Visualizzazione post con etichetta cazzeggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cazzeggio. Mostra tutti i post

mercoledì 12 giugno 2013

sono allergica ai test


Sono prevenuta nei riguardi dei test. 

Che siano test di personalità, d'intelligenza, di stupidità, di cazzeggio, prove di iniziazione ...

sabato 9 febbraio 2013

So' soddisfazioni!

La mia automobile ha quattro angoli, ma di occhi il Buon Dio me ne ha dati solo due, perciò qualche particolare mi scappa sempre, specie quando posteggio in retro.

lunedì 11 giugno 2012

panificio a lavorazione meridionale




... E allora visto che era chiara di pelle ho pensato questa non è di qui e  ho buttato là: sei italiana?
se si voltava ci avevo azzeccato,  e infatti si è voltata ma indovinate cos'era?
.......

Era una testimone di genova!

Di geova, corregge la panettiera


... E comunque non era neanche di Genova ma indovinate di dov'era

....

Di Savona!

domenica 4 marzo 2012

l'odore perfetto dell'alcool rosa

Che noia!  - e uno
Che noia!  - e due
Che noia!  - e tre
(E' sufficientemente chiaro?)

martedì 14 dicembre 2010

Top ten things I can not stand


LE DIECI COSE CHE NON SOPPORTO

1. BERLUSKIF, of course. Non è una cosa? Davvero? Peggio per lui!
2. Il dentifricio secco a causa del tappo non riavvitato
3. La camera dei miei figli
4. Gli autisti che ti stanno attaccati al culo
5. I gatti
6. Mio marito quando siede da parte a me che guido
7. Mettere le catene quando nevica forte, per arrivare sulla statale
8. Lo stesso marito, quando guida, perchè a due metri da casa gli si attiva in automatico la calamita attira-trattore, attira P, attira- quello appena uscito dall'osteria, attira indeciso sprovvisto di tom tom, attira "tabacconi" di ogni genere.
9. Togliere le catene quando arrivo sulla statale
10. I cacciatori che sparano a due metri dalla mia casetta
11. … Se poi sparano al buio pesto dell’alba, sono proprio ignoranti. Non lo sanno, che è vietato?
12. Le colleghe ferme al timbro a fare la radiografia a quelle che timbrano dopo
di loro: devono inventariare come sei vestita …
13 … Pettinata…
14 … Le scarpe ..
15 … La borsa ...
16. Sedici? Come è possibile? Ne ho altre centosedici!

sabato 11 dicembre 2010

lo strizzacellulare

Lo psichiatra capelli a spazzola seduto davanti a me ha controllato il cellulare ogni 15 minuti, durante il convegno durato 4 ore e mezzo, manifestando un comportamento di tipo ossessivo compulsivo, in un probabile quadro di sindrome da dipendenza palmare.
Dovrà andare a farsi vedere da un bravo collega.
Non c'è niente di strano: forse che il nostro medico di base non può beccarsi l'influenza? E se il nostro cardiologo non è automaticamente esentato dalla possibilità di morire per infarto, di sicuro la nostra ginecologa ha già partorito enne volte, essendo di C.L.
Anche il nostro confessore non è certo un santo. (ma questo che c'entra?)
Dicono che i medici siano dei pessimi pazienti, tra l'altro. Forse perchè si illudono di non beccarsi l'influenza e di essere immortali.
La Conoscenza non serve a niente se non è accompagnata dalla consapevolezza. Viaggiano in coppia.
Chissà se capelli a spazzola è consapevole del suo disturbo.

mercoledì 8 dicembre 2010

Top ten glory days

Qualche giorno fa, qui , ho letto questo simpatico post:

Senza pensarci troppo: - i quindici autori che ti hanno lasciato un segno- i quindici libri
- i quindici film
- i quindici blog
variante
- le quindici cose che non sopporti
andiamo oltre
- i quindici (o quattro o trentatré) amori
- le quindici persone più significative, escludendo i parenti
andiamo sul difficile, ora
- i quindici giorni della tua vita da ricordare

Bella Storia! E' da quando ho riletto Alta fedeltà -agosto- che ho voglia di fare degli elenchi di top five, come facevano Rob e soci mentre "lavoravano" nel negozio di dischi. Ora c'è addirittura chi triplica il five facendolo diventare un fifteen.
Quindici è troppo, però. Più una lista si allunga, più perde sapore, come un brodo slavato. Ad esempio, se trovassi il mio nome nella lista dei quindici -o trentatre - amori di un uomo, mi sentirei lusingata come un cimelio sul comò, da spolverare, come uno dei quindici volumi della vetusta enciclopedia, da sfogliare, come uno dei trentatre trentini che entravano a Trento, da trotterellare.
Facciamo dieci e non se ne parli più. Per masochismo voglio partire dal difficile, i dieci giorni da ricordare:


TOP TEN GLORY DAYS

...... E mi sono subito incasinata! Perchè ho scritto senza pensarci troppo -come richiesto-, ma quando ho riletto c'era qualcosa che non quadrava, ci ho pensato su -come non richiesto- e ho cancellato tutto.
Perchè mi sono accorta che non è la giornata, a rimanerti in memoria, ma il momento, l'attimo fuggente, il carpe diem di Robin Williams- siana memoria.
Così ho modificato il top ten glory days in top ten carpe diem, e ho messo giù la mia lista:

*l'istante in cui sono venuta al mondo, di cui non conservo memoria soggettiva ma che non posso dimenticare, se non altro per il fatto che il mio ostetrico me ne ripete la cronaca ogni treperdue.

