martedì 25 novembre 2014

il blu degli amanti

I colori ... tutti quei colori, un tripudio di colori, l'apoteosi del colore!
Il blu degli amanti, il verde delle case di Vitebsk, il giallo della crocifissione,il bianco degli sposi, il nero dell'ebreo errante, il rosso della tovaglia stesa sul prato; tutti quei colori sono lì a convivere in armonia, come se Chagall avesse creato la città ideale dei colori nella quale non esiste un  predominante, perchè ogni sfumatura concorre alla bellezza del tutto.  
All'uscita dalle sale di Palazzo Reale, però, la sera milanese nell'ora che precede la notte sembra poter fare a meno dei colori. 
I fiori del venditore ambulante potrebbero essere rossi, se non fossero appassiti di noia e annacquati dal pianto con cui l'infelice reagisce al nostro non volerne acquistare. 
Il  bianco del Duomo  è un vestito da sposa -di pizzo- che riveste una donna il cui fascino  ti lascia a bocca aperta ogni volta, specie di sera; poi giri l'angolo e ti accorgi che gigantesche affissioni pubblicitarie ne deturpano il fianco.  
Lungo corso Vittorio Emanuele, sotto i portici, davanti alle vetrine di lusso che espongono capi improbabili prima ancora che assurdamente costosi sono distesi i clochard avvolti nei sacchi a pelo, la maggior parte di loro già immersa in un sonno innaturale, forse stordito. Ce n'è solo uno sveglio, a testa in su, che legge un libro, un grosso tomo. Sarei curiosa di sapere cosa stia leggendo ... (un russo ... Dostoevskij ... memorie del sottosuolo, l'idiota, delitto e castigo...) ... ma continuo a camminare con le mie amiche. 
"Ho fame", è scritto su un cartello a fianco di un giovane anch'esso disteso.
C'è una moltitudine di gente che passeggia verso Piazza San Babila, come se il contrasto disperazione/lusso fosse normale, o peggio invisibile.
Qualche metro più avanti un ritardatario dell'addiaccio sta posando i cartoni sul pavimento lucido mentre parla col vicino come se fosse un vicino di ballatoio, come se fosse normale prepararsi a dormire sotto gli occhi ciechi dei manichini vestiti con abiti da sposa per miliardari.
Ho la sensazione che nessun ebreo errante, nessuna coppia di fidanzati si sognerebbe mai di  volare sopra questa città, di notte, nemmeno nelle visioni di un pittore.

21 commenti:

  1. il cielo sopra Berlino era grigio, sempre ... mi sa che lo è anche quello sopra Milano

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    1. Quando sei in città non ti viene spontaneo alzare gli occhi al cielo come invece fai quando sei in campagna, al mare, in montagna.
      E così venerdì sera non ho guardato il cielo sopra Milano, se l'avessi fatto forse mi sarei accorta che non aveva colore.

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  2. Chagall è un poeta meraviglioso, senza confini. Trovo strano che tu tra i tanti suoi quadri estremamente colorati abbia scelto queste due donne in blu. Il blu è un colore freddo.
    17/17R

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    1. Ti ostini a non rispondere ai miei commenti del tutto educati senza sentire il bisogno di darmene una ragione. Mentalmente ti classifico una plebea di infimo rango, assolutamente villana. Non avrai più l'onore di leggere la mia sigla nel tuo blog. Ti auguro di perdere la testa per qualcuno come te.
      17/17R

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  3. Grande Chagall .... me ne innamorai a prima vista ! :-)
    Quanto alle grigie, grandi metropoli, dove accanto a sfavillanti luci artificiali e vetrine di negozio agghindate a festa per i miliardari, vivono e marciscono i vagabondi senza tetto, solo i grandi Poeti come Chagall riescono a veder colori che allietino la vista ( e il cuore ... ), mentre qualche buon Angelo randagio ci vola sopra, talvolta strappando un sorriso o una lacrima ad uno smarrito mendicante !

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    1. In città trovi anche angeli non volanti, sono i volontari che aiutano le persone invisibili.
      Persone ammirevoli, io non riuscirei mai a farlo.

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    2. Nemmeno io riuscirei a farlo. I volontari che aiutano gli "invisibili" danno loro visibilità e tolgono loro il velo del nulla. Oltre a dare pasti caldi, coperte, ascolto e solidarietà. A volte nel nulla vanno i migliori. T

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    3. Gli invisibili ...
      Anni fa fecero una trasmissione televisiva che si chiamava così, era cruda ma bella, umana.

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  4. Ho visto Chagall a Roma, un paio di anni fa. E prima ancora avevo ammirato le sue acqueforti in una mostra in un castello qui vicino.
    La sua arte è piena di sofferenza e di persone ai margini. I suoi sposini, le sue capre, i suoi cavalli alati volano spesso sopra le miserie umane. Volerebbero benissimo anche su Milano. E sul pianeta Terra, in generale.

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    1. Credo che la mostra di Milano sia la più completa mai organizzata, 220 opere; in due ore la guida ce ne ha mostrate e spiegate solo una parte, poi il museo chiudeva e non abbiamo potuto ammirare le restanti.Un vero peccato.
      Non sono d'accordo con ciò che dici.
      Solo una piccola parte dei suoi dipinti trasmette sofferenza e ciò è naturale se pensi che nella sua lunga vita l'artista ha visto due guerre, e che era ebreo.
      Ma la maggior parte delle sue opere sono un inno alla gioia, all'amore, alla felicità.
      Credo che Chagall, al contrario di molti suoi colleghi, sia stato una persona tutto sommato felice e soddisfatta della propria vita.

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  5. Visto da pittore Chagall è un grande poeta. Dipinge pupazzetti ma sono pupazzetti fatati. Dipinge fiori dove non li aspetteresti mai. Dipinge sofferenza e gioia con la stessa leggerezza. Il suo è un mondo inimitabile, uno di quegli artisti senza epigoni. Basta da solo.

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    1. Un artista che ha assorbito da tutti riuscendo nel contempo ad essere, come dici tu, non imitabile.
      prima di andarci non pensavo che mi sarebbero piaciuti così tanto i suoi dipinti, dato che preferisco il reale al visionario.
      E invece!

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    2. Preferisci il reale al visionario? Per esempio una serie di tetti rossi su casette bianche piuttosto che una composizione in campo blu?

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    3. Pensavo infatti. Fai vedere "composizione in campo blu" da un esperto di arte moderna, perché è un capolavoro di tecnica con un risultato artistico di grande qualità. Fallo, poi mi farai sapere che cosa ha detto.

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  6. Vorrei saper baciare come quello lì del quadro.

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  7. Ma no dai non mi sembra gran che come bacio...
    Meglio quello di Hayez, o di Klimt ...
    (ti è partito il trip del bacio?)
    di chi ti sei invaghito stavolta?

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    1. Ma guarda come è bravo a baciarla di lato con l'angolo giusto di 90° rispetto alle labbra di lei, e tutto ad occhi chiusi. Che poi lui si vede che è innamorato perso, e anche se ormai non capisce più niente sembra lì a dire "amore, guarda, ti bacio di lato così il ritrattista lì all'angolo può dipingere anche il tuo bel viso invece che la mia nuca e basta".

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    2. Quindi Chagall avrebbe dovuto chiamare questo quadro: il bacio a 90 gradi...
      Mmhh.. Poco poetico!
      Tuttavia continuo a vederlo come un bacio fraterno.

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  8. Silvia, sei la prossima MozIntervistata: mi invii una mail a mikimoz@hotmail.com ?
    Thanks^^

    Moz-

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