lunedì 27 ottobre 2014

cose che ho preso



Cose che ho preso da papà:



-la strenua difesa del diritto di  pensare con la mia testa

-l'incapacità  di mentire e
la conseguente intolleranza verso i mentitori occasionali, seriali e impenitenti
-l'assoluta mancanza di classe e diplomazia
-la tendenza a fare gaffes
-l'amore per la lettura, l'interesse per le storie di vita
-la riottosità nell'esprimere i  sentimenti più profondi
-un carattere orgoglioso ribelle e testardo
-il non riuscire a provare ma nemmeno a capire il sentimento dell'invidia  
-il senso del dovere 
-la schizzinoseria
- il riuscire a perdere soldi e documenti  con frequenza imbarazzante
-l'adorazione per il dio pomodoro, la passione per la preparazione di paste lievitate, l'abitudine di  osservare con orgoglio i cibi che cuociono in forno
-una certa dose di allergia al romanticismo e di prevenzione verso il sentimentalismo 
e purtuttavia
-una pericolosa propensione a commuoversi per un nonnulla.

Soprattutto

-non mangio mai senza tovaglia, nemmeno un panino o un frutto.

39 commenti:

  1. Sì .... penso che mi sarebbe piaciuto tantissimo conoscere tuo padre !

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    1. non posso sapere che effetto potesse fare mio padre a un estraneo.
      in questi ultimi anni lo portavo spesso per ospedali e luoghi di cura: le reazioni delle persone che lui tampinava -perchè era un tampinatore, attaccava bottone con tutti- erano le più disparate: divertimento, sconcerto, incredulità, assecondamento, compatimento, fino ad arrivare all'incazzatura del personale sanitario più rigido.
      a volte dovevo intervenire per recuperare, ma quando non era necessario mi limitavo alla gestualità: prendetelo così com'è, non fatemi spiegare.
      perchè lui non era MAI nel contesto, ma sempre di più nel suo mondo, con modalità alle quali noi familiari eravamo abituate, non gli estranei, ad eccezione di quelle persone che hanno l'empatia nel sangue.

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  2. Anch'io ho preso molto da mio padre ed è per me un orgoglio immenso sentirmi dire che sono precisa a lui caratterialmente. ;)

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    1. non credo che vorrei sentirmi dire la stessa cosa, mi basta l'idea di avere qualcosa in comune con lui. non tutto, altrimenti sarebbe preoccupante. papà era troppo fuori.

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  3. A me garba, è sempre garbato tuo padre, da quando lo hai iniziato a raccontare e/o io a leggerlo.
    Rappresenta quella generazione di italiani sobri, laboriosi, con la sapienza residuale o ancora integra della vita rurale, le conoscenze del fare contadino, artigianale alla quale si aggiunsero quelle delle maestranze operose - operaie.

    Certamente non sono stati esenti da gravi responsabilità: lo sciagurato boom ecomomico e demografico che ha rovinato ambiente e paesaggio e agricoltura italiani è in buona parte responsabilità di quella generazione.
    Però essi erano in parte e inconsapevoli dei limiti e plagiati dalle due religioni, cattolica e comunista, e dai loro dogmi natalisti, crescitisti e progressisti.
    Però essi, autori e attori della Grande Catastrofe - per dirla alla palestinese - serbavano, custodivano in cuore, nell'anima, memorie di dolcezze rurali, di gusto, di estetica semplice e raffinatissima. Erano modernisti con il nucleo prodondo dell'anima antimodernista.
    Pasteggiare con... una tovaglia.
    Neppure io arrivo a tanta cura, estetica e piacere.
    :)

    Ecco il tuo babbo alle prese con i frutti, i pomi d'oro, della Madre che aveva coltivato con attenzione, con conoscenza e dedizione.
    :)

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    1. non vorrei farti cadere un mito ma papà era tutto tranne che sobrio.
      la sobrietà non sapeva dove stava di casa, al contrario era esagerato in tutto.
      la disperazione di mamma, che se lo mandava a prendere un etto di prosciutto tornava a casa con tanta di quella carne da sfamare un battaglione.
      e dato che la contraddizione era il suo marchio di fabbrica, poi non è che mangiasse più del dovuto, perchè aveva il terrore di diventare grasso come suo padre.
      non era misurato nelle richieste, non era moderato nelle relazioni.
      diciamo che esagerava sempre, perfino nella generosità.
      anche laborioso non è un aggettivo che gli si possa aggiudicare in toto.
      poteva stare delle ore a saldare un cacchio di coso di ferro per realizzare una sua opera fanta-architettonica, e poi mollare tutto senza riordinare niente.
      oppure dedicarsi ai suoi hobby metallurgici senza occuparsi di riparazioni casalinghe più necessarie, che però non soddisfacevano la sua vena creativa :)

      per il resto che dici, ci siamo, papà è sempre stato un ambientalista.
      quando lo portavo in giro si disperava del traffico sulle strade, e ogni volta recitava le sue litanìe:
      "pruà pruà quanti machen! per forza ghe l'inquinament e i piant i moren!"
      per finire con il suo must: "uomo pallido distruggi madre terra!"

