venerdì 14 agosto 2020

a zonzo, senza meta

«Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata nel voler cacciare le nubi grigie, pesanti, sui cocuzzoli scuri delle montagne»

(Antonio Fogazzaro in Piccolo mondo antico)


Dopo giorni di noia claustrofobica causata dalla cappa di afa,  questo pomeriggio è una goduria sdraiarmi su questo prato gentile, trovato per caso durante una gita a zonzo senza meta.

Se chiudo gli occhi è per assaporare meglio il piacere di questa brezza prealpina, che non so se sia Breva, Tivan o nessuno dei due,  e ascoltare con attenzione e finanche trepidazione il rombo di tuoni lontani- ma in montagna i temporali fanno in fretta ad avvicinarsi- che stanno decidendo il da farsi. 

Se apro gli occhi il cielo sopra di me è schermato dalle foglie delicate dei tigli, mi piace pensare che con il loro ondeggiare mostrino di  gradire, come me, questa arietta e questo preambolo di non si sa cosa verrà.  

Se mi metto seduta vedo un pezzo di quella meraviglia della natura che è il Lago di Como, con la mia innata e conclamata incapacità di orientamento mi ci vuole un attimo per capire che, pur essendo arrivata dal Ramo di Lecco, quel che mi si presenta sotto con regale autorità è sua maestà il Ramo di Como. 

Lo capisco dal promontorio di Bellagio, che divide i due rami,  e dalla penisola del Balbianello, che appartiene al ramo di Como. Stasera un amico  mi chiarirà che il paesino che ho davanti è Argegno. C'è perfino un piccolo specchio di lago giù in fondo, piccolo piccolo, sarà il lago di Lugano o il lago del Piano? 

La luce fa strani giochi sul lago e sulla piana, laggiù sulla destra in un qualche punto cardinale c'è un chiarone che è tutta pioggia. 

Se guardo di lato vedo mio marito malamente sdraiato su una panchina, e sull'altro tavolino da pic nic noto una famiglia così silenziosa ed educata da pormi il dubbio se siano italiani. Parlano a bassa voce e, altro particolare strabiliante, nessuno di loro sta smanettando al cellulare con il tipico sguardo da ebete. Il capofamiglia sta leggendo, gli altri stanno giocando a carte in perfetto silenzio, in perfetta simbiosi con il luogo.

Se volgo lo sguardo alla mia sinistra vedo una chiesetta piccola e lineare, è il Sacrario di Agueglio, costruito dagli alpini negli anni '70. Grazie alpini! 

Tutto d'un botto le prime gocce di pioggia ci intimano di smammare, e io e g. e la famiglia di stranieri o forse marziani lo facciamo, niente affatto contrariati, con ordine e in silenzio, grati dell'ospitalità.



25 commenti:

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    1. Anche a te. Sai che mia figlia è in vacanza in Slovenia?

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    2. Le piacerà senz'altro!

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  2. Insomma, i miei posti.
    Io sono del ramo di Lecco, anche se poi il Lario è tutto splendido e, come hai mostrato tu, tutte le valli, viste, etc che si aprono sullo specchio d'acqua. Almeno una volta all'anno ci faccio sempre il bagno anche se non ci vivo. al Moregallo.

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    1. Il Moregallo! Bello! Anni fa ci feci il bagno con le mie amiche, reduci da una giornata lavorativa caldissima ... Che refrigerio trovammo in quell'angolo di Lago! in quei paraggi deve esserci una qualche corrente d'aria che proviene da non so dove, perché nella pizzeria dove ci fermammo a cena ricordo che ci mettemmo addirittura il golfino.
      Poi successe che un'altra mia amica morì in quelle acque e non ci tornai più, non so se per caso o per scelta.

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    2. Ancora oggi è un luogo molto pericoloso. Io ci andavo di notte a fare il bagno nudo con alcuni amici e amiche ma eravamo sempre vicini a riva. Era difficile spiegare soprattutto a milanesi e immigrati che e una zona pericolosa e che il lago non fa sconti e che era meglio stare vicini alla riva. Quasi sempre ci davano dei coglioni.

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    3. Purtroppo per la mia amica la morte per annegamento è stata una scelta non un incidente.
      È vero che non esiste un modo incruento di darsi la morte, ma quanto deve essere brutto morire così...

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  3. «Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ... etc etc

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    1. Il grande Manzoni aveva il senso dell' orientamento pari al mio, se è vero che il punto cardinale da lui citato è un errore. Io non lo so,l'ho letto da qualche parte.

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  4. Ciao, se pur bellissimi, non amo i laghi,l'ambiente lacustre mi rende triste.Buon Ferragosto.
    fulvio

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  5. Olla peppa Fulvio ... a me la natura non dà tristezza, sono gli umani che la offendono a darmi questa emozione.

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  6. Bel quadretto signora,
    che bel piacere c'è nella serenità!

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    1. grazie gentile signor massimo,
      chissà poi a cosa è dovuto quello stato d'animo, sovente sottovalutato, come se fosse un parente povero della felicità, cosa che non è.

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  7. Silvia mi hai trasmesso un gran senso di pace e serenità.
    Grazie. Un abbraccio Susanna

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  8. grazie a te di essere passata da queste parti e di aver letto.
    spero tutto bene da te.

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  9. Uh che idillio!
    Grazie Silviaccia per questobbel quadretto.
    La natura è massima artefice di bellezza!

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    1. Mentre l'uomo è massimo artefice di scempio della stessa!

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  10. La natura tutta dona tanta serenità. Ma la pioggia no... d'estate no. Ciao

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  11. E perché mai non vuoi la pioggia estiva? Cosa mangi poi, la sabbia del deserto?

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  12. Il lago mi piace molto, anche se in quelle zone non sono stata mai.

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  13. e quali laghi frequenti quindi?

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  14. L'Italia è tutta un paradiso. Il guaio è che è abitata da troppi italiani (senza la maiuscola) che non la meritano.

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  15. Sì credo proprio che tu abbia ragione!
    Un caro saluto

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