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giovedì 5 dicembre 2013

un cespuglio in testa

Da  mercoledì 27 novembre in casa mia si vive un pochino meglio.

martedì 26 novembre 2013

Imbocca il lupo maestra!

Domani non ci sarò, bambini!
Perchè?
Perchè devo andare a discutere la tesi
E cos'è?
E' un esame per diventare maestra
Ahhhh .... 
(ma se è già la nostra maestra ... )
Poco dopo, all'uscita serale, la mamma di Tommy la peste chiede al figlioletto:  hai detto in bocca al lupo alla maestra?
Tommy pestifero, che stava già salendo in auto, torna indietro correndo, 
salta addosso alla neo laureanda, la abbraccia, le lascia una traccia di saliva :
"IMBOCCA IL LUPO, EH, MAESTRA!"

domenica 26 maggio 2013

audantes fortuna iuvat

Pensavo che Rettore (non Donatella, ma il Magnifico) avrebbe fatto un discorso barboso, lungo e barboso.
Invece è stato breve dicendo  poche cose: poche ma buone.
Nel discorso introduttivo ha spiegato che nel motto dell'università, "audentes fortuna iuvat", il termine "audace" va interpretato come "colui che si mette in gioco".
Al termine della cerimonia  ha evidenziato come, su 100 premiati, 90 fossero donne.
L'interpretazione data da Rettore Il Magnifico ("Perchè le donne si danno più da fare") ha suscitato un applauso nel pubblico dell'auditorium.
(E voi, avreste applaudito?)
Per parte mia, mi sono spellata le mani, anche perchè avevo appena espresso lo stesso concetto, sottovoce, a mio marito.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/05/24/foto/bicocca_100_borse_di_studio_per_ricordare_franco_belli-59533531/1/#1

mercoledì 17 aprile 2013

Santo Bicocco pensaci tu


Navigando sul sito della  Bicocca, Scarrafona scopre d'aver vinto una borsa di studio da 3000 euro.

lunedì 8 aprile 2013

Sabato si è sposato mio cugino


Sabato si è sposato mio cugino.

giovedì 18 ottobre 2012

a lezione de romanesco


Il mio amico Vincenzo ha pensato bene di organizzarmi un corso personalizzato nonchè accellerato di romanesco, forse perchè pensa che non IO capisco mai quello che Lui vuole dire, e la prima lezione mi arriva via mail


domenica 26 agosto 2012

che figata

- Che figaaaaata, mamma!!
- siete salpati?
- no, siamo ancora fermi
- ma allora dov'è la figata?
- ci sono le scale illuminate!
- oddio, l'effetto presepe!!
- e poi abbiamo fatto il pacchetto bevande
- ... alla modica cifra di ...??
- 150 euro!

sabato 23 giugno 2012

poli-contanti



Hello darkness my old friend ...
I've come to talk with you again ....

domenica 1 gennaio 2012

le carezze

 La freccia appoggia il  muso rosso al limitare del binario sei. Sembra un cane da riporto che dopo una felice battuta di caccia  viene fatto entrare  in casa dove si lascia cadere sul tappeto,  sfinito  ma soddisfatto d'aver sfogato il proprio istinto.

martedì 21 giugno 2011

aspirante scienziata supera brillantemente l'esame di letteratura italiana

Resoconto dell'esame di  letteratura italiana, superato oggi dalla aspirante scienziata della formazione, futura precaria dell'insegnamento:


PROF:   mi parli di Italo Calvino
CANDIDATA:   bla bla bla
PROF:   le opere
CANDIDATA:  bla bla bla
PROF:   il Foscolo
CANDIDATA:   bla bla bla
PROF:  le ultime lettere di Jacopo Ortis
CANDIDATA:   bla bla bla
PROF:   di che genere letterario si tratta?
CANDIDATA:   è un romanzo epistolare
PROF:   e .. il romanzo epistolare l'ha inventato Foscolo o ci sono dei precedenti?
CANDIDATA:   certamente ci sono dei precedenti
PROF:   mi faccia degli esempi
CANDIDATA:    ORKA!
PROF. signorina, le faccio presente che non tutti, in questa sede, dimostrano di apprezzare certe esclamazioni poco conformi!

