domenica 31 ottobre 2010

Nec sine te, nec tecum vivere possum


… E per caso, in una mattina piovosa, durante una lezione noiosa, ti capitava di incontrare una frase latina che ti appassionava, con la quale instauravi un feeling immediato perché in essa riconoscevi la TUA verità del TUO quotidiano, una verità espressa nel modo più elegante possibile, nella bellissima lingua dei nostri avi.

Ne pregustavi la musicalità prima ancora di tradurla: poteva essere, ad esempio, "Nec sine te, nec tecum vivere possum" (Ovidio)
In questo caso non c’era nemmeno bisogno del vocabolario: non posso vivere né con te né senza di te. Che storia.
Ecco cos'è l'immortalità: le tue parole che arrivano, duemila anni dopo, a una ragazzina seduta su un banco. L'aveva scritta per me, Ovidio, quella frase? Sembrava messa lì apposta per la mia storia d’amore sospesa nel limbo dell’attesa e dell’incertezza. O era solo una storia di amicizia e tenerezza?
Di sicuro era una storia impantanata in quella terra di nessuno che separa la trincea dell'amicizia da quella dell'amore, e che al primo scontro si riempie di morti e feriti.

Dal momento in cui si instaurava il feeling per questo tipo di provocazioni dal sapore antico ma assai appetitoso, il quaderno degli appunti quasi diligenti era a rischio di depistaggio: accantonati i buoni propositi, con la scusa di vivacizzarlo un pochino la frase veniva scritta a caratteri cubitali, rifinita, corteggiata, commentata, condivisa con le compagne, quelle della propria cricca, naturalmente, quelle con le quali, su una frase così, ci si capiva al volo.
Frase dopo frase, il quadernetto perdeva il suo uso iniziale e si trasformava in uno scartafaccio di scuola-vita dove l'irrequietezza dell' età irrompeva prepotentemente nella noia dello studio, vanificandone l’efficacia.

Alcune citazioni diventavano nostre, e guai a chi ce le toccava. Cicerone terminò una lettera al suo schiavo con la formula “Conserva te mihi”. Bellissima. La prof voleva tradurla “Conservati per me”, ma noi ci ribellammo e adottammo la versione del libro, “Conservati al mio affetto”, che era ben diverso.
"Conserva te mihi" divenne la formula di saluto preferita nelle lettere indirizzate ai nostri amici e affini, strappati a noi dalla maledetta naia.

Anche "Video meliora proboque, deteriora sequor" non era niente male!

Nel frattempo, chi aveva più ascoltato il resto della versione, e il costrutto sintattico, e la consecutio temporum, e tutte quelle cose così soporifere?
Molto meglio crogiolarsi nel proprio nec tecum vivere possum, e fantasticare, e pensare, a occhi aperti o semiaperti, a quanto fosse dolce il sorriso della tal ragazzo con il quale avresti tanto voluto fare tecum.


Fino a che sentivi un raggio laser trafiggerti, alzavi lo sguardo e ti trovavi puntati addosso gli occhi fiammeggianti della prof, che stava aspettando la tua risposta.



scritto il 26 ottobre 2009



19 commenti:

  1. "Nec sine te nec tecum vivere possum" è quanto mai attuale. Non la posso, non la voglio commentare, ma è estremamente attuale, e fa soffrire.
    "Conserva te mihi", l'avevo dimenticata. L'ho ritrovata dopo un'infinità di tempo in una mail e l'ho gradita moltissimo, interpretandola come l'avevi interpretata tu.
    Bella comunque l'immagine di quel lembo di terra di nessuno tra le due trincee. Ci sei stata qualche volta?
    Acc! Non volevo commentare...

    RispondiElimina
  2. Certo che ci sono stata, ne porto ancora le ferite, altrimenti come avrei potuto scriverne?
    Sì, piace anche a me, è un' immagine che rende l'idea. Pensa che ieri, dopo aver riletto e corretto questo vecchio post, volevo tagliare proprio lì.
    Anche se è passato un anno, ho il sospetto di aver "assorbito" l'idea della terra di nessuno da queste parole di David Foster Wallace, nel libro "la scopa del sistema"(che credo di non essere riuscita a leggere, tra l'altro):
    "Cominciarono soltanto a frequentarsi, in quel territorio crepuscolare che sta tra l’essere solo amici e quello che, qualunque cosa sia, non è amicizia"
    GENIALE, non trovi?
    Come si fa ad arrivare a quei livelli di pensiero e poi perdere la ragione fino ad uccidersi?

    RispondiElimina
  3. anch'io conservo frasi che fanno orami parte di me, Da Ovidio a Ligabue,
    sembra che in esse ritrovi te stessa e nei momenti difficili ti danno la carica!

