domenica 1 gennaio 2012

le carezze

 La freccia appoggia il  muso rosso al limitare del binario sei. Sembra un cane da riporto che dopo una felice battuta di caccia  viene fatto entrare  in casa dove si lascia cadere sul tappeto,  sfinito  ma soddisfatto d'aver sfogato il proprio istinto.


Fossi  arrivata pochi minuti fa, avrei sentito lo stridore acuto dei suoi freni e assistito al suo sbuffare esausto. Invece sono quasi investita da una cascata di  passeggeri che si dirigono compatti verso l'uscita  non lasciando spazio ad alcuna manovra di intrufolamento in senso contrario. Non mi resta che aguzzare la vista e attendere di scorgerla tra la folla. Eccola,  nell'ultima scia, potevo immaginarlo che con quell'andatura zoppicante non sarebbe stata tra i primi a scendere.
E' pallida, ha gli occhi lucidi e incendiati, un'amica di fianco e una caviglia slogata. "La solita caviglia", precisa.
All'inizio penso che il disastro oculare sia il frutto dei bagordi insonni di capodanno, ma vengo contraddetta: le è tornata la congiuntivite che aveva preso qualche settimana fa dai bimbi dell'asilo.
Poi c'è il ritorno a casa, la doccia, il pigiama, la cena, il ghiaccio, le gocce, il divano, una coperta.
Ora mi chiede di leggerle il libro della biblioteca, perchè il bruciore agli occhi le impedisce di guardare la tivù o di  feisbukkare.
Provo a lanciare la palla a G. , che però me la  rilancia prontamente (non sono capace di leggere- non trovo gli occhiali)
Mi sistemo sulla sedia girevole del picì,  allungo le gambe sul bordo del divano dove lei è sdraiata,  appoggio i piedi sul calorifero. Con  una tisana in una mano e gli ingredienti dell'amore perfetto nell'altra (è il titolo del libro),  inizio a leggerle il capitolo tredici.
Quando lo termino, le dò un occhio e mi chiedo se per caso si sia addormentata, perchè non parla.
Attendo un pò e poi capisco che è così perchè ha avuto un sussulto, nel sonno.
Cosa starà sognando? Il Duomo di Firenze, il David di Michelangelo, l'ostello dove ha molestato dei cinesi , il concerto di Caparezza, l'amico che l'ha portata in braccio al tendone dei soccorsi?
Perchè ha sussultato? Per la prospettiva destabilizzante di una nuova operazione?
Non ne abbiamo parlato, stasera.Tutti ci pensavamo, ma nessuno ha voluto parlarne. Almeno per oggi.
Le accarezzo i capelli, che si ribellano:  freschi di shampoo e per oggi graziati dalla schiavitù delle piastre non vogliono saperne di stare giù. Con questo nuovo taglio sembra più giovane.
Che situazione inconsueta è questa?
Le ho  letto un libro, l'ho vista scivolare nel sonno, e ora le sfioro il viso sperando che non si svegli.
Come quando era piccola. Com'è bella, la mia piccola peste. 
Sì lo so che non è più piccola, ma mi viene da pensare che se lo fosse  la potrei proteggere meglio ...  potrei spezzare questa spada di damocle che incombe sulle sue orecchie ... potrei rassicurarla con le coccole anche quando non dorme ... ma so che non basteranno le carezze.  
Non basteranno le mie mani forti e ruvide a scaldarti.
Forse la mia mano è fredda, perchè si  sveglia.
"Scusa, mamma, mi sono addormentata"



17 commenti:

  1. Sei in un momento tipico della vita di una donna, di una madre: rivedi la "tua piccola".
    Sei inconsciamente già nonna, amica mia, anche se i tuoi capelli non sono ancora bianchi e le rughe le puoi contare, la nonna -l'eterno nonnino, per far rima con quello femminino, come l'ho chiamato io tanti anni fa- che è da sempre dentro di te si sta agitando per venire fuori.
    Questa è la vera grandezza del pianeta donna: dentro ognuna di voi ci sono tre donne, l'amante la madre e la nonna.
    Complimenti per te e comprensione per tua figlia: mi sembra che sia un tantino sfigata o disattenta. Capitano tutte a lei, ma il 2011 è passato, questo qui è di sicuro molto migliore. :D

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  2. Che ritratto di madre dolcissima hai saputo dare! Mi hai fatto venire i lucciconi... Ma 'sta figlia tua la devi fare benedire! :) Un abbraccione consolatorio ad entrambe

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  3. ...noi ne abbiamo due, di figlie...dico sempre a mia moglie nei momenti più duri, non hai idea di cosa significhi sua mamma per una figlia. Bisogna avere pazienza e tanta, tanta forza.
    Elena lunedì inizia il suo campionato under 14 di basket, quando era ancora bambina quante volte l'ho raccolta in lacrime dalle palestre dei paesi, per una sconfitta, un rimbrotto o per altri motivi...
    "papà ho giocato bene?". Sì.

    ciao!

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  4. Come sta la caviglia di tua figlia?

