sabato 17 marzo 2012

il pigiama rosa l'ho poi comprato


Della camicia che ha in vetrina ha una taglia più piccola?
Non ce l'ha.


Però la camicia va portata grande e poi è provvista di cordino per stringerla in vita.
Mamma mia, stretta in vita diventa un obrobrio.
Mi mostra altri dieci modelli, che scarto nell'attimo stesso in cui fa il gesto di toglierli dalla gruccia.
La proprietaria della merceria -va beh forse questo negozio non è proprio una merceria ma ha lo stesso odore e porta le stesse sembianze della vecchia merceria del mio paese, estinta per far posto a uno studio commerciale- potrebbe essere mia mamma, come età, e mi sta subito simpatica a pelle, perchè reagisce con pacata indifferenza alle mie sfilze di "non mi piace".
Non cerca minimamente di farmi cambiare idea, come invece faceva la merciaia della merceria estinta, che quando mia zia si presentava a casa nostra con una ciofeca nuova di pacca mia mamma le diceva: sembri una scopa vestita! Scommetto che questo straccetto l'hai comprato in merceria! E che non ti piaceva ma poi Mariotta ti ha convinta che ti stava bene!
La povera zia confermava, come da copione, mettendosi a raccontare la scena dell'acquisto, compresi gli spergiuri dell'abile venditrice, capace di smerciare fuffa per seta e di convincere una scopa vestita d'assomigliare a una cenerentola al ballo. Mia mamma le faceva promettere di non entrare più in quel negozio, ma poi la zia ci ricascava.
Mia zia zitella era un tipo molto influenzabile.
Poi è la volta del pigiama.
L'unico che mi piace ha i pantaloni rosa, guardi signora a me piacciono tutti i colori, ma proprio il rosa non lo sopporto.
Me ne mostra altri: questo è da ragazzina, questo da vecchia, questo ha i pantaloni larghi in fondo e poi mi risalgono sulla gamba e mi danno fastidio, questo è troppo pesante, quello a tre quarti ce ne ho a casa due che non metto. Le prendo quello in vetrina, ha un buonissimo prezzo. Prima arriccio il naso, poi me lo mette in mano e ne tasto la stoffa, infine la annuso.
"E' cotone, non si preoccupi. E poi qui non c'è niente di cinese, guardi l'etichetta"
"Il fatto è che certe volte mettono l'etichetta made in Italy e invece vengono proprio dalla Cina, o da chissà dove", le dico
"Mio figlio sta facendo la chemio e non ne vuole sentir parlare di comprare cinese", risponde lei. (mi sfugge il nesso tra chemio e Cina, e per questo motivo sta vecchietta mi sta sempre più simpatica)
" E come fa a essere certo della provenienza della merce, suo figlio?"
"La annusa, come ha fatto lei"

16 commenti:

  1. Non ho mai capito -né credo che l'abbia capito la stragrande maggioranza di noi uomini- cosa vada VERAMENTE a fare una donna in un negozio di stoffe, di abbigliamento, in una merceria, insomma in uno di quei negozi dove VOI vi perdete per delle mezzore mentre NOI rimaniamo di fuori, quelli fortunati che non hanno mogli che li tormentano con la solita domanda "come mi sta?", che non serve a un beato ciufolo tanto ha già stabilito lei che non le sta bene.
    Toccate tutto, annusate tutto e non comprate niente, uscendo dopo un'ora per entrare nel prossimo negozio.
    Fosse un rituale lo capirei; fosse un modo per poter indossare qualche capetto costoso e guardarsi allo specchio, lo riterrei perfettamente femminile; ma il guaio è che voi cercate veramente qualcosa da mettere su, "uno straccetto"...che non trovate mai.
    Il figlio con la chemio che annusa e capisce mi fa venire in mente che NOI quando eravamo molto giovani -roba del secolo scorso- annusavamo le ragazze mentre ci ballavamo per sapere se ci sarebbe piaciuto starci insieme e farci magari qualche cosuccia carina.
    Che bei tempi!

