sabato 24 novembre 2012

Dietro le tende


La sera non arriva mai uguale, in questa cucina stretta, anche se la scruto nel buio, scostando le tende a quadretti rossi.
Non so mai quale faccia mi mostrerà, come entrerà in questa casa di nessuno, in questa famiglia di nessuno. 

Cerco di mettere a letto Lorenzo prima che arrivi, per preservare quel che rimane della sua innocenza, perchè i suoi occhi non vedano cose peggiori di quelle che hanno già visto.
A volte arriva a casa già ubriaco e lo devo solo aiutare a salire le scale, 
e queste sono le sere migliori, quelle che mi va di lusso. 
A volte arriva su di giri ma non ancora disfatto d'alcool. La cena fa  sempre schifo, io sono una troia e   Lorenzo è un bastardo, figlio di una maledetta troia e di un maledetto pappone. 
Lorenzo è l'unico scopo della mia vita. Volevo dargli una famiglia, la sicurezza di un padre che che io non ho mai avuto, la tenerezza di una madre che io non ho conosciuto, ma nei suoi grandi occhi azzurri vedo solo il mio fallimento e questo non me lo perdonerò mai.
A volte le accuse sono gridate e lui urla fino a perdere la voce,  cane che abbaia ma non morde. 
Quella sera che  ho alzato il volume del televisore perchè i vicini non sentissero, mi ha strappato di mano il telecomando per lanciarlo contro quella faccia di cazzo, e adesso Mentana lo vediamo sfregiato, e non solo Mentana.
Il giorno dopo a Lorenzo ho detto che la tele mi era caduta mentre pulivo il ripiano, ma lui non ci è cascato e ha sussurrato,  a testa bassa, senza guardarmi: papà ha rotto la tele.
Nelle sere da urlo,  per riacquistare la voce si bagna la gola con grappa scadente fino ad addormentarsi sul tavolo, russando sulle braccia conserte, le mani ancora sporche di benzina.
Le sere peggiori sono quelle in cui arriva di soppiatto, come se volesse sorprendermi in chissà quali azioni segrete, in chissà quali atti di sabotaggio del nostro matrimonio, come se l'idea di farmi pagare questi immaginari atti sovversivi lo eccitasse. 
Di solito mi  sorprende mentre leggo un libro, preparo lo zainetto di Lorenzo o metto a scaldare la cena ... la reazione è sempre la stessa.
Quando è  sobrio è più pericoloso di quando è ubriaco, perchè mi picchia senza sbagliare mira.



48 commenti:

  1. Questo racconto è ancora più angosciante di quelli sulle tue visite ospedaliere ed ambulatoriali! Vogliamo uscirne fuori da questa spirale depressiva e deprimente? Grazie! :-D

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  2. E adesso passo ad un commento serio: quello della violenza sulle donne sta diventando un problema sempre più grave e diffuso a cui chi di dovere non riesce a porre freno, molto probabilmente perchè ai mercati finanziari non interessa! Ogni 60 ore in Italia una donna viene uccisa da un uomo e la maggior parte di loro avevano denunciato le violenze subite alle autorità! Come vedi anche se la ragazza del filmato si fosse tolta il cerotto dalla bocca ed avesse parlato, la sua sorte con tutta probabilità non sarebbe cambiata! E il sentirsi e l'avere consapevolezza di esser abbandonate alla propria sorte che rende quello della violenza sulle donne un problema dalla drammaticità unica!

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    1. E' stato proprio quel dato agghiacciante a farmi scrivere 'sta roba.
      Ho conosciuto una ragazza che si trovava in queste condizioni: con che incoscienza denunci il marito, se non hai un posto dove andare?
      L'orco, appena i carabinieri sono usciti di casa, ti uccide.

