sabato 7 novembre 2020

la vigna di Tommaso

Quanto è fortunato il nostro amico Tommaso ad avere ereditato dal padre questa meravigliosa vigna, la cui foto campeggia sul template del blog? 
E quanto è stato fortunato a ereditare, oltre a quell'appezzamento di terra baciato dal sole, anche l'arte della coltivazione di viti, della produzione del vino, della cura di alberi da frutta, della produzione di verdure di stagione? 
Fortunati siamo anche io e mio marito, che talvolta possiamo acquistare dei prodotti a chilometro zero raccolti il giorno stesso della consegna: patate, cipolle, aglio, cornetti, taccole, zucche, zucchine, e altro ben di Dio che natura crea e Tommaso venera. 
Ce li porta in ceste di vimini caravaggesche, disposti con un ordine maniacale, e bisogna stare attenti a come li togli per pesarli, perché appena li tocchi partono le bestemmie, dice che li rovini a prenderli così. 
Mamma è nata in quella frazione e dice che la vigna di suo padre era confinante, o forse qualche terrazzamento sopra la sua, al di là della strada ferrata ora scomparsa per far posto al raddoppio del binario e alla galleria.
Il treno che passava in mezzo alle vigne era bellissimo, è un vero peccato che la sua immagine e il suo fischio siano ora nascosti.
Per amor di completezza devo aggiungere che Tommaso è un caratteriale, una testa dura che più dura non si può, e non c'è modo di entrare in quella testa di coccio chiusa a doppia mandata, non c'è contradditorio, confronto, è una battaglia persa. 
Tuttavia trovo ammirevole il modo in cui si prende cura della sua terra: senza avvelenarla, senza sconti di fatica, con un amore e una passione che sconfinano nell'abnegazione.
Il pagamento dei prodotti che talvolta ci porta non avviene ogni volta, ma all'incirca due volte all'anno, a ferragosto e a Natale. 
Ne teniamo il conto sul calendario, come facciamo con le uova di un altro amico. 
Quando ci porta della verdura che non corrisponde al suo standard, tipo patate ammaccate o zucchine extra large, non vuole che gliela paghiamo, e se insisto mi minaccia: ia sc-ciachi nel rò! 
A volte afferma di aver buttato nel letamaio della verdura che la moglie non voleva, ma io non ci credo, anche se da una testa matta di siffatta specie ci si può aspettare di tutto. 
Nelle scorse settimane mio marito e Tommaso sono stati in vigna giornate intere a produrre la grappa con le loro vinacce, usando un alambicco del padre di Tommaso. 
A me la grappa non piace, la bevo solo dopo aver mangiato la casoeûla, su insistenza di G., che dice che dopo la casoeûla è obbligatorio bere un grappino. Hic.

37 commenti:

  1. Queste Persone, come Tommaso .... ci ridanno la speranza che, realisticamente, è possibile realizzare un mondo migliore, a dispetto dei bastardi che rubano e ammucchiano, dei nazi-fascisti ( ce ne sono, ahinoi ... anche oggi a quasi ottant' anno dalla morte di Hitler ) che diffondono l' odio e la paura, dei sovranisti e di tutti coloro che cercano di toglierci il sogno più bello : esser noi stessi, senza più paure, liberi come l' aria ... testardi come Tommaso ! 😀

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  2. Ormai con la grappa mi posso solo sciacquare la bocca dopo i pasti, evitando di mandarla giù, come facevano i miei vecchi, eh sì, i miei nonni paterni vivevano con 7 ettari di vigna a mezzadria, che non vollero mai comprare anche se finita la guerra i prezzi erano irrisori per la paura dei comunisti, però la vendemmia era una gran bella festa e l'uva la si pigiava a piedi nudi, ché gli stivali erano troppo grandi per noi bambini

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    1. Anche mio marito da bambino pigiama l'uva a piedi nudi.
      Io ho un vago ricordo di vendemmia nella vigna del nonno, ma per la pigiatura dovrei chiedere a mia sorella, che è dotata di una memoria storica migliore della mia.
      Anche il mio amico dovrebbe astenersi dalla grappa e dall' alcool in genere, ma non vuole capirlo. L'ho già detto che è una testa dura? :)

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    2. ihihihiiiii...
      che bello che
      c'è ancora chi
      si prende cura
      di una capa dura
      (testa dura

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  3. Resto ammirata a guardare la foto di quel luogo stupendo !!!Mi piacerebbepoter passeggiare su quelle colline. Chissà quante foto farei !!Una vita sana, all'aria aperta, a curare i prodotti genuini della terra. Fatica ma anche tanta soddisfazione. Buona domenica.

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    1. Grazie, per quanto è possibile di questi tempi.

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  4. Quanti errori ha fatto l'Uomo nel corso della sua evoluzione! Uno dei tanti, quello di abbandonare la terra, di violentarla in mille modi... Che fantastici i colori dell'autunno nella tua foto. Un saluto e un grazie per i post come questo.

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  5. Hai ragione. Non ci potrà essere salvezza senza una redenzione e un cambiamento nel rapporto uomo/terra. Ma è il Dio denaro che imperA, al posto della razionalità.
    Un caro saluto!

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  6. Grazie Silvia.
    Ci ricordi il valore delle Persone che la sapienza della terra e la volontà e pazienza per farla fruttare.
    Una piccola novella deliziosa!

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    1. mi spiace, ma ho eliminato un tuo commento precedente, libertà di parola non è libertà di insulto.

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  7. ... bella la vigna...
    ... mostra l'amore per lei di chi la coltiva ...

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  8. e tu ne sai qualcosa, se non erro ...

