giovedì 9 agosto 2012

A lot of pilzen


Sono andata a vedere se ritrovavo i caprioli sul prato dove li avevo visti lo scorso anno, ma c’erano solo cinque cornacchie che spettegolavano, in gruppo,  e mi hanno guardata male.
Allora sono andata a dare un’occhiata nel bosco dove i caprioli sdegnati erano scappati dopo la mia intrusione, ma c’erano solo funghi.
Tanti, di tutti i tipi, alti o bassi, giovani o vecchi, commestibili o velenosi,  appariscenti o modesti, rari o comuni,   interi o mezzi mangiucchiati dall’assaggio del capriolo o delle lumache .
Quelli color panna sporca, con un affossamento nel mezzo, come un soufflè che si sta sgonfiando.
Quelli color mattone scuro, con un che di indecente per le lamelle in vista, a mostrare ciò che gli altri funghi solitamente nascondono; paiono ombrelli degli gnomi del bosco,  piegati all’insù e resi inservibili  da una folata di vento dispettosa.
Poi incrocio quelli che a prima vista sembrerebbero semmel cosparsi di semi di papavero, abbandonati da un pollicino diventato adulto: sono funghi  color biscotto, disseminati raso terra - il gambo si nasconde nel terreno- sulla cui  cappella mucillaginosa si sono incollati aghi di pino secchi.
Ma guarda questi due bellissimi esemplari, così vicini ma così diversi: il classico fungo delle fiabe, la velenosa amanita muscaria e un altro che non so come si chiama, ma mi piace altrettanto, a cui scopro il gambo per fotografarlo meglio.
L’amanita mi ha sempre ricordato quelle persone che non perdono occasione per mettersi in mostra:  guardami quanto sono bello … il più bello … quanto sono bravo … il più bravo …  Ci mettono tante di quelle energie, a convincere il mondo intero di essere i migliori, da non avere tempo per riflettere e quindi accorgersi di quanto il loro modo di fare risulti indigesto.
Il porcino ha tutta un’altra attitudine,  si nasconde sotto i pini. Non gli interessa farsi notare, anzi.
A un primo sguardo rivela una fisionomia  banale, o comunque di sicuro molto meno affascinante dell’infida cugina amanita. In realtà se lo si osserva con accuratezza  non si può che rimanere stupiti della gentile curvatura del suo gambo,  che si adatta perfettamente alla mano che con garbo lo raccoglie, della rotondità e lucidità della cappella, della morbidezza della spugna sottostante.
Il porcino mi ricorda una persona semplice, poco appariscente, che non fa tanta cagnara, ma che risulta, alla prova dei fatti, o alla prova del cuoco che sia, ottima.

16 commenti:

  1. Spero solo che i caprioli dell'anno scorso abbiano fatto le tue stesse oonsiderazioni sulla pericolosità dell'apparenza "fungaria".

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    1. Però credo che l'apparato digestivo dei caprioli sia diverso da quello umano, infatti oggi ho visto una splendida amanita con un bel morso di capriolo sulla cappella, e non credo che ora la bella bestia sia in preda alle allucinazioni di castanediana memoria o al mal de panza come capiterebbe a noi :)
      Ora non posso puro nano vergine (???) perchè ho poca autonomia ma appena torno a casa passo a trovarti
      ciao!

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    2. Che ridere il tuo profilo!
      Che c'hai contro il Giorgietto?
      Solo un po' di sana invidia, vero?

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    3. No Silvia, nessuna invidia (nel senso che neppure mi sogno di confrontarmi con il bel Giorgietto: è inavvicinabile).
      Il profilo è partito dal gioco di parole Espresso - InEspresso.

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    4. Infatti è divertente :)

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    1. Giusto! Quando ho scritto cercavo di ricordare quale fosse il termine superiore a ottimo, senza riuscirci.
      Ho giusto cenato, alle 17, con un piatto di trenette alla boscaiola, coi porcini raccolti l'altro giorno addirittura sul sentiero.
      Eccellenti, appunto!