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  3. La storia della violenza sulle donne è vecchia quanto il mondo. Basterebbe leggere alcuni passi della Bibbia per averne notizia. Una volta era una violenza silenziosa, che rimaneva dentro le mura domestiche, a volte sotto le coperte. Mia madre mi raccontava cose cui lei aveva assistito, e cioè che quando suo padre, mio nonno, tornava a casa ubriaco picchiava la moglie, mia nonna. A quei tempi gli operai che lavoravano sodo, i manovali, alla sera si facevano una foglietta in osteria, cioè un mezzo litro di bianco. E così iniziavano le botte.
    Mia madre mi raccontava anche che sua madre, mia nonna, le aveva rivelato che lei non avesse mai visto suo marito nudo e non sapesse come era fatto un uomo; dopo dodici gravidanze. Anche quelle gravidanze erano una violenza.
    Bel pezzo, molto cupo, rispecchia forse lo stato d'animo attuale della scrittrice, ma è ugualmente molto bello e tragico. Difficilmente si riesce a scrivere di questi argomenti con la stessa intensità con cui lo fa una donna, anche se lei stessa mai abbia provato quell'inferno.

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    1. Giusto.
      Una volta non solo era silenziosa, era anche quasi "normale", o comunque vista come un comportamento degradante ma non delinquenziale, non punibile come reato.
      La violenza era considerata una conseguenza della sbronza, con la stessa dose di tollerabilità che si riservava al ritrovamento nel fossato dell'ubriaco stesso, il mattino dopo la serata passata al circolo.
      Povere donne!
      A pensarci bene, le più povere facevano una vita che l'inferno a confronto doveva sembrare loro un salotto.

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  4. La bibbia e il corano sono scritti di alcuni patriarchi che comandavano comunità estremamente misogine e violente.
    La reificazione della donna a oggetto di proprietà del partriarca e fattrice di pargoli (di proprietà dei patriarchi) e la stessa idea di Natura da soggiogare, sfruttare, violentare (la Natura che non è altra cosa della Donna) ha proprio ampi fondamenti ideologici in quegli scritti.

    Aggiungimo la condanna di cicli e costellazioni famigliari che si ripetono di generazione in generazione.
    Nello scritto di questa pagina ci sono la moglie e il figlio come vittime e pure lo stesso carnefice è un povero, miserrimo essere umano abbruttito dalla propria condizione, vittima di se stesso.

    Ci sarebbero considerazioni sociologiche e teologiche su struttura delle società, delle religioni patrimonial-patriarcali e sui rapporti tra i genere e con la Natura Madre.
    Ma di questo ho già scritto in altri luoghi.

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    1. Concordo UUIC, anche se finora nella lettura del Corano non abbia trovato versetti particolarmente oltraggiosi nei confronti di donne.
      Strano perché sappiamo tutti assai bene -e purtroppo recenti delitti di padri sulle figlie e mariti sulle mogli avvenute in Pakistan e altre regioni islamiche- quale sia la condizione della donna in quei paesi, fustigazione, lapidazione e morte violenta coram populo di donne indifendibili e indifese.
      Ma nemmeno la nostra brava religione si salva. Mi viene in mente per fare un esempio l'assurdo e iniquo jus primae noctis, che allietava i bravi vescovi di quei tempi.
      Non è cambiato tanto a quel che pare.

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    2. Non sono molto d'accordo con la vostra tesi.
      Gli uomini -un tempo ed ora- non sono resi violenti dalla lettura di testi sacri o dall'osservanza di precetti religiosi.
      E' come quando si parla di guerre di religione.
      E' solo un pretesto, nessuna religione dice di fare la guerra.
      Non so nulla di teologia ma credo che nessun testo coranico dica di lapidare e infibulare le donne.
      Queste sono aberrazioni culturali che non giustificano la responsabilità individuale.

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    3. La violenza degli uomini nasce da carenze culturali profonde, da mancanze molto radicate, da forme di debolezza e da deformazioni del senso di sé e degli altri.
      Per me è una malattia. Non credo ai raptus. Il femicidio o feminicidio è il segnale che qualcosa di marcio cova, spesso in maniera latente, in moltissimi uomini. A volte ribellarsi o parlare non porta molto lontano, ma penso che tacere e non cercare aiuto sia ancora peggio.

