giovedì 14 novembre 2013

kafka sulla spiaggia

Mi spiace sempre un po' riportare in biblioteca un libro che mi è piaciuto. 

 kafka sulla spiaggia è una storia che in passato avevo snobbato per antipatia verso kafka -che poi poveretto cosa mi avrà mai fatto-
Mi piace questo giapponese, mi piace la sua scrittura più che le storie che racconta, sempre troppo visionarie per i miei gusti.
Pur non affascinata dalla trama,  sono rimasta incollata alle pagine di questo kafka sulla spiaggia, così come mi era successo, seppur in misura minore, per il mastodontico 19Q4.
Sono rimasta coinvolta da uno stile di scrittura pulito, privo di fronzoli e orpelli, una lettura da bere come un bicchiere d'acqua fresca in caso di arsura,  assaporare come un piatto di spaghetti al pomodoro fresco in caso di appetito e digerire come  una tisana alla menta di fine pasto.
Questo giapponese lo trovo abilissimo nel creare empatia tra il lettore e i suoi personaggi.
Credo sia per la loro unicità e originalità: figure confezionate a mano, su misura, come un abito di sartoria. 
Personaggi di cui ti sembra di sapere tutto per merito delle minuziose descrizioni dell'autore, ma nello stesso tempo intuisci che non ne sai niente, perché qualcosa di essenziale rimane nascosto tra le righe, per volontà dell’autore stesso.
Non so se il paragone possa risultare inadeguato o indigesto, ma questo giapponese mi sembra un ottimo artigiano della scrittura.

19 commenti:

  1. Buono a sapersi, me lo segno!! :)

    Moz-

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    1. sei un estimatore dei manga?
      allora ti può piacere

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  2. Mai letto, Kafka sì invece :)

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    1. pare che Kafka sia l'autore preferito di Murakami!
      io ho letto sì e no un racconto di Kafka, quello dell'uomo senza naso,
      credo d'averlo letto sull'antologia delle scuole medie :)

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  3. Piace molto anche a me questo scrittore

    Kafka ho imparato a conoscerlo quando vivevo a Praga e mi ci sono affezionato

    Non mi è invece piaciuto per nulla "Il cimitero di Praga" di Umberto Eco

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    1. Eco non mi prende ... nemmeno il tanto decantato nome della rosa, di cui invece ho visitato la rocca, notevole.

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  4. Mi hai spinto ad approfondire su ibs, e a segnarmi il titolo. :)

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    1. Un amante dei gatti come te si è fatto sfuggire codesto libro?
      ahi ahi zietto vediamo di rimediare eh?
      e poi il personaggio number two ti piacerebbe tantissimo :)

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  5. Non sapevo che ci fosse la traduzione in italiano. Io ho letto questo libro nel 2003 a Kyoto in lingua originale "Umibe no Kafura", perché conoscevo già il suo autore, Haruki Murkami avendo letto il suo primo romanzo "kaze no uta o kike", in italiano "ascolta la canzone nel vento" nella traduzione araba di Asjou Binade -titolo in arabo "Orteido norroci setaz nortsel", stupendo affresco di vita cantata mentre piove.
    Non mancherò di procurarmi la traduzione italiana.
    Ne ebbi a Kyoto un'enorme impressione.
    Mi capita spesso di pensare a Franz Kafka, grande scrittore di cui recentemente ho riletto "Il processo", ma ogni volta non posso fare a meno di pensare che ha avuto un gran culo a nascere tra i cechi. Pensa se fosse nato in Italia: con quel nome, Francesco Cornacchia, non avrebbe fatto molta strada.
    Potenza di un nome bello e incomprensibile.

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    1. Corvo, non cornacchia: cambia!
      Corvo è proprio il nome dell'alter ego del protagonista
      Leggi il giapponese?
      Ma dai, a chi vuoi darla a bere?

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    2. Leggo anche l'ebraico, il russo e il greco.
      Leggo anche l'arabo, ma tu sei poco attenta!
      Avessi letto attentamente il titolo della traduzione in arabo di Asjou Binade alla maniera di Leonardo, cioè specularmente (ar contrario bella) avresti capito la gioiosa ironia del mio testo.
      Ho ricominciato a vivere, bellissima, e comincio a divertirmi come quando ero un liceale.
      Il 14 novembre sono nato la seconda volta e adesso mi diverto.
      :-)))

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    3. Nella mia favolosa collezione di esseri umani che ho qui dove vivo -turchi, lettoni, greci, libanesi, francesi, olandesi, finlandesi, rusi, ucraini, polacchi, bulgari, ungheresi, cinesi e giapponesi, conosco una giovane donna di Praha (Praga) moglie di un tedesco amico mio. Mi sono informato da lei, che insegna lingue in un liceo. Allora la traduzione in tedesco di Kafka è "Krähe", cioè cornacchia e non "Rabe" cioè corvo.
      Mi spiace soave fanciulla, m dovresti sapere che io sono pignolo quando faccio una precisazione. Quindi Francesco Cornacchia, vivaddio!

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    4. il cognome originario dello scrittore era kavka, poi tedeschizzato in kafka.
      kavka, in ceco, significa taccola.
      Questo è quello che mi ha detto il mio vicino di pianerottolo, Mister Wiki, apolide.
      Poi ho chiesto all'esperto che ho in casa se la taccola possa considerarsi un corvo o una cornacchia, mi ha risposto la taccola è la taccola il corvo è il corvo la cornacchia è la cornacchia.
      Non convinta mi sono ricapultata dal mio vicino di pianerottolo, che mi ha spiegato: la taccola fa parte della famiglia dei corvidi così come la cornacchia.
      Sono tornata dall'esperto e gli ho detto: è meglio mister wiki di te!

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    5. Frau Edyta, da me interpellata telephonisch, mi conferma che in lingua ceka Kafka o Kavka (nota che in tedesco la vu semplice si chiama fau e si pronuncia quasi sempre come una effe ad eccezione di due sole parole: Viktor e Venedig, Vittorio e Venezia) si traduce in tedesco con Krähe, cioè cornacchia, che coincide sì con quello che ti dice il tuo dirimpettaio Mister Wiki, ma tra i corvidi la cornacchia è quello più racchio.
      Taccola? Che d'è, robba che se magna? A Roma conoscemo la zoccola, sorca de fogna o mignotta de strada, ma taccola nun l'avevo mai sentita.
      Forse la cantava Claudio Villa " e daje de tacco-la e daje de punta
      quant'è bona la sora Assunta".
      Ciao bella e divertiti oggi, damme retta! :-)))

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    6. no, il mio dirimpettaio non dice la stessa cosa della tua edyta.
      se metto kavka sul traduttore ceco-tedesco mi traduce dohle.
      se metto dohle sul traduttore tedesco - italiano, mi traduce taccola.
      sul fatto che sia anche una roba che si mangia invece concordo pienamente, le taccole le cucino in umido con gli spezzatini.

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    7. ... dimenticavo!
      por favor adesso non andare a interpellare il padreterno!!!

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    8. E allora famoselo sto spezzatino de taccola a Si!
      Er patreterno? Ma nun lo sai, er patreterno c'est moi!!!
      :-)))

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  6. E' il seguito di "Kafka in bagno". :)

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