giovedì 3 giugno 2010

Vento forte sul Cornizzolo

Vento forte, sul monte Cornizzolo, così forte da riuscire a sferzare i pur bassi ciuffi d'erba e rendere cangiante il loro colore, come quel velluto che si schiarisce e scurisce a seconda del verso con cui lo si accarezza . L'erba è quella del pascolo che porta alla croce di ferro della cima.
Mentre salgo mi immagino che il vento mi sollevi i piedi e mi porti in giro, come uno di quei deltaplanisti che regolarmente si staccano da questo monte, andandosi anche a sfracellare sulle rocce, quando qualcosa va storto.
Immagino me stessa come una sagoma che spinta dal vento sorvola questa terra, una terra che è uno scrigno di tesori diversi ma vicini, una terra-scrigno resa preziosa proprio dalla vicinanza e dalla diversità di questi tesori d'acqua-monti-colline-boschi- pianure.
Una terra dove le montagne sembrano volersi avvicinare al cielo senza perdere di vista le colline e dove i laghi si divertono a prendere strane forme: una ipsilon rovesciata, un ottovolante, un cerchio imperfetto e uno perfetto.
Mi immagino planare sopra queste tavole blu scuro increspate dal vento, sopra punteruoli seghe e coltelli a forma di montagne, coperchi rossi a forma di tetto interrotti da macchie verde scuro a forma di boschi, poligoni a forma di campi coltivati, specchi riflettenti luce a forma di capannoni industriali, fino a entrare, dirigendomi verso sud, in una cappa di smog a forma di pianura, una cappa che nemmeno questo vento straziante riesce a penetrare.
Chiedo a G. di fotografarmi le nuvole, oggi bianchissime e defilate, perchè mi piacerebbe fare un video fatto solo di immagini di nuvole e cielo -questi amanti perfetti -, mentre io mi sdraio sotto la croce, al riparo dal vento, canticchiando "il cielo" di Renato Zero.
Quando scendiamo dalla cima il vento è ancora più forte di quando siamo saliti. Talmente forte che ogni tre passi G. si volta per vedere se per caso sua moglie si sia volatilizzata. Invece sono ancora ancorata a terra e stringo con forza le racchette, perchè se mi sfuggono chi le trova più. C'è una curva in costa dove il vento prepara a tutti un agguato, da sopra ho visto una donna che si curvava per resistergli, perciò non mi faccio trovare impreparata. Mi piego prima che mi pieghi lui. Dopo un pò mi accorgo che involontariamente sto stringendo anche i denti. Per il principio dei vasi comunicanti o solidarietà con le mani, non lo so.
Penso: resistere, resistere, e mi viene in mente il vento della vita. Una lieve brezza che ti dà piacere può trasformarsi in vento che comincia a darti fastidio, a volte in una bufera temporalesca che ti spaventa o una tromba d'aria che ti scoperchia il tetto.
Resistere, resistere. Stringere le racchette, i denti, coprirsi le orecchie, lasciare liberi gli occhi proteggendoli con gli occhiali, ancorarsi, non distrarsi, resistere. Perchè il vento cala d'improvviso, oppure piano piano, resta solo il sereno.

19 commenti:

  1. La mia vita è impastata di vento, l'ho scritto anche in una mia poesia "maggio 1971"; mai mi era capitato di pensare di dover resistere al vento, stringendo i denti. Resistere a cosa? Alla bufera?
    Ci si richiude in casa, non si va in giro per i monti e i boschi.
    "Resistere, resistere. Stringere le racchette (sic), i denti, coprirsi le orecchie...ancorarsi, non distrarsi, resistere" È una metafora? Proprio non la capisco -forse sto rimbambendo- ma quello che non capisco non mi piace.
    Per questa volta il tuo post non mi piace.
    Ma, si sa, l'eccezione conferma la regola.
    Coraggio: il prossimo ti verrà migliore.

    RispondiElimina
  2. a volte il vento ti sorprende quando non sei in casa, ma in giro per le valli, altre volte sei in casa ma hai dimenticato la porta aperta, oppure le finestre hanno i serramenti difettosi.
    Tu come affronti le bufere della vita? Meni forse pugni in aria?
    Non c'è niente da capire, vince, resisti alla tentazione di capire e metaforizzare tutto. :#