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    4. Le religioni sono fatte dalle culture e contribuiscono a formarle.
      I simboli non sono affatto trascurabili.
      Nelle sinagoghe e nelle moschee le femmine (a proposito fe-minus...) sono meno degne e devono stare dietro, spesso celate dietro grate e così era pure nelle chiese cristiane.
      Addirittura nella genesi c'è il falso ideologico per antonomasia, ovvero Eva generata da una costola di Adamo, quando tutti sanno che sono le femmine che danno la vita e che anche dal punto di vista biologico, cromosomico, XY maschile è stato generato da XX femminile.
      Ma sono solo pochi dettagli di una serie praticamente infinita di leggi patriarcali nelle quali la donna è sempre stata limitata e sottomessa.
      Questo arriva fino dentro le famiglie, dove non è raro che ancor oggi le osservare comportamenti anacronistici e discriminatori di genere.

      C'è una sottile e perfida legittimazione inculturale in molti atteggiamenti misogini. Ricordiamoci che il codice abominevle sul delitto d'onore è stato eliminato nel 1965 (o 66 ora non ricordo esattamente).
      Se il marito uccideva la moglie fedifraga, si faceva un anno di carcere, se la donna uccideva il marito fedifrago si pigliava l'ergastolo.

      La lapidazione e altre pene a solo carico delle donne o molto più pesanti nei loro confronti sono proprio una porcheria del corano (cfr. qui ad esempio).

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    5. Altro che 1966.....il delitto d'onore in Italia è stato abrogato nel 1981, cioè alle soglie degli anni 2000! E noi saremmo un popolo che vive nella culla della civiltà!

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    6. @ MIA EURI
      Verissimo! la maggior parte dei feminicidi (perchè solo una emme?) sono omicidi premeditati.
      Niente di più sbagliato, quindi, dell'uso superficiale di certi titoli stupidi quali "dramma della gelosia", che, introducendo nella vicenda un sentimento in qualche modo "normale", rischiano di abbassare la percezione collettiva della gravità del reato.
      Quell'uomo non è un geloso, è un assassino, senza aggettivi.

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  5. Di un realismo agghiacciante. E penso, oltre alla madri naturalmente, ai Lorenzo. Noi che abbiamo avuto padri e madri amorevoli.

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    1. Sì, certo che il pensiero va a Lorenzo, visto che non ha scelto lui di nascere in una famiglia problematica.
      Il problema è che non sempre Lorenzo viene allontanato dal padre, per mille motivi, e quindi crescendo correrà il rischio di adottare il modello paterno anche nella sua vita, rovinando altri Lorenzi.

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  6. "Non far piangere una donna, perché Dio conta le sue lacrime"
    Io non sono credente, ma mi piacerebbe moltissimo che lassù ci fosse un dio con una matita e un taccuino in mano ed un pallottoliere davanti.

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    1. Oh mamma!
      Non so se riuscirebbe a starmi dietro questo Dio con pallottoliere, ultimamente forse a cusa di un qualche squilibrio ormonale (legalmente autorizzato dall'anagrafe) piango per un nonnulla!

      --- Però rido anche, specie se incontro dei post come il tuo ultimo, dove la fisiognomica lupi-mariangela mi ha divertita assai :)
      Ciao alla prossima!

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  7. Delitto d'onore abrogato nel 1981, esatto Ornella!
    Mi domando come mai il VatiKano (che allora era già polacco) non abbia mai, ripeto mai, alzato alti lai per condannare una legge antidonna e maschilista, mentre ha fatto le barricate contro il divorzio.
    Giustissimo UUIC, il più grande falso ideologico è la nascita di Eva da una costola di Adamo, Eva l'unica vera colpevole per la cacciata della coppia dall'Eden.
    Poi qualcuno si è accorto della gran porcata e hanno inventato la Madonna.
    Non ribellatevi, so già che non siete d'accordo e che mi sto rendendo impopolare per l'ennesima volta: dico solo una mia miserabile ideuzza.
    Per quanto riguarda il fatto culturale del femminicidio attualmente così in voga in Italia, ma non solo, devo contraddirti Euridice: non è una malattia, magari lo fosse, si potrebbe curare o almeno provare a trovare un vaccino. È la manifestazione lampante dello stato di debolezza mentale cui gli uomini, quelli di queste ultime generazioni la mia no per fortuna, si sono venuti a trovare quando la donna ha invaso gloriosamente tutti i campi di dominio classicamente maschili, addirittura l'esercito e il comando di navi da crociera e mercantili, prossimamente navi da battaglia, e di aerei.
    A quel punto la vantata superiorità del "nostro" sesso su quello femminile è andata in fumo, si è liquefatta.
    Qualcuno, i più saggi forse i meno violenti, si è trovato spiazzato e impotente nel senso medico della parola e si è chiuso nella sua mediocrità; altri meno intelligenti o solamente più violenti, sono passati alle maniere forti e fortissime.
    Non è colpa della donna di adesso, che si è presa quel che le era dovuto, forse però è colpa di millenni di schiavitù accettata dalla donna.
    Che ne pensate voi ragazze? L'argomento mi interessa molto.

