martedì 4 settembre 2012

lettera aperta a Paolo Villaggio


http://video.sky.it/sport/paralimpiadi/paralimpiadi_2012_il_trionfo_di_oliveira/v132929.vid 


Ha interpretato il ruolo di un disabile psichico per tutta la vita (il ragionier Fantozzi non manifestava forse chiari sintomi di ritardo mentale? )  e adesso non trova niente di meglio da fare che prendersela con le paralimpiadi.
Dice che gli fanno tristezza. Che è solo becero pietismo. In sintesi penso che il suo pensiero sia questo:  non vale la pena sprecare tutte quelle risorse per degli sfigati!
A me non mette tristezza, vedere queste gare. Le olimpiadi dei normo, tra l’altro, non le ho nemmeno guardate, perché ero in Austria e la tivù trasmetteva solo  in crucco.
Non provo pietà, guardando le gare dei disabili. Pietà è volersela cavare con una carezzina  sulla testa dicendo poverino. Oppure  dire “sei un campione”  a una schiappa, per un distorto concetto di compensazione. Proprio gli atteggiamenti che più contrasto quando seguo i miei allievi nei tirocini.
Provo compassione, sì, certo che la provo, che male c’è? Non sono insensibile, non posso fare finta di vedere braccia e gambe al posto di monconi, o di niente.
Ma è solo un momento, quello dell’impatto iniziale, specie per le disabilità più gravi, poi subentra il rispetto, l’ammirazione, l’entusiasmo. 
Mi emozionano le interviste agli atleti vincitori, perché il luccichìo dei loro occhi e l’ umiltà delle loro parole  mi fanno immaginare come ci sia stato  il tempo delle lacrime, ma anche il tempo della sfida, e poi  il tempo del sudore e ora il tempo esaltante della vittoria. Che esiste anche se non si vince, perché un disabile vince le sue difficoltà ogni volta che si allena.
Non guardo le paralimpiadi per divertirmi, signor Villaggio, ma per emozionarmi. 
Il contrario di quello che mi succede quando guardo i suoi film: mi fanno ridere, ma non mi danno alcuna emozione, anzi mi lasciano uno strascico di … tristezza, appunto. Forse siamo solo diversi.

22 commenti:

  1. sono assolutamente d'accordo con te...
    guarda Zanardi, che campione del mondo è...trovare la forza di rialzarsi in piedi, mentre lui dalla panza neanche riesce a sedersi...
    personalmente penso che la compassione sarebbe un sentimento da rivalutare,invece viene usata ed abusata sempre nella accezione negativa, mentre ritengo che insieme all'empatia, siano i due sentimenti veramente nobili che ci elevano dalle bassezze morali.
    buonanotte Silvia

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  2. Condivido ogni tua singola parola e ti ringrazio d'aver scritto questo post. Anch'io sto seguendo le paraolimpiadi con molta più partecipazione e coinvolgimento emotivo di quelle dei normodotati, rinuncio a vedere altri programmi per seguire questi atleti che ormai ho imparato a riconoscere ben più degli altri campioni olimpionici. Sai, ho fatto a me stessa la domanda del perchè seguissi con tanto accanimento ed entusiasmo questi ragazzi, se il mio fosse un sentimento di pena o di curiosità morbosa. Ebbene, mi sono risposta che no, quello che provo è solo ammirazione ,rispetto e condivisione verso chi mi sta dando in questi giorni una sonora lezione di cosa voglia dire aver coraggio nella vita e saper andare avanti lottando con immensa dignità. Come dici tu, superato il primo e fortissimo impatto emotivo per le disabilità più gravi, ora sto lì semplicemente a guardare ammirata le prodezze che riescono a fare questi atleti nonostante tutto. E gioisco e mi commuovo fino alle lacrime condividendo i loro successi e le loro fortissime emozioni.

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  3. bo? non guardo niente io. e di certo, come da post olimpico su "i motivi", per me la Vezzali (chi?) puo' andarsi a zappare l'orto. di sicuro penso che se uno volesse impegnarsi in qualcosa di utile per la collettivita', i fondi per lo sport e per le manifestazioni dovrebbero andare investiti tutti su chi l'orto non se lo puo' zappare. e' pietismo? no: e' decenza.

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    1. E invece dovresti guardare, avresti molto da imparare!

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    2. Non parlarmi della Vezzali.
      L'ho cancellata dalla mia vita da quando ha indecentemente leccato il culo al Berlusconi di turno.
      Ho dovuto leggere due volte il tuo commento prima di capire ciò che volevi dire :)

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  4. Di solito chi giudica qualcuno è come giudicasse se stesso.
    Dicendo che prova tristezza nel vedere le paraolimpiadi ( per me forse
    non sapeva manco che c'erano ) vorrebbe dire tra le righe che la sua vita è una tristezza. Ricordo interviste di anni addietro dove lui stesso diceva
    di aver fatto una vita da idiota, faceva film e schetchck ( come se scrive!?)
    dove interpretava un deficiente e quindi tutti, quando lo guardavano al di fuori dai film, non vedevano Paolo Villaggio, ma l' annullità Fantozzi.
    Mi vien da ridere quando leggo di gente che va contro le cose che dice
    ( vedi quando disse che i pastori sardi si.. "fanno" le pecore).
    Ma.. non hanno capito che non è soddisfatto della sua vita
    e cerca di puntificare qualsiasi cosa che si trovi nei suoi discorsi?