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  2. Invece mi sono fermata solo un quarto d'ora e ho comprato due borse di cose.
    Vuoi la lista?

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  3. Il quarto d'ora di una donna è fatto di minuti che durano 360 secondi.
    Bella brianzola, non bastano 15 minuti a una donna per riempire due borse.
    A contar favole sei bravina, dai. :))

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  4. allora sarà stata mezz'ora ... a star larghi ... :))

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    1. Facciamo tre quarti d'ora...a star stretti...:)))

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  5. l'annusare è un ottimo sistema, anche il tatto non scherza ma... compri i pigiami in tabaccheria?? ;-))

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    1. Ecco perchè aveva quell'odore di ... di marche da bollo! :)
      Bè vedi è una storia lunga. Mettiti comodo, mister Teschio. (sai che conoscevo un tizio che si faceva chiamare Teschio?)
      La merceria l'ho incontrata sulla via del ritorno da un'escursione in montagna, dove avevamo fatto l'andata a piedi e il ritorno in treno (ebbene sì, sono entrata in una merceria con scarponi e racchette) ...
      La sera stessa ho scritto il post, e non avendo la foto della merceria ho messo quella di una tabaccheria che avevamo incontrato lungo il "sentiero del viandante", e che mi era piaciuta.
      In effetti la foto non rende l'idea, il contesto era un borgo acciottolato che profumava di antico.

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  6. E' vero. La roba cinese si sente dall'odore. Ero ieri in un grande supermercato di prodotti cinesi (Aumai) e quell'odore che vi aleggiava ce l'ho ancora nella testa.

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  7. Che ci vai a fare nei supermercati cinesi, Albè??
    Venerdì ho sentito dalla radio la notizia di uno stock di lenti tossiche provenienti dalla Cina e contraffatte con marchio UE ...

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    1. C'ero andato perché aperto da poco e volevo vedere cosa mai vendessero là dentro. Ho comprato una ciabatta con otto prese a metà prezzo di quelle vendute alla coop, praticamente uguali.

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    2. attento che prendi la scossa appena ci metti l' ottava spina ... :)
      mamma mia, voi uomini avete la MANIA delle multiple!

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  8. Errore, Silvia. Il marchio sui prodotti europei non è UE bensì CE che significa, o dovrebbe stare a significare commercio europeo, così ho letto.
    Ma i prodotti che provengono dalla Cina hanno lo stesso questo CE.
    È una truffa bella e buona, ma loro si difendono dicendo che la sigla significa "Cina Export". Capito la figata?

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  9. Grazie della correzione.
    Più che figata mi sembra una stronzata, mannaggia a sti cinesi del porco che speculano sulla crisi economica.
    Perchè l'unico mezzo che conosco per difendermi è evitare l'acquisto di prodotti a prezzi stracciati, ma non è detto che anche questa stretgia di difesa sia completamente efficace.

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  10. L'odore che sentiva Alberto era dato dai coloranti.
    ATTENZIONE: i cinesi usano dei coloranti estremamente dannosi per la cute e per gli organi interni; nemmeno col bianco si può stare tranquilli perché anche quello è un colorante, eccome: il bianco puiro non esiste in natura, ce lo fai diventare con prodotti chimici. Loro adoperano la Biacca, cioè l'ossido di piombo che sbianca anzi cadaverizza il colore naturale.
    Lo si adoperava una volta in pittura, mescolandolo con additivi particolari per impedire l'ulteriore ossidazione.
    Avevo ancora un po' di biacca e mi serviva come fondale in una tela vecchia, per rigenerarla e riusarla; ma non avevo l'additivo.
    Dopo due o tre mesi sono tornato a vedere e il bianco si era trasformato in un color "merdella di cane quando ha mal di pancia".
    Questo capita ad indossare magliette bianche cinesi a carne.
    Non lo fare mai e poi mai.:)))

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