    RispondiElimina
  3. Ho invece l'impressione che tu non capisci me.
    Il vento non c'entra niente, quando arriva te ne ripari e basta, senza equazioni matematiche.
    Ogni scrittore dovrebbe sapere quando scrive cose buone e quando no. D'accordo che ci sono in giro tanti tromboni che questo non sanno, ma io parlo di scrittori veri.
    Per esempio A. Baricco che si pavoneggia con una meravigliosa storia nelle mani, una sua idea, e la rovina per fare la ruota, ché tutti vedano quanto è bravo. Parlo di "Castelli di rabbia", di "Oceano mare" tanto per fare nomi e cognomi. Storie eccezionali, geniali, da lui stesso mandate in macerie per fare il bello e il bravo della classe.
    Tu hai scritto post splendidi, come quelli tramite il quale ci siamo incontrati.
    Questo è brutto: ripetitivo, tirato coi denti, senza una logica, tanto per scrivere qualcosa che fa sempre effetto "la natura è sovrana". E vai a finire sul patetico con quel tuo "resistere, resistere, resistere" che mi fa pensare a quel Procuratore della Repubblica della Procura di Milano, che esortava i suoi a resistere al nuovo dittatore.
    Cito: "hai presente quelle persone che ti fanno una domanda non per sapere veramente, ma solo per farti ascoltare la loro risposta?". 04 giugno 2010 17,20. Autrice nota a te.
    IL tuo post voleva solo sollecitare commenti, che certamente arriveranno e copiosi e plaudenti dalla coorte dei tuoi nuovi lettori.
    Io faccio eccezione -come sempre-; ma l'eccezione conferma la regola.
    Ripeto: puoi fare ed hai fatto molto, molto meglio.
    Poi: io non ho la tentazione di capire; io voglio capire e se tu mi metti davanti una metafora, io ho il maledetto vizio di chiamarla "metafora".
    O preferisci che la chiami "stronzata"?

    RispondiElimina
  4. Ci sono luoghi dove puoi fare il pieno di energia come di benzina e rimettere in cammino il tuo motore per guardare in faccia quello che devi affrontare. Io ne conosco tre che visito regolarmente tutti gli anni. Si trovano in montagna dove sono nata e vissuta per 35 anni ed ora che vivo in pianura ne sento la mancanza in modo viscerale. Uno di questi lo chiamo il corridoio del vento: tra le pietre e gli abeti contorti, tra le foreste di pini ed i rododendri il vento si insinua e cambia voce continuamente. Lo senti sbuffare o fare la voce grossa, lo senti sussurrare o sgusciare via come un ladro, lo senti ridere o tremare, sembra interpreti gli umori della gente intorno a te o imitarli divertendosi più di noi che siamo concentrati a guardarci dentro senza più vedere chi ci sta accanto. Oltre al vento ci sono tanti torrenti che confluiscono in una cascata con un salto tra i più alti d'Europa, una meraviglia per tutte le cellule del nostro corpo. Respiro in quei luoghi, vivo e mi sento parte di quella terra come da nessun'altra parte e ritorno alle vicissitudini quotidiane con ancora l'odore del vento, sì il suo odore, nel naso e nell'anima.Perfino i miei passi tornano ad essere più leggeri. Tra pochi giorni torneròlassù a rivedere le aquile, a sentire i fischi delle marmotte, a sentire freddo nelle ossa quando quaggiù il sudore non passa neppure dopo una doccia o con l'immobilità, tornero a camminare ed a sfinirmi di felicità per essere tornata tra le braccia della mia terra.

    RispondiElimina
  5. Che bella la tua descrizione del vento, visto come un vecchio amico di cui conosci vizi e virtù!
    Anzi, che bello tutto il tuo commento. Salutami le aquile le marmotte il freddo e il vento amico.
    Ti invidio, avrei bisogno anch'io di un bel rifornimento di energia pulita. Buona vacanza, allora :)

    RispondiElimina
  6. iaco, ma quanto sei stronzo?

    RispondiElimina
  7. Vincenzo
    Quando mai sei andato in montagna?
    Quando mai senti il vento?
    Quando mai provi sensazioni dal vivo come questa?
    Quando mai provi emozioni così intense?
    Essere uno "scrittore" non vuol dire essere al di sopra di altri e sicuramente non essere cafone!
    Pensare di essere così saccente con persone che cercano di far vivere le proprie emozioni ad altri è la dimostrazione della pochezza dell'essere.
    Visto la tua arroganza non accetto repliche!
    Scusa Pimpa per la reazione,continua pure ad essere te stessa alla faccia dei saccenti.

    RispondiElimina
  8. silvia. abitante della selva
    animale. canguro
    pianta. lavanda
    colore verde
    amuleto. pigna di abete
    giorno favorevole. lunedì
    ...buona domenica!

    RispondiElimina
  9. Tu invece sei una presuntuosa che non accetta le critiche -non cafone, né saccenti come afferma questo anonimo- e sei squisitamente educata.
    Il punto interrogativo non elimina né alleggerisce il gratuito insulto.