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    1. Vincenzo, nel leggere questo tuo commento ho concordato finchè non hai detto una panzana di quelle megagalattiche e cioè che la colpa della violenza sulle donne sarebbe delle stesse donne che per milenni hanno accettato la schiavitù da parte degli uomini! Vincenzo.....ma ci sei o ci fai!? E come avrebbero potuto , di grazia, ribellarsi queste donne? Ma ti sei scordato che fino agli anni '50, almeno qui in Italia, i padri impedivano alla maggior parte delle ragazze di proseguire gli studi? Erano destinate ad imparare il ricamo in attesa di trovar marito! Di mandarle all'università non se ne parlava proprio, al limite i padri più "evoluti" concedevano loro di prendere il diploma magistrale per poi diventare maestre e queste erano le ragazze più fortunate! Le donne hanno potuto iniziare a ribellarsi solo quando hanno avuto la possibilità di proseguire gli studi, di emanciparsi grazie alla cultura e di diventare indipendenti economicamente!

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    2. Infatti.

      Una delle poche speranza di salvare questo mondo dal collasso ecologico al quale si sta avviando per consumi(smo) e crescita esplosiva demografica è proprio quello di liberare la Donna dai turpi condizionamenti.
      Libertà e salute riproduttiva (e questo è fumo negli occhi per tutte le religioni patriarcal-patrimoniali), alfabetizzazione e cultura poi (quale cultura? grade questione), accesso agli strumenti per la conoscenza.

      Le Donne devono tornare essere degni e liberarsi dal degrado a fattrici (o a consumiste) in cui sono state o si sono relegate.
      Il pensiero tantrico potrebbe essere una delle vie di guarigione per questo mondo marcio e tumorale.

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    3. Voglio aggiungere un'altra riflessione, Vincenzo: tu hai detto che tua nonna subiva le violenze da parte del marito e in base al ragionamento che hai fatto successivamente ha delle colpe per non essersi ribellata a quella sorta di "schiavitù"! Ma sai in che modo avrebbe potuto ribellarsi? O uccidendolo, ed allora avrebbe finito il resto dei suoi giorni a marcire in un carcere lasciando, oltretutto, i suoi figli abbandonati a se stessi, o suicidandosi! Perchè se fosse scappata via di casa per rifugiarsi dai suoi genitori, di certo i tuoi bisnonni non l'avrebbero accolta per il disonore che infliggeva loro! Per non parlare poi del fatto che sarebbe stata arrestata per abbandono del tetto coniugale! Mi dispiace, Vincenzo, ma con quella tua ultima affermazione non rendi onore alle sofferenze di tua nonna!

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  8. Per fortuna non ho mai assistito o fatto assistere qualcuno a scene del genere, mi sembrano così assurde, eppure esistono. Provo vergogna, una vergogna atavica che mi riporta alle mie radici culturali, quelle vere, quelle che ho conosciuto: il mito dell'androgino, la ricerca di una "totalità" appagante scevra da frustrazioni e violenza. Forse ho vissuto troppo "altrove". Ciao, un abbraccio a te e a tutte le donne, senza le quali, sarei poca cosa.