    Le paraolimpiadi formano un mondo che serve a mettere in risalto le qualità umane, l' uomo che, anche con menomazioni è in grado di mostrarsi sempre forte.
    Per i partecipanti è un modo per sentirsi .. alla pari di quelli "normali".

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    1. Forse anche un modo per dare uno "schiaffo morale" al destino?

      Riguardo il personaggio, ho una teoria che riguarda gli "ex" famosi:
      se non sparano minchiate ogni tanto, chi se li caga più?
      Però hai ragione anche tu, Villaggio è sempre stato cinico e antipatico.

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  5. Non mi scandalizzo che qualcuno faccia fatica a sostenere la visione dei limiti delle altre persone ed i loro sforzi per superarli, esaltandoli, invece che nasconderli. Per cui ci sta che il sig. Villaggio la pensi così. Non ci sta che il suo pensiero abbia tutta questa risonanza, che ci si perda tempo. Se la stessa frase la dice il mio vicino di casa lo mando a cagare o, meglio, non gli rispondo nemmeno.

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    1. Vero vero vero.
      E' il solito dilemma: è meglio parlarne, degli stronzi, o è meglio evitare di pubblicizzarli lasciandoli a tratullarsi nella loro merda? Non lo so.
      Il fatto è che il tuo vicino di casa non ha una cassa di risonanza, mentre le persone "risonanti" diffondono il loro pensiero tramite i mass media, e purtroppo c'è sempre qualcuno che adora pensare con la testa degli altri.
      Quindi per un certo verso è anche utile contrastarli.
      graxie del commento :)

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    2. Si si, è vero. Infatti non mi riferivo al fatto che tu ne parli, quanto alla risonanza mediatica che se ne sta dando. A quel punto è doveroso contrastare.

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  6. Zanardi ha vinto la medaglia d'oro! Quest'uomo meraviglioso, che dopo aver subito l'amputazione di entrambe le gambe a causa dell'incidente automobilistico ha saputo reagire e riprendere a lottare nella vita e nel mondo dello sport sempre col sorriso sulle labbra, ed usa la sua fama per ottenere fondi affinchè chi non ha le possibilità economiche, soprattutto se si tratta di giovanissimi, possa essere dotato di protesi tecnicamente avanzate per riprendere a camminare o quant'altro, rappresenta la parte migliore di noi italiani! Zanardi for president! :))

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  7. Bravo Zanardi!
    Me lo sono perso!
    Ho visto i 100 metri di Oliveira, non mi è sembrato in forma come l'altro giorno, quando ha battuto Pistorius.
    Domani c'è la finale, credo che tiferò per Oliveira, anche se Pistorius è simpatico e ha un bellissimo sorriso :)

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  8. Le olimpiadi sono solo un generatore di spostamenti di risorse finanziarie. Fanno girà li sordi come direbbe (forse) un romano. Quelle sono le olimpiadi che non andrebbero guardate e che io come te, Silvia, non ho guardato. Io mi emoziono quando vedo quello di cui sono capaci quelle persone e la forza che traspare dai loro occhi. Forse spesso si tende ad essere eccessivamente sensibili verso quelle persone? Forse loro stessi non vogliono essere considerati dei diversi? Sì, può darsi: dovremmo considerarli tutti come tutti gli altri sotto tutti i punti di vista, ma non riesco a non emozionarmi guardandoli.

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  9. Piacere!
    A me viene da piangere ogni volta che sento parlare Alvise ... non ricordo il cognome.
    Non lo so cosa cià quell'uomo di speciale, forse una luce interiore che gli risplende negli occhi, forse il modo di parlare, le cose che dice ...
    Mah! Ripeto non lo so che cos'ha, ma mi fa venir voglia di appoggiargli le mani sul petto, dalle parti del cuore.

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  10. Le olimpiadi, come quasi tutte le manifestazioni sportive, sono vittime del "risultato", del record o della glorificazione di un ego. Si è del tutto dimenticata la valenza dello SPORT in chiave di catalizzatore sociale, scambio tra i popoli e soprattutto l'aspetto LUDICO. Se considerassimo ciò, le paralimpiadi assumerebbero importanza maggiore delle stesse olimpiadi, tutto il resto dovrebbe essere marginale. Ciao

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    1. Infatti io di solito non guardo niente, di sport, mi annoia.
      lo sport che mi stufa di più è quello di quegli ometti che si credono chissà chi solo perchè qualcuno li paga profumatamente per correre dietro a una palla, qualcuno ne scrive per essere pagato e molti altri ne fanno unico argomento di conversazione ...
      Anche tutto quel pedalare su e giù dalla montagna mi annoia assai, soprattutto perchè corre voce che i gran pedalatori siano altresì dei gran dopatori ...