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  5. Il bollettino medico:
    CAVIGLIA: meglio, grazie, ha acquistato in lividore ciò che ha perso in gonfiore, ma riesce ad appoggiarla. Stasera voleva andare a ballare poi ha rinuciato "per non fare incazzare la mamma". Bontà sua. Ora sta uscendo per andare al cinema. "Non so se portare le stampelle", mi dice.
    "Portale, anche solo come arma di difesa barra offesa", le rispondo.
    Stiamo aspettando che l'aggiustaossa rientri dal pellegrinaggio. La sua vicina di casa è in stato di allerta: quando sente la chiave della serratura chiama mia mamma, che chiama noi, in una sorta di tam tam molto troglodita.
    OCCHI: l'ho portata dall'aggiustaocchi.
    ... scherzo! dall'oculista, che le ha prescritto delle gocce "decenti". Mentre scriveva la ricevuta fiscale il medico in questione si è lanciato in un mantra: agostino u'pazzu, agostino 'u pazzu" . Mi ha chiesto se me lo ricordavo, dice che era un personaggio di cronaca di decenni fa. Tu che sei più vecchio di me ne sai qualcosa?
    (O che sia l'oculista, pazzo?)
    ORECCHIE: c'è poco da ridere.
    Sto setacciando il web alla ricerca di un altro otochirugo ... il migliore .. con una marcia in più non solo in fatto di tecnica, ma anche di quella qualità che noi occidentali chiamiamo empatia, e i buddisti compassione, in assenza della quale non riesco più a fidarmi.
    Per ora ho trovato il Prof. Martini di Padova, ma ha una lista d'attesa lunghissima.
    Ciao a tutti, alla prossima, e scusate il ritardo.

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  6. Agustino 'u pazzu era uno scugnizzo napoletano che alla fine degli anni sessanta terrorizzava il suo quartiere con...una motocicletta che guidava daddio facendola camminare non solo sulla strada e sui marciapiedi, ché quelle cosucce lì a Napule le fanno i neonati, ma facendola arrampicare sui muri e guidando per decine di metri parallelo al suolo.
    Quando i carabinieri decisero di farla finita lo bloccarono in un vico della città bassa con camionette e macchine messe di traverso per tutte le strade ma lui li fregava di continuo, passando per l'appunto sui muri.
    Dovettero impiegare la gru dei pompieri per farlo fesso.
    Portato al commissariato risultò che aveva solamente...pensa un po' 12 anni.
    Non se ne è saputo più niente.
    Io che sono più vecchio di te me lo ricordavo benissimo, e sono lieto di raccontarlo a te e a chi se lo sia dimenticato, o non ne abbia mai saputo niente.
    Ciao.

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  7. ieri dopo aver scritto il mio commento sono andata a cercare questo agostino 'u pazzo su google e ho trovato questo articolo, leggitelo, sembra che ora lo scugnizzo faccia il restauratore di mobili.

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  8. Letto. Concordo sul fatto della imitazione di Giacomo Agostini. Non mi ricordavo la protesta, però ero giovane anche io. Ero sicuro -almeno i media diedero così la notizia- che avesse 12 anni.
    La sua specialità era sicuramente passare sui muri con la moto.
    Il tuo articolista, Mustafeldur, mi sta sulle palle perché legge con piacere "Io uccido".

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  9. dove l'hai vista questa cosa?
    io uccido di faletti? ne ho letto qualche capitolo una sera che ero da mia sorella a fare la baby sitter, parlava di un reduce del vietnam .. dici che non mi sono persa niente a non portarmelo a casa?
    però ammetti che la canzone napoletana è bellissima ... mi ha fatto venire voglia di Pino Daniele, è una vita che non lo sento ...

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  10. L'ho letta sul blog del tuo articolista, di cui mi hai invitato a leggere l'articolo su Agustino u pazzo.
    Non ti sei perduta niente. Faletti scrive un libro dietro l'altro tutti con lo stesso canovaccio, come Mauresig scrive i suoi.
    Sono scrittori ciclici, a me stanno sul gozzo.

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  11. Me possino cecamme se nun ce lo sapevo in anteprimma!
    Se dichi a na donna zovine che cià li sentimenti de na nonna inzomma, se je dichi che adè na nonna "in fieri" -come diceveno l'antichi romani quelli veri, quelli pe capisse che magnaveno le cocce e buttaveno li fichi- er minimo che te pò capità che te manni naresie compreta de maledizzioni a uso personale. Ma lei carinella nun l'à fatto. S'è allimitata de ignoratte a Nzarè, te ita bbene. NUn te dovrai grattà dove te senti mejo pe mezza semana de dritto e de rovescio.
    Comunque adera scritto pensato e detto in senzo bbono, nun te volevo offenne e nun volevo pportà gramo a quer poveraccio de G. che co na nonna in fieri ce dorme....

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  12. PS: naresie ho sbajato a scrive. Volevo scrive na serie
    Capito mo?
    Ma dimme 'n po', ma chi t'ha fatto venì la voja de cambià la scrittura de li commenti. Ma parono quelli dun sacrestano, che scrive ner libbro de la messa der priore...
    ma questa adè troppo lunga da riccontà, e poi nun sei più na pischella e nun sei romana, chissà che capischi e come la pijeresti.
    Te saluto bellezza!

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  13. che lingua è?
    romanescho masticato e vomitato?

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  14. romanesco con l'acca?
    devo essere fusa del tutto ...

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  15. Adè romanesco collacca e senzacca.
    Nun me lo so 'nventato peppiacere, nun marimbarzà!

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