sabato 20 febbraio 2016

Una storia vera



Classe 1928 lui,  classe 1933 lei, sono morti  a distanza di 10 giorni l'uno dall'altro mentre, come da 25 anni a questa parte, stavano trascorrendo le feste di Natale dai figli in Brianza.
 Un decesso improvviso, senza avvisaglie.
Quando si  conoscono Pasqualina ha 14 anni, Lodovico 19.
Quindici anni dopo il matrimonio decidono di lasciare la loro terra per raggiungere la Lombardia.  Pasqualina lavora in fabbrica come operaia, Ludovico fa il camionista. Tanti sacrifici per far crescere i figli, dar loro un futuro. Giunta la pensione, i due ritornano nella loro Sardegna.
Anche quest'anno Pasqualina e Lodovico fanno ritorno in Brianza dove abitano i figli e dove sono anche sepolti i loro cari: Salvatore (gemello di Lodovico) ha infatti sposato Angelina (sorella di Pasqualina).
Il 7 dicembre a causa di un malore Pasqualina viene ricoverata in ospedale.
Lodovico chiede continuamente di lei, è agitato. Una settimana dopo, il 14 dicembre, a stare male è lui: ancora adesso i figli non sanno cosa possa essere accaduto a entrambi.
Le corsie dell'ospedale non impediscono ai due di vedersi e infatti i figli, quando le condizioni lo permettono, portano il papà a trovare la mamma .
Le cose peggiorano e il 29 dicembre Pasqualina muore. Un dolore troppo forte da comunicare all'uomo che, probabilmente, percepisce l'assenza di informazioni e quel silenzio sulla moglie. Passano i giorni e il cuore di Lodovico si fa sempre più pesante. La sera del 9 gennaio ai figli e ai parenti che vanno a trovarlo, racconta di avere sognato il gemello che si sedeva con lui e faceva una chiacchierata. Quasi una premonizione di qualcuno che, dall'aldilà, fosse venuto a riunire la famiglia. Il 10 gennaio anche Lodovico se ne va.


39 commenti:

  1. Certi accadimenti ... è assai difficile spiegarli, e quando si ama intensamente per una intera esistenza, dover assistere l' uno alla morte dell' altra, o viceversa, è un fatto insopportabile ! Mi chiedo : dove si re-incontreranno infine, in quale mistero mai finirà il loro imprescindibile amore ???

    Amarsi ... e poi lasciarsi è triste sorte,
    poi che vita è l' Amòr, giammai la Morte !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono cose che sono difficili a spiegarsi dal punto di vista scientifico, ma nel momento in cui si abbandona la razionalità diventano chiare, chiarissime, quasi logiche!

      Elimina
  2. Un legame profondo. Dove è sepolto mio suocero, proprio vicino al suo loculo, c'è uno con una coppia. Vedendo le date di nascita e morte di notano due cose: erano entrambi ultra-novantenni e lui è morto sette giorni dopo la morte di lei. Dopo una lunga vita insieme, non potevano restare separati troppo a lungo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una bella storia anche la tua.
      Anch'io spesso al cimitero mi fermo a leggere le date di nascita e di morte, e a volte mi metto a fare i calcoli degli anni di vedovanza, il più delle volte della donna.
      Generalmente una donna che resta vedova crea assai meno problemi di un uomo che resta vedovo.
      Tuttavia l'ideale sarebbe morire insieme, come disse mia mamma quando morì mio padre.

      Elimina
    2. P.S.: ti ho inviato un'e-mail riguardo il discorso dell'e-book ;-)

      Elimina
    3. Gentilissimo, grazie!
      Se questo coso mi farà la grazia di farmi accedere alla mia posta ti risponderò subito.

      Elimina
  3. Triste. Sono tuoi parenti o è una storia che ti è stata racconta? Nell'ultima frase hai riportato la data sbagliata, se ho capito bene dovrebbe essere morto il 10 gennaio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei il lettore più attento che conosco, grazie, ora correggo l'errore.
      Ho letto questa storia sul giornale locale durante le feste di Natale, e mi è piaciuta. Non la ritengo una storia triste, tutt'altro.
      Mi sono fatta una domanda: è stato giusto nascondere la morte della mamma al babbo? Come mi sarei comportata io nei panni dei figli?

      Elimina
  4. che storia affascinante, ma non è un caso, il mondo è pieno di storie di questo tipo, l'ho scoperto leggendo la sindrome degli antenati di anne ancelin schutzenberger, un libro molto interessante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di codesto libro avevi parlato sul blog?
      Di cosa parla esattamente? E'un saggio?
      Prendo nota, ma non ti fidare del mio leggere di questi tempi.
      Ho grosse difficoltà di concentrazione.

      Elimina
    2. è stata una folgorazione, è scritto da una psicologa, molto impegnativo da leggere, scopre molte verità nascoste, almeno per me è stato così.

      Elimina
    3. Mi interessa l' argomento ma una lettura pesante non riuscirei a reggerla in questo momento.
      Anche se il concetto di lettura pesante è sempre relativo.
      Che bel post hAi scritto Pier.

