Ma... si sa, tradizione familiare esige che in questa casa, appena la mamma s'addormenta, qualcuno provveda a svegliarla. Dafne mi saluta, dove va tutta in tiro, di notte? Ma quale notte, sono solo le 21.30. Ora ricordo, sono sveglia, va a un primo appuntamento. Con un tipo col quale, finora, ha scambiato più passi di samba che parole. Che ha chiesto il suo numero al suo maestro di ballo. Che stasera l'ha chiamata. A cena Dafne mi ha chiesto di cosa si parla, a un primo appuntamento. (E-che-ne-so-io?) Rispondo la prima scemenza che mi viene in mente: "Non è obbligatorio parlare, si può anche stare zitti" "Sì, così faccio la figura della cretina" "Allora chiedigli se lavora, che lavoro fa, quanto guadagna. Prima, però, ricordati di chiedergli se ha la morosa " "Mamma! Ti pare che mi chiedeva di uscire, se non era single?"
Ginocchio esprime disapprovazione da tutti i pori. Fino a ieri perchè correva voce che il tipo avesse 29 anni, e quindi era troppo grande per lei, e voi bravi genitori che non le dite niente, stasera invece si è scoperto che gli anni sono 25, però non gli va bene lo stesso, dice che secondo lui è "ricchione", perchè uno che frequenta una scuola di ballo è ricchione.
Dafne conclude la discussione dicendo che deve solo capire se gli è simpatico, stasera, perchè magari sembra un gran figo e poi scopre che le sta sulle palle.
Ehi, post! Sono passato di qui e ti ho visto solo, senza commento, come il mio di oggi. Mi hai fatto un po' pena: stare così soli può far star male. Anche a me sai a volte capita di star solo, anche se intorno ci sono decine di persone. È buffo ma è così, e quella è la peggiore solitudine, perché non ti puoi appoggiare a niente e a nessuno.
RispondiEliminaChi ti ha postato ha fatto un raccontino di vita vissuta, carino, come sempre; forse voleva solamente leggerselo dopo averlo scritto, come capita a me con qualcuno dei miei.
Spero di averti dato una mano stasera a non sentirti troppo solo, caro post; spero che ti ricorderai di me: mi chiamo Iaco e scrivo libri che pochi leggono, ma io sono testardo e continuo a scriverne.
Vieni a trovarmi, magari stanotte, quando il PC è spento: io riesco a rimanere online; non so come né perché ma mi sono accorto che ci riesco.
Ti racconto qualche storia, di quelle che ancora non ho pubblicato e se tu ne hai qualcuna segreta e nascosta potrai raccontarla a me, così passiamo la notte senza annoiarci, tanto io da un po' di tempo non riesco più a dormire, chi lo sa perché.
Allora ti aspetto, post.
A più tardi.