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  9. Che bella persona ci hai presentato, cara Silvia ed immagino l'enorme amorevole fatica per mantenere tutto quel ben di Dio.
    Te lo dice una che per venti giorni ha raccolto olive dalla mattina al pomeriggio!
    Non comprendo molto, nei commenti letti, le citazioni politiche che trovo avulse da una così bella persona e dalla situazione che ci hai dipinto con eleganza e realismo. Ma probabilmente è una mia mancanza.
    Un grande abbraccio e buon fine settimana
    Susanna

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  10. Hai ragione, che c'entra la politica con la terra?
    Eppure bisognerà pur tornare a rispettare anzi ad onorare questa cosa preziosa e pur tuttavia bistrattata, sempre ammesso e non concesso che non sia troppo tardi, maledizione!

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  11. No ... non è troppo tardi, ma bisogna cominciare subito !

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  12. sai che io sono un'inguaribile pessimista?

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  13. Lo so, Silvia ... e per questo mi piaci, poichè anteponi al pessimismo della ragione l' ottimismo della volontà ! 😊

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    1. Non so se ho la volontà ottimista, ma se lo dici tu ci credo sulla parola:)

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  14. Mi piacciono i vigneti. Mi ricordano le vendemmie di quando ero bambina, quell'allegria, i profumi, la gente, le canzoni...

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  15. Io ho solo un vaghissimo ricordo della vigna di mio nonno, che peccato ...

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  16. Fino all'anno scorso avevo una vigna e un campo a frutta e verdura. Facevamo il vino, sangiovese, raccoglievamo patate, zucchine, fragole, aglio, spinaci, meloni, e tanto altro. Tutto bio cerificato. È stato il nostro unico lavoro per molti anni. Ma se non hai molta terra, se non sei disposto ad aggirare leggi in materia di lavoro, a vendere come tua roba comprata da altri... È quasi impossibile viverci, soprattutto quando gli anni passano. La terra è dura e bassa dicono in Romagna. Molto meno bucolica a lavorarla che a guardarla lavorare. Venivano a comprare in azienda: "Starete pur bene voi qui!" era il classico commento e noi eravamo li a raccoglier pomodori dalla mattina alle 6 fino a sera, 35 gradi, giorni di festa compresi, perché la frutta e la verdura matura anche la domenica. E poi quando sembra andare tutto bene di solito grandina.

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  17. io penso che i contadini, quelli che praticano una agricoltura non intensiva, dovrebbero avere dei sovvenzionamenti per il loro lavoro, come succede in Alto Adige, a quanto mi dicevano quest'estate.
    Stamane leggevo, nel libro: "Il gatto di Montaigne":
    "O le vigne sferzate dalla grandine
    o la terra che delude le vostre speranze
    o gli alberi che accusano le piogge eccessive
    o la calura che brucia i campi
    o il rigido inverno"
    La litania dolorosa del vignaiolo, di Orazio, esprime il tuo pensiero in versi.

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  18. Il lavoro ai contadini e il guadagno alla grande distribuzione, mi sa. Che mondo sbagliato.

    Anch'io non amo la grappa, ma mi sacrifico.
    Mi sacrifico appena posso 😂

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  19. la GDO ricatta i produttori con prezzi da fame, e se non stai al loro prezzo sotto-costo sei fuori, ne trovano un altro.
    Purtroppo però andiamo tutti al supermercato perché ci fa comodo e ce ne freghiamo dei contadini. Io cerco di comprare da produttori amici o locali, ma non sempre riesco.
    Ultimamente qui vicino hanno aperto un "viaggiatore goloso" che ha prodotti a km zero, li trovo buoni, spero li paghino il giusto, quei marcioni.

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  20. Ciao Silvia, grazie per essere passata.

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  21. Una foto molto bella, senza inutili ricercatezze "artistiche" ma basata sul fascino antico del luogo.

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    1. Giro i complimenti a mio marito.
      Anch'io prediligo le foto non elaborate, la natura è più bella di un filtro.

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  22. Qualche giorno fa camminavo in collina qui dalle mie parti e mi sono imbattuto in questo spettacolo. Niente da aggiungere.

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  23. Quest'estate, in Toscana, vicino Montepulciano, i nostri amici albergatori, ci hanno fatto visitare i loro vigneti dove curano soprattutto rossi e nobili, con una passione e una dedizione ammirevole. Ho potuto sorseggiare un novello in anteprima assoluta e gustare l'amore e la cura per la terra, il rispetto per la priorità del tempo e delle stagioni, e constatare l'assoluta simbiosi di chi lavora con la natura, con i suoi doni e le difficoltà, senza quella frenesia che spesso ci rovina, a noi altri "cittadini"..

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    1. Chi vive in città non apprezza, di solito, la vita della provincia, e tanto Meno quella della campagna o della montagna.
      Sono vite troppo diverse.

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    2. Sicuramente non potrei trapiantarmi in piena campagna (anche se il sogno di un'isola è il top) ma in provincia senza dubbio alcuno.. ti assicuro che Roma (e le grandi metropoli) per chi le vive quotidianamente sono di un deleterio assoluto.. :(

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    3. Ti credo sulla parola. Io non sopporto le città, Mi fanno venire il mal di testa, e poi puzzano.

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  24. La campagna, ma sopratutto la vita di campagna e certamente faticosa ma bellissima e ho una bonaria invidia per chi la vive e la gode.
    Ciao fulvio

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  25. Mi piacerebbe moltissimo lavorare la terra, ma lo faccio poco, per mancanza di tempo ma
    soprattutto per mancanza di prestanza fisica.
    Mercoledì ho raccolto una decina di cassette di kiwi , non è un lavoro pesante, eppure mi ha causato due giorni di cervicale e mal di schiena.

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  26. Non hai più il blog, Fulvio?

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