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  11. Guarda,non riesco ad essere sereno quando guardo queste gare,probabilmente non riesco a scindere la paura della disabilità dalla mia vita normale(?)Quello che posso dirti è che ammiro la forza straordinaria di queste persone.Stamattina su Radio 24 parlavano proprio di questo nel programma di Nicoletti.Se vuoi sentirlo ecco il link:
    http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=MELOG, la realtà condivisa

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    1. Lo ascolterò volentieri, magari domani, grazie della linkatura. Poi ti farò sapere ...
      Paura della disabilità? Perchè? Non siamo forse già disabili, ognuno per la parte che gli compete? Io ad esempio sono disabilitata nella rappresentazione spaziale, nella logica, nelle prassie fini, nel ... oh insomma non è che mi posso sputtanare tutta in una volta ;))

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  12. "poi subentra il rispetto, l’ammirazione, l’entusiasmo." E' esattamente quello che tantissimi di noi hanno provato in questi giorni per queste donne e questi uomini straordinari.

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    1. per fortuna c'è ancora gente che si emoziona per queste cose, alla faccia del cinismo!

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  13. Il post e l'argomento sono molto interessanti. Premetto due cose: 1) Considero Paolo Villaggio un genio, almeno per quanto riguarda la creazione di Fantozzi, personaggio molto più profondo di quanto si possa pensare di primo acchito. Villaggio è persona antipatica ma enormemente intelligente. 2) Uno dei miei più cari amici, se non il più caro, è un disabile. Conosco tutte le problematiche della condizione e so per certo che essere disabili non ti esime dall'essere stronzo o stupido, alla stessa maniera di chi è integro fisicamente. In genere il disabile ha una forza reattiva maggiore, laddove l'istinto di soprwvvivenza subentra. Allora abbiamo gli iperattivi senza gambe ecc, ecc. Ben venga, sono un esempio di comportamento anche per chi è normodotato.
    Detto questo, aggiungo che l'opinione di Villaggio è molto fastidiosa, ma non è così peregrina. L'origine di queste manifestazioni nasce ANCHE da un certo senso di colpa dei normali nei confronti di chi è stato sfortunato. I disabili vivono l'illusione (è un'illusione, sì) di compensare qualcosa che non sarà mai compensabile. Gli abissi di sofferenza che vengono rimossi sono spaventosi. C'è molto coraggio in questo, certo, ma se uno guarda nel profondo, quello che vuole dire Villaggio è semplice e crudele, come tutte le cose semplici. Qualunque record battuto, qualunque battaglia vinta è solo un modo per non sprofondare nella sofferenza: un tentativo di recuperare quello che non sarà mai recuperabile. In questo c'è pietismo, in noi normali c'è pietismo e non può non esserci, e i disabili lo sanno non possono non incazzarsi di fronte a questo.
    I disabili possono insegnare il coraggio di vivere nonostante tutto.
    Ma bisognerebbe anche avere il coraggio di dire che in un mondo giusto disabili non ce ne dovrebbero essere. Non dovrebbero nascere. Caso diverso, naturalmente, per chi disabile lo diventa strada facendo. In quel caso laddove ci sia piena consapevolezza, la scelta di cosa fare della propria vita dovrebbe cadere sulla persona interessata.
    L'obiezione di Villaggio (uomo stronzo ma colto) nasce dalla consapevolezza che viviamo in una società che cerca in tutti i modi di edulcorare la sofferenza, l'ingiustizia e il male.
    Sono discorsi complessi, che non possono essere liquidati con "mi piace" "non mi piace".

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  14. Il tuo intervento, Massimo, mi stimola un sacco di riflessioni, che cercherò di sintetizzare
    1. P.V. è intelligente e colto? Va bene, ti credo sulla parola, ma questo non lo esime dal dire stronzate. Dal basso della mia incultura e inintelligenza, ritengo che queste due bellissime doti non valgano nulla, se non sono accompagnate da altre, -l'umanità, per dirne una-

    2. Dove lo vedi il pietismo, scusa? Hai letto, nel post, quale sia la mia idea di pietismo?

    3. Cosa hai contro la determinazione, il coraggio e la sfida degli atleti disabili? Preferisci che si buttino dal ponte o che passino la vita a maledire il destino avverso?
    Ritieni che sia una forma di non-accettazione della propria menomazione? Può essere, ma qui bisognerebbe aprire un forum, per la troppa carne al fuoco.

    4. Quella di P.V. non era un'analisi sociologica, non spacciamo per oro della paccottiglia! Vuoi sapere che idea mi sono fatta io?
    Che LUI abbia sacrosanto terrore della vecchiaia, e che abbia gettato lontano da sè la paura della disabilità insita in questa fase della vita, forse perchè quella paura non ha il coraggio di guardarla in faccia ... codardo, come il suo Fantozzi ... -ma questa è solo una mia ipotesi, non suffragata da prove!

    Ciao, e grazie del commento :)

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