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    1. In effetti, senza l'ospitalità di un ventre femminile avresti avuto qualche difficoltà a trovare un posto altrettanto confortevole dove far crescere le tue braccine, le tue gambine, il tuo profilino :))

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  9. Ornella: tu, come sempre, non sai dare il giusto peso alle parole, mettendole nel giusto verso, ordine e significato; perché leggi senza ben riflettere, e dici: questo lo ha scritto Vincenzo, dov'è la panzana?
    Colpa tua se ti vengono gli attacchi di convulsioni.
    Io ho scritto: "colpa di millenni di schiavitù ACCETTATA dalla donna".
    Che significa Ornella? Che la colpa non è della donna di allora, che aveva trovato altre scorciatoie per arrivare ad avere un minimo di quiete, tanto allora le guerra duravano dieci e venti anni come quelle di Troia, e finita una ne cominciava subito un'*altra. Quindi un buon branco di Proci, o anche una corte variegata e musical dotata alle signora portava buono, come si dice a Napoli. Per le poveracce c'era il lavoro raddoppiato, ma almeno non c'erano le mazzate alla sera e la violenza carnale continuata.
    ACCETTATA significa solamente che quelle donne l'hanno subita senza mai avere culturalmente la forza di organizzarsi, tranne Lisistrata e le donne ateniesi, e vorrà pur dire qualcosa se Aristofane già da allora paventasse certi ammutinamenti.
    Tu parli di mia nonna. A lei non sarebbe mai venuto in mente di ribellarsi, perché quella era la vita normale di una donna. QUESTO È STATO IL GUAIO. Appiattirsi su quello cui ti aveva destinato il nascer femmina e non maschio.
    Negli anni 50 i padri vietavano eccetera. Certamente in Sardegna, in Sicilia e altre società chiuse -senza disprezzare sia ben chiaro, solo una constatazione, non inalberarti Or- ma a Roma, a Milano, a Civitavecchia dove io sono nato e cresciuto lo volevo vedere quel padre della mia generazione di padri che avesse detto a sua figlia: tu non studi più. Avrebbe avuto per prima nemica sua moglie, che gli avrebbe messo contro tutto il vicinato bollandolo dell'infamia di essere un retrogrado.
    Allora perché 20 anni dopo le donne hanno cominciato ad emanciparsi?
    Cosa avevano di più di quelle di 20 anni prima? Erano cresciuti loro gli attributi? Semplicemente l'uomo, questo uomo di pezza vilipeso e spernacchiato sotto sotto aveva cominciato a sentirsi spernacchiato e sputtanato in pubblico.
    La rivoluzione finale è stata quella sessuale, quando le donne si sono impossessate del loro sesso e ne hanno fatto quel che hanno voluto.
    Un tempo doveva essere vergine per trovar marito, oggi a 13 anni già addio verginità.
    Questo è il motivo Or, solo questo.

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  10. Vincenzo, a parte il fatto che non è assolutamente vero che io sia prevenuta nei tuoi confronti, tant'è vero che quando concordo con te lo dico pubblicamente ( vatti a leggere alcuni post precedenti!) per me ACCETTARE significa accondiscendere e non certo subire! Quindi abbi l'umiltà di ammettere che hai sbagliato verbo! Riguardo alla Sardegna, si vede che non conosci assolutamente la sua Storia, vatti a leggere chi era Eleonora d'Arborea! Le donne sarde hanno avuto da sempre un carattere forte, tanto che vigeva il matriarcato, e persino in pieno banditismo sardo chi comandava in casa era la madre, non certo il figlio bandito, e davanti alla propria madre anche il più feroce dei banditi abbassava lo sguardo! E poi finiamola col colpevolizzare le donne perchè si sono appropriate del loro corpo! Per quale motivo un ragazzo che a 14/15 anni se aveva rapporti sessuali doveva essere considerato uno "bbbuono" mentre invece se lo faceva una ragazza, anche se per amore, doveva esser considerata una puttana! E che uomo è un uomo che per sentirsi tale e per non entrare in crisi sessualmente deve essere il primo a deflorare una ragazza! Che molte donne, specialmente d'oggi, siano diventate aggressive, e non solo sessualmente, è una verità sacrosanta, ma allora la tanto decantata virilità maschile era tutto un bluff! La donna deve reprimere la sua personalità, deve ritornare ad essere gheisha, altrimenti addio maschio! Vincenzo concludo dicendo che, anche se tu non ci credi, provo spesso per te simpatia e tenerezza, ma quando dici stronzate, sono stronzate! Posso mandarti un bacione? ahahahahahahahah

