averla, quando pensi di cucinare questo buon piatto!
    Ah, ho imparato a lavorare di mannaietta e coltello da sola, vincendo il dispiacere di vedere e fare pezzetti.
    Un saluto e buon inizio di settimana
    Susanna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, a te buona continuazione.
      Non so se riuscirei a imparare l'uso degli strumenti di taglio da te citati, sono un tantino disprassica e credo la ucciderei una seconda volta.
      Con l'arancia mi piace assai, metto anche le scorze. Ciao!

      Elimina
  4. Assassina ... di una povera bestiolina : che male ti aveva fatto ??? 🤢

    RispondiElimina
  5. Ma tu guarda un po' il caso: stamattina mi è venuto a trovare un mio amico cacciatore e che cosa mi ha portato? Un'anatra. Come la cucino? Mi è venuto in aiuto il tuo post e la tua ricetta e allora ho deciso: domani la porto da un imbalsamatore, la faccio imbalsamare e la metto sulla mensola in cucina.

    RispondiElimina
  6. ah ah ... vedo che la mia ricetta ti ha convinto poco!
    Da quando ti ho parlato della mia pastiera anticolesterolo non hai più fiducia nelle mie doti culinarie!

    RispondiElimina
  7. Ah ah ah ah ... io ho mooolta fiducia nelle tue doti culinarie, mia bella Silvia, ma dimmi : di quell' anatra che hai assassinato ( o che hanno assassinato altri ) ti sei fatta, ad esempio, un bel "patè di foie gras" ??? 😜

    RispondiElimina
  8. Stai scherzando?
    Il mio amico Anselmo tratta gli animali che alleva con la massima cura e il dovuto rispetto, evitando loro inutili torture. Non ingozzerebbe mai un innocente volatile e nemmeno capponerebbe un povero pollo!

    RispondiElimina
  9. Ma chi accidente è l'Anselmo? (che mi pare che mi somigli)

    RispondiElimina
  10. Beh .. l'Anselmo è. ..l'Anselmo! Il nostro rifornitore storico di carne priva di antibiotici e schifezze varie! Un tipo tosto, mani d'oro, lavoratore indefesso, intelligente, determinato, anarchico, ... un gran crapone! ti somiglia per la rigidità dell' orario di pranzo?

    RispondiElimina
  11. Ehi ... ma che vuole questo Tortora ???
    Chi mai gli ha chiesto dei prestiti ???
    Fòra da le balle ! 😲

    RispondiElimina
  12. Togli la doppia elle da balle e il tuo brianzolo è perfetto!

    RispondiElimina
  13. Ahahahahahah .... ma intanto il Tortora l' hai cacciato via a calci in culo !
    E allora, anche io seguo il tuo consiglio e gli grido : FORA DA LE BALE ! 😜

    RispondiElimina
  14. Ossignur mi viene un dubbio forse avevi ragione tu.
    Boh non sono una dialettologa, anche se il dialetto mi piace assai. Mi piace tanto ascoltarlo e a volte tento anche di parlarlo, ma quando ci provo mi sento dire: muchela de parlà in dialet, che te se mia buna!

    RispondiElimina

Parla! Adesso o mai più!