venerdì 3 giugno 2011

venti birre

I miei figli sono impegnati in una tre serate  di una specie di festa della birra. Il maschio deve fare il posteggiatore e il cameriere, (LUI, che nel momento stesso in cui si siede a tavola  comincia la litanìa: mamma, GIA' CHE SEI IN PIEDI, mi passeresti il sale? Già che sei in piedi, toglieresti la caraffa dal frigo? Già che ...)

venerdì 11 febbraio 2011

figlia su feisbuk

"Mamma!"
"Mmmmmm.... "
"A volte mi sembra di avere tanti amici, altre volte di non averne nessuno"
" Clang clang clang" (la mamma lascia che rispondano le  stoviglie)
" Come è bello prendere la gente per il culo .."
"Blob blob blob..." ( il bollitore non concorda)
"Guarda questo, è un avvocato, e sta scrivendo su fesibuk che ha perso quattro cause in un giorno.."
"Psssss...".(la pentola a pressione richiama alla privacy)
".. E io adesso gli scrivo che  è un avvocato della mutua."
"Crrrr....." salta su la caffettiera
"Mamma! Perchè mai una volta che mi dai retta?"
"Perchè .... Perchè non devi credere a tutto quello che uno scrive sul web!"
" E perchè uno dovrebbe scrivere di aver perso quattro cause in un giorno, se non è vero?"
"Per attirare l'attenzione, per esempio"
"Ma allora avrebbe scritto che  aveva VINTO  quattro cause in un giorno, mica perso"
"No, perchè  se avesse scritto  che le aveva vinte nessuno gli avrebbe creduto!"
"E allora perchè tu non devi credere che le abbia perse?"
.......
 Dovrebbe, potrebbe, di sicuro ci sarebbe un modo dignitoso e magari anche brillante per uscire da questo impasse, ma sono troppo stanca. 
"Tumtumtumtum (tiro giù la tapparella della cucina, chiudo fuori il mondo, me ne vado a letto.)

martedì 4 gennaio 2011

Una mamma, una figlia

Una mamma, una figlia.
La mamma fa conoscenza coi vestiti della figlia solo quando se li trova nella cesta della lavanderia ... Eilà, piacere, da che parte sbuchi,  straccetto rosso? Dove è il  sopra e il sotto, l'inizio e la fine? E non finisci un po' troppo in fretta? E  non siamo forse in inverno?
Poi decide di lasciar perdere, e tirando un sospiro lava delicatamente a mano lo straccetto e il coprispalle, indi li stende, infine li ritira.
A capodanno, pensando allo straccetto rosso, consiglia alla figlia di non andare in giro biotta, se non vuole beccarsi un malanno in previsione del viaggetto che la aspetta.
La figlia prima di uscire per il cenone saluta, ben avvolta nella sua giacca nera.
La mamma sa che sotto c'è poco niente, ma decide che è meglio stare zitti che parlare e non essere ascoltati, ne va della propria autostima materna, già ridotta a brandelli.
Passa qualche giorno.
La figlia frigge all'idea di vedere finalmente Roma, la mamma chiede alla figlia il nome dell'hotel prenotato, la figlia risponde che si chiama bi-end-bi.
La mamma la guarda a bocca aperta, ma la figlia non si accorge perchè impegnata a chattare con il moroso di una sua ex compagna di scuola, un romanaccio de roma, il quale le chiede dove sta alloggiata.
La figlia risponde che è in centro, il romano le spiega che il centro di Roma è... ehm... piuttosto grandino, avrebbe bisogno un'indicazione  più precisa.
Al termine della chattatura la figlia comunica alla mamma la notizia grandiosa: il tipo ha promesso che le farà conoscere i suoi amici e così passeranno qualche serata in compagnia.
Poche ore prima di prendere l'aereo, la figlia comunica  alla mamma la propria temperatura corporea, trentotto gradi e mezzo.
La mamma si incazza come una iena, la figlia ribatte che si è ammalata perchè nel locale faceva troppo caldo e lei ha sudato .. anzi, che è colpa sua, sì, della mamma, che gliel'ha gufata.
Ora io vi chiedo: come potrà dormire, quella mamma, le prossime quattro notti, immaginando la propria figlia febbricitante in giro per una metropoli in compagnia di un'amica oca come lei, alloggiate in un hotel che loro pensano chiamarsi bi-end-bi?