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  11. E solo a titolo informativo, mio caro Vincenzo, ti invito a leggere " Viaggio nella Sardegna matriarcale" di Rosanna Fiocchetto. Eccone uno stralcio:" Le origini del nostro matriarcato vanno ricercate in Sardegna, culla della più antica civiltà italiana.....La civiltà matriarcale ha avuto in terra sarda uno sviluppo e una persistenza eccezionali, ancora scarsamente sconosciuti. I ritrovamenti archeologici ne hanno messa in evidenza la sorpredente dimensione soprattutto nel Neolitico e nell'Eneolitico (6.000 - 1.500 a.C.).....Malgrado le persecuzioni dell'integralismo cristiano, la civiltà matriarcale è stata tramandata fino all'età cosidetta moderna.......Negli anni persistono la fierezza e la forza delle donne di Sardegna." Quindi, tesoro, prima di definire quella sarda una società "chiusa" e perciò arretrata, in seguito a non so quale tua constatazione, studia un po'la Storia della mia terra d'origine! E ricorda: la donna sarda non è sottomessa ma conta e decide e non da adesso ma da millenni!

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  12. Mamma mia Ornè! Tu provi tenerezza per me? E meno male! Se avessi provato non dico astio ma indifferenza che avresti mai scritto? Non ti va bene niente. Non c'è niente di peggio di chi non vuol sentire le ragioni degli altri.
    Allora accettare nel senso di subire. E chi lo ha detto? Io? Io ho solo usato un verbo che conosco benissimo nell'uso giusto. Se io accetto di essere messo in seconda posizione, non vuol dire che subisca l'arbitrio di chi sta avanti a me, ma che mi sta bene anche essere secondo.
    E non ho bisogno di filosofeggiare come fai tu. Io sono umile anche troppo, ma non mi lascio dire da nessuno quale verbo debba usare per esprimere esattamente ciò che il mio cervellino pensa.
    Che io non conosca la storia della Sardegna è un dato di fatto, ma non volevo tirar giù i tomi storici che certamente conosci tu, soltanto parlare di una società alquanto chiusa, come a me risultava essere negli anni 50 appunto quando io ero di casa dal mio migliore amico, nativo di Orgosolo. E non erano gentarella, ma il padre era maresciallo capo della Guardia di Finanza nella Stazione di Civitavecchia, ed era proprio lui, il maresciallo Sotgia a dire che la gente sarda era gente d'onore ma chiusa da regole fisse. Non me lo sono sognato né tanto meno inventato.
    Sostenendo poi che se un ragazzo di 14 anni poteva andare con una ragazza e farci una bella, bellissima figura se l'avesse deflorata, mentre lei sarebbe stata qualificata poco di buono, zoccola, puttana, troia, zozza eccetera eccetera, tu non fai altro che dare ragione a me che questo da sempre sostengo.
    Comunque so fin d'ora che è tutto tempo perso perché tu, forse proprio in virtù della tenerezza che provi per me, fai come la brava mamma che sempre trova da ridire sul comportamento del figlio maschio. Il guaio è che per ragioni anagrafiche potrei essere io tuo padre -non parlavi forse di un quattordicenne/quindicenne che deflorava fanciulle?- in questo caso sarei intervenuto ben presto per farti almeno calmare in tempo, e non con uno schiaffo, questo proprio no, non ho mai messo le mani addosso ai miei figli, ma ci sono tanti buoni metodi per far star calme le figlie e io ne conosco un paio.
    Statte buona Ornè.

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  13. Quindi insisti nell'affermare che alle donne del passato stava bene esser trattate da schiave! E per colpa loro le donne d'oggi subiscono ancora la violenza da parte degli uomini! Tu stai farneticando! Su una cosa ti do completamente ragione: io sbaglio a dialogare con te, perchè tu accetti solo d'essere adulato, non concepisci assolutamente il contradditorio, e se lo fai finisci sempre per essere estremamente sgradevole! Se fossi stata tua figlia avresti provveduto a farmi calmare in tempo affinchè da grande subisse come tua nonna? Per fortuna ho avuto un padre diverso!