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  3. Avrei preferito che tu ritrovassi i caprioli, che sono bestie meravigliose. I funghi non mi hanno mai ispirato fiducia. Li compro in negozio, perché sono certo che siano mangiabili -e sono buoni, ma anche quelli che Agrippina diede a Claudio erano gustosissimi, si dice-; guardarli e non toccarli mai perché ti fregano anche col contatto, dicono. Invece i caprioli li puoi guardare e non toccare perché se la squagliano velocissimi, ma quanto sono belli quando corrono: credo che nessun animale sia così elegante nella corsa.

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    1. Cavolo ma sai che ne abbiamo incorciato uno proprio stamattina!
      Ci ha tagliato la strada, cioè il sentiero, dileguandosi in un attimo nel bosco, come se lo stessero rincorrendo in una battuta di caccia imperiale. Davvero ha un'eleganza nel movimento che nessuna top model potrebbe mai eguagliare.
      Fai bene a comprare i funghi in negozio, se non li conosci.
      Io mi sono portata l'esperto e per fortuna che ciaveva il piede zifolo se no mi avrebbe riempito prima la pancia e poi il frigorifero.

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    2. "Ciaveva ancora er piede mbracato -oppure, se preferisci- mpaccato".
      Prima o poi ci riuscirò a farti scrivere bbene bbene nparde parole in romanesco.
      Hai visto che movenze il capriolo? E non deve sedurre nessuno, solo spostarsi, cosa che fa alla velocità di Bolt.
      Tu che hai sempre la macchina fotografica vuoi fare che stavolta non l'avevi? Oppure ancor peggio, l'avevi ma ti sei fatta sorprendere dalla velocità del quadrupede.
      Male, male, male: non diventerai mai una reporter di guerra. Qui c'è una crucca molto bella che se ne sta ad Aleppo, dopo aver fotografato a Damasco, per conto della Frankfurter Allgemeine Zeitung: penso che riuscirebbe a riprendere anche i proiettili al volo!
      Ciao, non mangiare troppo stasera., altrimenti domani viaggi col mal di pancia.
      Tschüss. =DDD

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    3. Ma io volevo scrivere in italiano sgarruppato, non in romanesco!
      In quanto ala fotoreporter di guerra ... non ci tengo a diventarlo!
      Cosa ho mangiato venerdì sera?
      Alle 17 un piatto di trenette alla boscaiola, self made, alle 20 un orribile bratwurstel con un panino all'anice, al Konzert in platz, su una di quelle panchine di legno, tutti ammassati sotto un ombrellone, perchè piovigginava ... avevo dei vicini -uomini ma anche donne!- che fumavano, bevevano, bevevano, fumavano ... sono scappata prima della fine!

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    4. Bratwurstel con panino all'anice...Puah!
      Da quelle parti hanno un pane buonissimo, non bianco ma scuro, con molti semi dentro, che fa tanto bene allo stomaco.
      Tu hai scelto il tipico panino che danno ai turisti. Beh, stai attenta la prossima volta, chiedi un Körnerbrot.

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  4. Il fungo, come metafora dell'umana gente, è ottimo; pure in casseruola, però, non è male...se mangereccio eh!

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    1. Sì, è un alimento versatile: puoi mangiarlo crudo o cotto, da solo o accompagnato. Nel risotto, ad esempio, io preferisco i finferli (gallinelle) che però sono noiosissime da pulire; con la carne mi piace il porcino, e così pure con la pasta.

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  5. Ma lo sai che, nonostante quassù sia terra di funghi, nel periodo giusto, io non ci sono mai andato a raccoglierli? E quindi tanto meno (a parte l'amanita e i più noti) non li so distinguere?
    Ad ogni modo, mi è piaciuta molto la tua considerazione, il tuo paragone dell'amanita con le persone. Non ci avevo mai pensato, ma è verissimo!

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    1. Vivi in terra fungina e non ne raccogli nè mangi?
      Oh, Andrea, vediamo di rimediare eh?
      Se vuoi ti presto mio marito per un week end :))

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