giovedì 16 dicembre 2010

esame di linguistica

Dafne è molto delusa del risultato dell'esame di linguistica.
"Ieri sera eri angosciata all'idea di non riuscire a passarlo, stasera devi essere contenta di averlo passato, chissefrega del 21", la consolo.
L'ho vista studiare testi sterili dopo una giornata di lavoro, prendere appunti, stendersi sul divano dopo cena a leggere la cognizione del dolore di gadda, che dopo averne lette due pagine a me è venuta tutta insieme, quella cognizione lì: la cognizione di un dolore da rottura di palle.
Nella prima parte dell'esame l'assistente le dà 25, ma quando arriva il turno del prof cominciano i guai. "Mi spieghi come si è evoluta la e tonica latina"
"E' diventata una i"
"Mmmmmm????"
"Una o?"
"Mmmmmm????" "Ci vediamo la prossima volta, signorina"
"Come, la prossima volta, nooo!!! Scusi, ma non può farmi un'altra domanda?" chiede anzi forse implora Dafne.
" Certo che no, è un concetto essenziale"
"Allora mi lasci del tempo per pensarci, devo essere andata in confusione"
Il prof scrive una e tonica su un foglietto e glielo porge. Dafne si mette il foglietto sotto il naso, le mani sulla fronte, i gomiti appoggiati al tavolo e si concentra: ma mi racconta che invece che pensare a quella cazzo di e tonica, pensava come un mantra: ecco adesso mi manda a casa ecco adesso mi manda a casa ecco adesso mi manda a casa ...
Il mantra dopo un pò le sforna -non si sa come- un flash con il quale Dafne raffazzona una risposta che non è il massimo ma sempre meglio di niente, poi risponde ad un'altra domanda simile (ma allora sei stronzo!, accusa mentalmente all'indirizzo del prof), non risponde a una terza, riceve un rimprovero perchè "... Alla fine le cose le sapeva, ma all'inizio rispondeva senza pensarci!" e se ne va col suo 21.
Ginocchio dice che se gli avessero detto ci vediamo la prossima volta lui se ne sarebbe uscito con la coda fra le gambe senza fiatare, io avrei fatto come ginocchio ma dico a Dafne che è stata brava, a non arrendersi.

scritto il 23-06-2010

mercoledì 27 ottobre 2010

minuetto per daphne



PERSONAGGI: madre e figlia
LOCATION: cucina
ATTIVITA' IN CORSO: figlia face to face with facebook, madre incerta su quale libro iniziare (una stanza tutta per sè, il parlar figurato, vedi alla voce amore, o uno nessuno e centomila?)

"mamma, hai notato che non sono più depressa?"
"sì, certo ... deve essere che ti è andato bene l'appuntamento dell'altro giorno"
"ma domenica come hai fatto a capire che avevo un appuntamento?"
"boh! forse per la tonalità di voce con cui hai detto: vado a fare un giro, o forse perchè l'hai detto a mezza porta, di fretta"
"avevo capito che avevi capito"
"allora siamo in due, ad aver capito."
"ma non è per merito di quell'appuntamento che non sono più depressa"
"... e per cosa, allora, ?"
"non c'è un motivo .... " una controllata al libro in faccia, e poi riattacca:
"aveva ragione quel filosofo ..."
"quale?"
"quello che diceva che non bisogna temere di andare sempre più giù, perchè quando arrivi al massimo del giù non puoi far altro che risalire. E quando torni su devi stare attento, perchè arrivi a un punto di massima euforia oltre il quale non puoi salire ancora, e ti tocca per forza di cose ridiscendere"
Mentre mi spiega la teoria filosofica di non ricordo chi, Daphne va su e giù con la mano, prima a picco, poi a vetta, come se disegnasse un ottovolante.
Quell'ottovolante della vita che quest'anno le ha rifilato una brutta discesa a sorpresa. Spero sia l'ultima, così ripida e così infida.
Ma è grande, la mia Piccola.

Più grande di un minuetto, che le dedico dato che le piace così tanto da farmelo sentire almeno dieci volte al giorno.