giovedì 16 dicembre 2010

esame di linguistica

Dafne è molto delusa del risultato dell'esame di linguistica.
"Ieri sera eri angosciata all'idea di non riuscire a passarlo, stasera devi essere contenta di averlo passato, chissefrega del 21", la consolo.
L'ho vista studiare testi sterili dopo una giornata di lavoro, prendere appunti, stendersi sul divano dopo cena a leggere la cognizione del dolore di gadda, che dopo averne lette due pagine a me è venuta tutta insieme, quella cognizione lì: la cognizione di un dolore da rottura di palle.
Nella prima parte dell'esame l'assistente le dà 25, ma quando arriva il turno del prof cominciano i guai. "Mi spieghi come si è evoluta la e tonica latina"
"E' diventata una i"
"Mmmmmm????"
"Una o?"
"Mmmmmm????" "Ci vediamo la prossima volta, signorina"
"Come, la prossima volta, nooo!!! Scusi, ma non può farmi un'altra domanda?" chiede anzi forse implora Dafne.
" Certo che no, è un concetto essenziale"
"Allora mi lasci del tempo per pensarci, devo essere andata in confusione"
Il prof scrive una e tonica su un foglietto e glielo porge. Dafne si mette il foglietto sotto il naso, le mani sulla fronte, i gomiti appoggiati al tavolo e si concentra: ma mi racconta che invece che pensare a quella cazzo di e tonica, pensava come un mantra: ecco adesso mi manda a casa ecco adesso mi manda a casa ecco adesso mi manda a casa ...
Il mantra dopo un pò le sforna -non si sa come- un flash con il quale Dafne raffazzona una risposta che non è il massimo ma sempre meglio di niente, poi risponde ad un'altra domanda simile (ma allora sei stronzo!, accusa mentalmente all'indirizzo del prof), non risponde a una terza, riceve un rimprovero perchè "... Alla fine le cose le sapeva, ma all'inizio rispondeva senza pensarci!" e se ne va col suo 21.
Ginocchio dice che se gli avessero detto ci vediamo la prossima volta lui se ne sarebbe uscito con la coda fra le gambe senza fiatare, io avrei fatto come ginocchio ma dico a Dafne che è stata brava, a non arrendersi.

scritto il 23-06-2010

3 commenti:

  1. Credo che lo stronzo alludesse ai mutamenti (evoluzioni?) dei vocalizzi dal latino ai dialetti più marcatamente di origine latina, e cioè il sardo, il toscano, il friulano e il romanesco, naturalmente.
    Puoi avere studiato tutto, ma proprio tutto, se poi sei mancato proprio a quell'unica lezione in cui lo stronzo ha parlato dell'apertura della o dal romano al tosco, dal sardo al furlano, ti puoi sbattere come una quaglia ma non gli rispondi.
    Brava lei, tipica donna moderna, a non andarsene via e a restare, non come sua madre, che la pianta lì quando il discorso non le garba.

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  2. ... o quando non ha parole ...

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  3. ...oppure quando non hai pulito bene gli occhiali...

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