      amo le tovaglie, il mio ideale è la bianca inamidata, ma non la possiedo :)

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  4. 1. Diritto sacrosanto.
    2. Ho i miei dubbi. Pensa al 2009.
    3. Non hai né l'una né l'altra.
    4. Concordo.
    5. Penso di sì.
    6. Assolutamente sì.
    7. Testardo di sicuro.
    8. Se lo dici tu.
    9. Credo di sì.
    10. Accidenti, e come!
    11. Non metto lingua.
    12. Penso di sì.
    13. Lo considero uno dei tuoi difetti.
    14. Per cavolate, certo.
    15. Questa è una mania, niente di più.
    Beh, sei un bel guazzabuglio. Tutto da tuo padre? Non ci hai messo niente di tuo?
    Dubito ergo sum.
    Devo usare l'anonimo perché fa i capricci il mio PC.
    Comunque non senti la iacoponite?
    Vincenzo Iacoponi scripsit.

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    1. fugàti pure i dubbi, poichè io nel 2009 non raccontai balle a nessuno.
      chiaramente iacoponico, of course. solo tu potevi ficcarci riferimenti inadeguati e indelicati.
      hai un brutto difetto pure tu, prima di scrivere non pensi più in là delle tue dita.

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    2. Ho messo solo le somiglianze, è chiaro che ho anche delle peculiarità.

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    3. Non fugo nulla, ho un'eccellente memoria e non butto mail vecchie.
      La prima a infilare "riferimenti inadeguati e indelicati" oltreché campati in aria sei stata tu. Seguo il tuo esempio.
      Tu forse ci pensi? Hai dita cortissime a quel che sembra, e comunque quel "pure tu" forse uscito involontariamente dalle tue cortissime dita è un'ammissione alemno di complicità.
      E quali sarebbero a tuo giudizio insindacabile le peculiarità?

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    4. Scusa, mi era sfuggito ad una prima lettura.
      I miei "riferimenti inadeguati e indelicati" li potevi e dovevi capire solo tu. Visto che non rispondi in privato li ho fatti qui. Ma nessuno capirà a cosa faccio allusione.
      Tu invece plebeamente e platealmente da donna di gran classe quale ammetti di non essere hai esternato in pubblico cose che tutti "dovevano" capire.
      Ecco la sottile differenza. Mi era sfuggita.

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  5. Sei tutta tuo padre, dunque!^^
    Un MozAbbraccio!

    Moz-

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    1. Mah, non so, spero di no.
      Tanto per dire, vorrei invecchiare come mia mamma.

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  6. Le figlie prendono molto dai padri, per esempio mia figlia ha preso tutto da me e quasi niente da sua madre. Sono molto orgoglioso di questo, anche se la mia signora per ogni cosa che non le garba di "nostra" figlia tira fuori il solito "te la sei fabbricata da solo".
    17/17R

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    1. chissivede, il ciarli braun! pensavo fossi andato a "comprare le sigarette" :)
      bah, non saprei, nessuno mi ha mai fatto notare una particolare somiglianza, del tipo "pom taià in mez";
      sicuramente il colore dei capelli e degli occhi, e ... i polpacciotti !!


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  8. che spettacolo quei pomodori! io ne vado pazza. Da giardinicola non posso che stimare di chi ha cura della terra e ne sa apprezzare la generosità.

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    1. ah i pomodori di papà erano uno spettacolo per tutto il vicinato;
      c'era una ex professoressa di una mia sorella, in pensione, che aveva l'abitudine di passare dall'orto mentre portava a spasso il cane; e di andarsene dopo qualche battuta col suo bel sacchettino pieno di pomodori.
      papà non ci faceva caso al fatto che mai contraccambiasse con qualcosa, giusto per educazione ... in realtà lui le chiedeva ogni volta: ce l'ha ancora la casa al mare? ci posso andare? e lei gli diceva di sì, tanto per accontentarlo.

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  9. Ma secondo te queste cose le hai prese perché ereditate nel patrimonio genetico oppure perché frequentandolo era impossibile non prendere un po' da lui?

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    1. la prima, naturalmente!
      sono un' accanita sostenitrice del primato della genetica;
      penso che un bambino nasca -stavo scrivendo nacqua- col suo bel caratterino già definito, che l'educazione e le influenze ambiantali potranno modificare di poco, pochissimo.
      comunque c'è una mia sorella che ha preso più geni paterni di tutte le altre, io mi colloco al secondo posto. le altre due, specie soror maior, sono lontane anni luce.