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    1. Ornella sono io che sbaglio a dialogare con te. Tu sei una donna che è abituata ad essere adulata per la tua bellezza e per la tua intelligenza, altro che Vincenzo.
      E poi non capisci mai il senso delle parole del tuo interlocutore, non perché tu sia stupida, affatto perché sei raffinata nella tua intelligenza, ma perché intimamente non ammetti che altri abbiano ragione, o per lo meno non abbiano torto, perché se c'è una che ha ragione quella sei tu. Sei come Mussolini. La propaganda fascista diceva infatti: "Mussolini ha sempre ragione".
      Pensala come ti pare, non scalfisci le mie sicurezze.

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  14. Ahahahahahahahah, guarda che fino a prova contraria il fascista qui sei tu! Ma la vogliamo dire la verità? Noi due ci stimiamo e ci vogliamo bene nonostante tutto! Sì, io certamente a volte ti prenderei a morsi, ma poi prevale la simpatia e la tenerezza, e sono straconvinta che sia la stessa cosa per te perchè altrimenti non avresti asserito che sono una bella donna dall'intelligenza raffinata! Ah Vincenzo, mi fai andare a nanna davvero di buonumore. Ti voglio bene, giuro! :-D

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  15. Giusto per tornare a bomba, riporto alcuni dati:
    ogni anno
    600 mila bambine vittime di aborto selettivo
    500 mila donne e bambine vittime della tratta sessuale
    2 milioni di mutilazioni genitali femminili
    300 mila italiani che si dedicano al turismo sessuale
    in alcuni paesi bambine di 12 13 anni sono date in sposa a vecchi bavosi

    (fonte corriere della sera, articolo di dacia maraini)

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    1. C'è chi dice che tutto ciò "forse però è colpa di millenni di schiavitù accettata dalla donna"! E se osiamo contestare vigorosamente certe prese di posizione, la colpa è di nostro padre che a suo tempo non è stato capace di darci una bella calmata!

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    2. Scusa Silvia ma non me la posso tenere.
      1. Mai stato fascista, ho solo citato un detto che ai miei tempi correva sulle bocche di tutti, ed era frutto della propaganda ufficiale del regime.
      2. Tu sei un'illusa e una visionaria, che si crogiola nelle sue fissazioni. Forse io ti stimo per le qualità intellettive, ma levati dalla testa che io ti voglia bene. Si può voler bene all'orticaria? Sei così obnubilata dalla tua vanagloria che nemmeno cogli la sottile ironia che c'era in quel mio parlar della tua "bellezza" e delle tua "intelligenza raffinata". Non sono certamente stato io a spedirti, non richiesto, foto di me ancora giovane per mostrare a lo monno intero quanto bello fossi, ma tu a me se non ricordo male; e le foto del tuo domicilio sardo, veramente bello, a mostrare quanto sei amata; senza menzionare tutte le volte (sempre, sempre, sempre) che fai la vantona proponendoci le tue pensate come moderno vangelo.
      Datti una calmata e datti pace: a me piacciono alte, bionde e dai lineamenti fini e non marcati come i tuoi.
      Di nuovo scusa Silvia, ma mi è sfuggita dal gozzo.

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    3. > 600 mila bambine vittime di aborto selettivo
      La coglionaggine del maschio quadratico medio e delle società che sono basate su questa idziozia è veramente paradigmatica.
      Ma i sistemi trovano sempre equilibrio. Ad esempio in Cina dove aborto selettivo di genere e femminicidio è molto cumune, arriveranno presto ad una tale scarsità di donne che forse qualche portatore di cazzo inizierà a rendersi conto che 'ste femmmine sono importanti.
      Ecco, non so se i tempi sono compatibili con la abominevole idiozia di molti portatori di cazzo.

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    4. Attenzione UUIC: qui in Germny alla TV ho sentito che sono prossimi in Cina ad abrogare la legge che obbligava i genitori ad allevare un unico figlio, sottinteso maschio, perché si stanno facendo i conti ed hanno visto quello che "ste femmine sono importanti" almeno per la procreazione, visto che non è stato finora trovato nessun surrogato.
      Alleluja!