    RispondiElimina
  4. Ovidio?
    A me è arrivata dagli U2... :-)

    http://www.youtube.com/watch?v=XmSdTa9kaiQ&ob=av2n

    Suonava qualcosa come: "I can't live... with or without you"

    RispondiElimina
  5. Ah, su DFW...
    Io ho letto, con enorme stupore ed altrettanta fatica, "Infinite Jest".

    Arrivare a quei livelli di pensiero e ritrovarsi circondati da dei, come definirli al confronto?, mezzi idioti?... può portare al suicidio, sì. Un'estrema grandezza comporta un'estrema solitudine intellettuale.

    RispondiElimina
  6. pipistrello, gli U2 hanno scopiazzato il buon vecchio Ovidio, non c'è santo che tenga, ma li perdoniamo perchè non si sono limitati a copiare, hanno aggiunto una musichetta niente male.
    Più che copiare hanno assorbito.

    RispondiElimina
  7. Ah, su DFW...
    again PIPISTRELLO!
    sono rimasta ferma su quella di-effe-vudoppia per un tot: mi chiedevo quale autore latino avesse quelle iniziali. Poi ho pensato che potesse essere la siglia di, che so, una società ferroviaria tedesca, tipo Deutche Ferrovien Wagon, ma non ci azzeccava, col post. poi ho continuato a leggere e FINALMENTE quell'infinite jest mi ha chiarito il concetto.
    ho imbucato la risposta nella cassetta di casa tua. bye.

    RispondiElimina
  8. doppio again pipistrello! I forgot!
    va bene gli U2, ma che ne dici dei più vecchi ma fantastici DIRE STRAITS?

    RispondiElimina
  9. Mi hai mandato a spulciare "l'archivio". Ero convinto di averne parlato... ed in effetti, "quando il blog era giovane" ne ho scritto.

    RispondiElimina
  10. E potrei "sbrodolare" a lungo anche su Simon & Garfunkel (p.e. che detesto di non riuscire a cantare "Bridge Over Troubled Waters" perché non ci arrivo con l'estensione vocale, eppure la adoro!)

    RispondiElimina
  11. Ponte sopra acque turbolenti? Che titolo fascinoso; Non la ricordo, me la vado a cercare. tu sbrodola pure, che poi io ti leggo.

    RispondiElimina
  12. "bisogna avere il caos dentro di se' per generare una stella danzante" Nietzsche
    questa frase, la prima volta che l'ho letta, mi son detta: questa mi appartiene, parla di me, del mio stato emozionale e della mia ricerca di armonia, del mio perdermi e ritrovarmi continuamente!
    Amo Nietzsche per tante altre cose ma con questa frase abbiamo stretto un patto d'amore!

    RispondiElimina
  13. Io ho avuto tra le mani l'Ecce Homo del tuo amato pochi anni fa, mia figlia doveva leggerlo per la scuola.
    Non ci ho capito un cacchio, a parte che era pazzo.
    Quest'estate sono passata per caso dalla casa del tuo filosofo pazzoide, ora museo, in Svizzera, è molto carina.

    RispondiElimina
  14. ma va, che bello!!!
    io invece come case famose ho visto quella di D'Annunzio, pazzo pure lui!!!

    RispondiElimina
  15. Andiamo bene. Mi sa che la letteratura rende pazzi, amica! Che facciamo, scappiamo??

    RispondiElimina
  16. Vedo dal tuo post odierno che hai guadagnato il cavaliere errante. Che meraviglia!
    Io oggi sull'oroscopo dello scorpione, il tuo segno. ho letto questo:
    Mit ständigem Herumhacken auf Fehlern könnten Sie einen Grund suchen, sich aus der Beziehung zu schleichen.
    Che significa: con il continuo zappare intorno agli errori potrebbe cercare un motivo per liberarsi da una relazione.
    Ho paura che tu questo stia cercando di fare dall'inizio di questo anno.
    Se mi sbaglio ti chiederò scusa.

    RispondiElimina
  17. sei fuori strada, iacoponi. comincia a preparare le scuse.
    quell'oroscopo è stato scritto con la collaborazione esterna di un certo V.I., per caso? perchè pare così circostanziato...
    ... e che dice, oggi, il cruccoroscopo?

    RispondiElimina
  18. Scusa, scusa, scusa.
    Nessuna collaborazione esterna. Era casualmente circostanziato, sembrava fatto su misura, per questo l'ho riferito.
    Quello di oggi è insignificante, parla di quattrini e di salute, buona per te.

    RispondiElimina

Parla! Adesso o mai più!