    RispondiElimina
  10. Egregio "Anonimo":
    io mi firmo con nome e cognome e le mie idee sono solito esprimerle in modo civile.
    Non replico a chi si nasconde e a chi, come lei, insulta senza nemmeno conoscere la persona cui fa riferimento, e senza aver capito il senso del suo commento.

    RispondiElimina
  11. Puoi dirmi che un post non ti piace, lo accetto. Che non lo capisci, come succede spesso a me coi tuoi post, e non ci trovo niente di strano.
    Ma se mi commenti che: mi PAVONEGGIO- mi BARICCO - mi RIPETO - sono PATETICA e VANITOSA- e.. dulcis in fundo- le mie metafore non sono altro che STRONZATE- ... scusa, eh, ma quel.... "ma quanto sei stronzo" ... mi esce proprio spontaneo. Anzi, non è che esca da me, più che altro ti torna indietro come un boomerang.
    Si può dire QUASI di tutto, nella vita, ma ritengo che il COME lo si dice sia spesso più importante di QUELLO che si dice.

    RispondiElimina
  12. Ancora niente capito, signora.
    Che cosa c'entri tu con i pavoneggiamenti di Baricco? Era un esempio.
    Io ho scritto e sottolineo:
    "Questo (post) è brutto: ripetitivo, tirato coi denti, senza una logica, tanto per scrivere qualcosa...".
    Patetica quando imiti il vecchio Procuratore della Repubblica di Milano.
    Dove hai letto vanitosa, bitte?
    Sulla Stronzata hai ragione: fa il pari, ma molto in meno, con lo "stronzo" in pubblico di cui mi garatifichi.
    COME hai detto "stronzo" non lo so, ma QUELLO che hai detto resta.
    Come resta mio sacrosanto diritto esprimere la mia porca opinione,e se non ti andava bene potevi tagliarla, come hai già fatto altre volte, signora.

    RispondiElimina
  13. Ma che mi combini? Mi mandi un video che non posso ascoltare né vedere e per giunta mi blocca il PC?
    Ho dovuto far venire mio nipote con un suo amico, genio del computer, per sbloccarlo.
    Proprio un post felice, questo del Cornizzolo!

    RispondiElimina
  14. Ciao pimpa
    qui a genova il vento è nostro fratello, ci accompagna nella quotidianità, ci aiuta a superare i gioni caldi umidi, ci spinge per strada, ci sposta quando siamo in moto lottando contro il traffico assieme a lui, ci fa vedere lo scorrere del tempo realmente facendo andare avanti e indietro le nuvole sopra la nostra testa.
    un saluto

    RispondiElimina
  15. ernest ciao
    io il vento non lo sopporto, specie nei giorni lavorativi: gli utenti solitamente tranquilli diventano inquieti, quelli di per sè inquieti si agitano, quelli agitati sclerano.
    anche la tua descrizione del vento è bella, come quella di tiziana, entrambi lo vedete, contrariamente a me, come un amico.

    RispondiElimina
  16. iaco,
    il tuo picì non si è bloccato a causa del mio video, ma forse perchè Herr Iacoponi ha picchiato sui tasti troppo forte... hai presente quando sei incazzato con qualcuno o qualcosa, e te la prendi con qualcun altro o qualcos'altro?
    povero picì.

    RispondiElimina
  17. No, non è andata così, signora che sa tutto meglio degli altri.
    Cosa c'entra la forza con cui Herr Iacoponi picchia sui tasti, se quando costui clicca sopra sto cazzo di CD si allarga sul suo monitor una immagine nera a tutto schermo, dove campeggia la scritta:
    "Questo CD non è visibile sul tuo computer"
    bloccando tutti i programmi?
    ESSE, come "Stai cheta";
    ESSE. come "Signora";
    Signora, come "S'ignora";
    S'ignora, quando "Si" deve "Star" zitta;
    S'ignora, quando "Si" deve usare la ESSE come "Scusa", dopo averla usata come "Stronzo" coram populo;
    S'ignora quando "Si" deve e come "Si" deve concludere un dibattito;
    S'ignora che la ESSE "Significa",
    e "Significa"
    "Smettila";
    S'ignora che talvolta la ESSE
    SSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS
    "significa"
    "S G O N F I A T I":#

    RispondiElimina
  18. Va bene, herr iacoponi, allora me ne starò CHETA, ZITTA, IGNORERO' le provocazioni, proverò a fare la signora, la smetto, mi sgonfio, faccio tutto quello che mi chiedi, tutto tranne chiederti scusa, non per orgoglio ma perchè ogni volta che provo a capire se debba farlo rileggo il tuo commento e penso: ma quanto è stato stronzo?

    RispondiElimina
  19. comunque, per evitare altri pasticci tolgo il video incriminato, anzi, ti chiedo scusa per averti bloccato il picì

    RispondiElimina

Parla! Adesso o mai più!