      Elimina
  5. Morire di crepacuore.
    Sai quante storie di coppie con un amore cosi' profondo che la morte di uno ha portato in poco alla morte dell'altro?
    Il detto che ho citato viene ricordato dagli Zadra nei loro libri di neotantra sulle molte frasi della nostra lingua che osservano le strette relazioni tra dinamiche relazionali, energetiche e parti del corpo precise.
    Il cuore, sacro anche per i cattolici, e' segno e simbolo dell'amore incondizionato.
    Talmente incondizionato che porta a non separarsi neppure nella morte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è così. Morire di crepacuore è possibile, e forse anche più giusto che vivere con il crepacuore.
      Quando pensi a un genitore che perde un figlio, ad esempio, ti chiedi come possa continuare a vivere.
      Ma di questo abbiamo già parlato in passato.

      Elimina
  6. Risposte
    1. Pace alle loro anime e a quelle dei figli che si sono trovati orfani di entrambi i genitori.

      Elimina
  7. Se morisse mia moglie sarei perso
    se morissi io sarebbe la sua liberazione (credo)

    RispondiElimina
  8. Anche i genitori di una mia amica sono mancati insieme, ma per le figlie e' stato pesante ammortizzare un dolore doppio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci credo!
      A mio marito sono mancati entrambi i genitori più mio padre nel giro di 2 anni, e dice che è stato emotivamente pesante seppellire tutti quei cari.

      Elimina
    2. Va beh, io in 4 mesi ho perso mio padre e il mio (ex) marito.

      Elimina
    3. Mi dispiace, non sapevo del tuo ex marito.

      Elimina
  9. Quando mettiamo al mondo dei figli, facciamo firmare loro una cambiale di dolore che prima o poi verrà a scadenza, purtroppo.

    RispondiElimina
  10. Che tristezza, Guido.
    Da fare un brindisi con un buon bicchiere di .... benzodiazepine!!

    RispondiElimina
  11. Quando due persone vivono insieme per così tanto tempo diventano quasi una cosa sola. E succede spesso che muoiano a poco tempo di distanza, soprattutto, se ci fai caso, i mariti dopo le mogli.

    RispondiElimina
  12. Gli uomini soprattutto quelli della generazione dei miei genitori fanno fatica a sopportare la condizione di vedovanza, assai più delle donne.
    Per mio padre era inimmaginabile, lui era completamente dipendente da mia mamma, fisicamente e ancora di più emotivamente.

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. Quella dipendenza, @Silvia ... ( nel tuo caso, dell' uno verso l' altra ) la vediamo soltanto noi, che, una volta entrati nell' età della ragione, abbiamo finito per razionalizzare il rapporto fra mamma e papà ... in parte emarginandolo per l' esser noi pressochè totalmente assorbiti nella nuova famiglia che ci siamo creati, in parte avendolo ... come dire ? ... quotidianizzato !
    Ma loro no, loro, e cioè i nostri genitori, esaurita con gli anni la carica passionale ( e rapinosa ) del sesso, han finito per riempire quel vuoto sessuale ( e sensuale ) con l' affetto, la stima, l' orgoglio dell' esser l' uno il compagno dell' altra, e viceversa .... e questo, a mio modo di vedere ha un solo nome : AMORE !
    Chissà ... forse alla tua mamma manca il marito assai di più di quanto al tuo papà sarebbe mancata la moglie, ove fosse stata lei a precederlo in quel regno donde dicono che nessuno ritorni !

    RispondiElimina
  15. Certamente a mamma manca papà, se non altro per il fatto di aver vissuto insieme per più di 50 anni.
    Quello che volevo dire è diverso.
    Papà non sarebbe stato in grado nè fisicamente nè psicologicamente di vivere senza mia madre.
    Non avrebbe tollerato una badante
    e tantomeno di essere ricoverato in una RSA, ipotesi che rifuggiva come la peste.
    Suo padre era morto un mese dopo essere stato "messo al ricovero", e lui non se lo era mai perdonato.

    RispondiElimina
  16. E' la morte dei giusti e dei buoni...

    RispondiElimina
  17. Mamma che storia Silvia! Non è la prima volta che sento di coppie nelle quali uno dei due se ne va a distanza molto ravvicinata dall'altro. Sono tantissime, e anche nella mia famiglia c'è stato qualche caso. Secondo me non può essere sempre casuale, e lo stato d'animo gioca un ruolo determinante! Notte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le influenze della psiche sul corpo sono innegabili, ma ancora poco studiate, e questi eventi rimangono avvolti da un'aura di mistero, che ognuno interpreta come vuole.
      Good bye mister mathematic! Spero tutto bene per te.

      Elimina
  18. Sul fatto se sia giusto nascondere la morte di qualcuno a qualcun altro, io penso di no. Non ne abbiamo il diritto. A meno che non sia una scelta (temporanea) suggerita dai medici per non peggiorare una situazione già gravissima. Anche perché uno lo capisce da solo comunque. E allora è anche peggio.

    Al

    RispondiElimina
  19. Ne son successe tante, anche al mio paese due mesi fa, coppia di ultraottentenni spirati a distanza di venti giorni uno dall'altro.
    C'est la vie. Per fortuna.

    RispondiElimina
  20. sì, è una fortuna morire insieme se si è vissuto insieme.
    Perchè se non puoi spartire i ricordi di una vita con chi li ha vissuti insieme a te, che senso ha?

    RispondiElimina
  21. Una storia davvero dolce e commovente...

    RispondiElimina
  22. È così.
    Ne ho letta un'altra anch'essa interessante, la posterò prossimamente.

    RispondiElimina

Parla! Adesso o mai più!