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  16. @ Vincenzo;: ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah!

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    1. E già che ci sei, Vincenzo, dilla tutta e cioè che mi riempivi di complimenti sia sull'aspetto fisico che caratteriale fin quando io, dopo tue pressanti insistenze affinchè lo comprassi e dessi una mia opinione spassionata, non ho osato criticare negativamente il tuo libro! Mai io continuo a provare per te una profonda tenerezza perchè più che un anziano tu sei un bambino!

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    2. Bocca cucita in omaggio a Silvia.

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    3. E perché quando due dibattono troppo a lungo il più intelligente deve smettere, per cui tocca a me.

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  17. Ehm, posso scrivere che è un bellissimo e terribile racconto che narra di una cosa terribile come la violenza (qualsiasi violenza)?

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  18. Sì puoi scriverlo,
    qui come vedi non si nega la parola a nessuno e si può scrivere di tutto e di più,
    anche che stai cucinando il minestrone per stasera
    e che ti sei messa la calendula sotto il naso screpolato da un raffreddore indomabile
    e che perciò senti profumo di calendula invece che di minestrone
    che stai ascoltando il comunicattivo
    e che sei incazzata nera con la CISL!

    Se invece vuoi scrivere complimenti,
    ... meglio ancora e tante grazie Baol!

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  19. Allora complimenti!
    Anche se era chiaro nel mio primo commento del 25 novembre, dopo tante chiacchiere inutili resta un gran bel pezzo al di fuori dei canoni dei tuoi bei pezzi bucolici.
    Così nessuno potrà dire che sei monocorde, o che io applauda solamente i testi bucolici.
    Questo era cupo, drammatico, ma bello assai.
    Si conclude come piace a me, perché rispecchia la vita reale, che non ti regala mai niente e piano piano si ripiglia tutto quello che da giovane, ma solo allora, ti ha dato.

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  20. :)
    Spiacente,
    nessun post virgiliano all'orizzonte ...
    e non sai quanto mi manchi l'immersione in madre terra!

    La tua frase finale mi ricorda quel verso in a Silvia di Leopardi

    O natura, o natura,
    perché non rendi poi
    quel che prometti allor?
    Perché di tanto
    inganni i figli tuoi?


    Ciao

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    1. Sai che appena avevo finito di scriverlo è venuto in menta anche a me? Sarà stato per quel titolo originale, o forse per empatia da web.
      :))

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    2. A proposito, oggi ho scoperto perché sono così imbufalito: sono così imbufalito perché non posso fare niente per cambiare sta situazione di casa mia e quindi è inutile che io mi incazzi.
      E sono incazzato nero perché non posso incazzarmi.
      Non trovi che questo sia logico?

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    3. "Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre." "Dammi Signore, un anima che abbia occhi per la bellezza e la purezza, che non si lasci impaurire dal peccato e che sappia raddrizzare le situazioni. Dammi un anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti. Non permettere che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa invadente che chiamo 'io'. Dammi il dono di saper ridere di una facezia, di saper cavare qualche gioia dalla vita e anche di farne partecipi gli altri. Signore dammi il dono dell'umorismo." (Tommaso Moro 1587: Preghiere della Torre)

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    4. manca qualche apostrofo, ma forse si è perso nei secoli :)

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  21. La violenza alle donne è una cosa da codice penale senza se e senza ma;purtroppo senza l'aiuto di qualcuno che possa ospitarti/aiutarti/toglierti fisicamente dalle mani dell'infame non si risolve nulla.

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  22. E purtroppo spesso queste cose capitano a donne che hanno avuto problemi già nella famiglia d'origine, e quindi non hanno familiari a cui appoggiarsi ...
    Oppure non l'hanno neppure avuta, questa benedetta famiglia, come nel caso che conosco io: padre "barbone" e madre psichiatrica, figlia affidata a un istituto. Pur di farsi la famniglia che non ha mai avuto, quando cresce la porella si mette col primo demente che le dà l'illusione di essere "voluta bene".

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