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  10. Sai che questo post mi ha colpito forte? Un colpo dentro, proprio. È così semplice ma ha un retrogusto pericoloso. Perché dopo averlo letto inevitabilmente ti domandi: e io cosa ho preso da mio padre? E no, è proprio un casino.

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    1. Oh caspita, non era mia intenzione far casino.
      Però con questo tuo commento mi hai messo curiosità.
      Cosa hai preso da tuo padre, per l'appunto?

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  11. Tutte belle le qualità ereditate per via paterna, tranne una: quella di non saper mentire. E' un bell'handicap, cara la mia Silvia. In un mondo che è un paradiso di bugie (come ho dimostrato in un mio post), non saper mentire è come affrontare un carro armato a mani nude.

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  12. Eh no caro guido.
    La mancanza di arte diplomatica la rusticità l'orgoglio e la craponeria la schizzinoseria
    la sbadataggine non sono grandi qualità.
    La sincerità senza sconti invece sì!
    Dici che è un handicap? Può essere come dici tu, eppure non vedo alternative.
    Che dire, è un handicap di cui sono fiera :))

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    1. Naturalmente scherzavo e spesso, da quel cretino che sono, mi piace giocare a fare il cinico.
      Sai quanto grande è la mia stima per te. Quando vengo sul tuo blog trovo sempre un post e tuoi commenti di risposta che mi fanno bene come una lunghissima boccata di aria pura.
      Un abbraccio

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    2. Comunque devo dirti che chi non sa mentire non ha alcun merito nel non mentire. I meriti ce li ha chi sa mentire ma non lo fa.

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    3. Non sono d'accordo, perché chi non lo sa fare ci potrebbe mettere un attimo a imparare, visto che mentire è così comodo e così di moda ...
      La sincerità ha un suo prezzo, e il conto è subito lí pronto per l' incasso, al contrario la menzogna spesso la fa franca.
      Nonostante ciò continuo a pensarla come quello scrittore che scrisse, nel bellissimo libro: "anime alla deriva" : le bugie sono come le sbarre di una prigione.
      Scusandomi assai per il ritardo con cui ti ho risposto, ti ringrazio per l'apprezzamento del commento precedente e ti saluto.
      Buona domenica!

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  13. Oggi ho portato il mio amico giardiniere da mamma, che intende ristrutturare il giardino.
    Quando le ha chiesto se intendeva smontare il parco giochi che papà aveva costruito per i nipoti, mamma ha chiesto consiglio a me, a mia sorella e a mio marito. "la casa presto sarà vostra, decidete voi". Tutti abbiamo pensato alla dedizione, alla passione, alle ore di lavoro che papà aveva messo in questo assurdo progetto, così ci siamo messi a piangere tutti e tre, e subito ci è venuta dietro anche mamma.
    Nel giorno dei morti non siamo andate al cimitero: l'abbiamo ricordato così, decidendo di non distruggere la sua opera.

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  14. le bimbe con i padri ed i bimbi con le mamme che li educano ad odiar tutte le altre donne
    è una storia umana per lo meno qui da noi sulla terra, ove esistono i generi, i caratteri, tutte cose volute dall'architetto maximo

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  15. Che spettacolo di blog , mi aveva affascinato appena lo aveo scoperto e con lo stesso entusiasmo mi affascina ora..
    Davvero anche un panino con la tovaglia?
    Spero tanto tu voglia ricambiare mia cara amica..
    Un grazie e un bacio serale!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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  16. grazie, ma non colleziono followers, come ti spiegai la volta scorsa, in un controcommento che ti invito a leggere.
    (giusto per quella storia della sincerità).

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  17. Credo tu abbia preso delle cose molto buone (quanto alla tovaglia, e niente, mangio ovunque :D )

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  18. fai bene ... fuori casa pure io, non è che se sono in montagna non mangio perchè non ho la tovaglia nello zaino :)
    ... la cosa peggiore però è il vassoio della mensa aziendale, che è sempre umidiccio.

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  19. possiamo e dobbiamo sempre recuperare.. o no?
    Grazie della visita Silvia a presto buon fine settimana
    Maurizio

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  20. Così tante cose impariamo dai nostri genitori...tu ti sei soffermata a pensarci, a volte le prendiamo come attitudini innate, e invece no. Sono buoni insegnamenti che ci sono stati regalati.

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  21. Scusami, mi era sfuggito il tuo commento.
    Credo che ci siano entrambe le componenti, c'è il modo in cui siamo educati ma c'è anche tanto di innato: i geni non sono acqua, tanto per dire.
    Ciao, grazie della visita, a presto.

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  22. Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare di capire che hai preso tutto da tuo padre :-)

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  23. Tutto no, ma forse le cose essenziali Sì 😊

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