* i pochi attimi necessari affinchè il mio triciclo faccia una curva, davanti a quella casa in fondo alla via, per tornare verso casa mia.

* il momento in cui appesi il mio cappottino sullo stesso attaccapanni di quella bambina, perchè avevo deciso che sarebbe stata la mia amica del cuore, e lo fu.

* quando proprio lei mi regalò il mio primo diario, un orribile quaderno di velluto blu, con tre bottoni marroni -sempre di velluto, sempre orribili- applicati sulla copertina.

* ogni istante in cui ho sentito che il mio cuore era in stato di allerta per un incipit di innamoramento.

* quando sono entrata in chiesa al braccio del mio papi, che è inciampato nel tappeto.

* quel momento di felicità mista a incredulità - un momento fuori classifica, over the top- in cui, immersa nell'acqua della vasca da bagno, guardando la mia pancia piatta, mi sembrò impossibile che in quell'esiguo spazio potesse crescere un bambino.

* ogni volta che un figlio si è addormentato sul mio seno con le labbra bagnate di latte, ogni volta che ha cercato conforto tra le mie braccia, ogni volta che mi ha scritto un biglietto sgrammaticato ti volio bene.

Non so quanti siano, chissefrega, scrivendo mi è venuto di nuovo il dubbio che non abbia senso nemmeno questo top ten, come non aveva senso l'altro, perchè, a pensarci bene, se si dovesse fare un elenco documentato si rischia seriamente che i momenti da dimenticare superino quelli da ricordare. E in fin dei conti nemmeno fare un sunto di attivo- passivo della propria vita ha senso. Si prende ciò che c'è, nel bene e nel male. Mi sto incasinando un'altra volta?
Mi sa che non dovevo partire dal difficile, sarebbe stato meglio scrivere l'elenco dei miei dieci cibi preferiti, ma ormai la fatica l'ho fatta e col cavolo che cancello un'altra volta.

sabato 2 ottobre 2010

dove cazzo spari?

Ore 8 e 20 di un sabato mattina di ordinaria follia. Esco di casa per mettere fuori il secchiello dell'umido e il sacchetto del secco.
BANG. BANG. BANG.
TIN, TIN,TIN,TIN, TIN.
Mi viene l'istinto scenografico di buttarmi a terra, per poi strisciare con la pancia fin sotto la carriola, con le mani sulla testa, ma non si vede un'anima, sulla strada, e nessuno applaudirebbe alla mia performance. La spagnoletta ha le finestre ancora chiuse e la probabile moglie di quel probabile fesso che sta sparando è ancora nel mondo dei sogni. E poi, che direbbe il mio ginocchio, al momento dell'impatto col cemento? Perciò sostituisco la performance con un "CAZZO!" di sorpresa, a volume alterato, apro il cancellino, deposito secchiello e sacchetto vicino agli altri, torno sui miei passi, rientro in cortile, mi affaccio verso il bosco e finisco di dire quello che avevo appena abbozzato, urlando al probabile fesso: " DOVE CAZZO SPARI?"

venerdì 3 settembre 2010

il timore del dopo, ovvero dei colloqui notturni

(Che magone ... è sufficiente una settimana di ripresa lavorativa per far sembrare le ferie appena trascorse un vago ricordo del lontano passato)
STRANE ABITUDINI
Quando invecchi prendi le abitudini dei tuoi genitori. 
Me ne sono accorta stanotte, quando sono andata a fare pipì a luci spente e occhi chiusi. Mi sono ricordata di papà: a volte entravi in bagno, di notte, e te lo trovavi seduto sul water che dormiva.
No, che dico, il water non dormiva, era il padre tuo che trovavi seduto a dormire sul water.
Ce ne è voluta, per convincere il tuo corpo ad alzarsi, ma alla fine ce l'hai fatta. Non è la pigrizia che ti contrasta, ma il timore del dopo: non si sa mai cosa viene, dopo la tappa fisiologica. Una delle cose peggiori che ti possono succedere, ad esempio, è di non riuscire più a ritornare tra le braccia di Orfeo. Ma quale Orfeo? Se Orfeo non è mio marito, allora quello era Morfeo, come giustamente mi corregge un gentile commentatore.
E la strategia per tornare ad abbracciare MORFEO è appunto continuare a dormire mentre vai e vieni dal bagno.

.........................
"Che ore sono?"
"Non lo so, spero sia presto perchè non riesco a tenere aperti gli occhi... beep... le quattro e tredici..."
"Non ti ho neanche sentita venire a letto. Che ore erano?"
"Presto , le undici"
.......
"Non è che devi andare a fare pipì?"
"No, perchè?"
"Perchè così guarderesti se è arrivata Donna abbronzata. Non l'ho sentita rientrare"
"E perchè non hai guardato tu?"
"Perchè mi è venuto in mente adesso"
"Tornando dal bagno hai visto una strana lucina rossa lampeggiante? Vorrebbe dire che è rientrata, ha messo l'allarme ed è andata a letto"
"Non ho visto niente" (e come avrei potuto?)
"..."
"Però è strano, che abbia sentito andare a letto ginocchio e non lei"
"Ma sì che è rientrata. L'ho sentita io. E' a letto. DORMI!"
.....
Mi ritiro nel mio cantuccino. Non spiaccico parola. Non mi muovo. Passano dieci secondi..
"OK, ho capito. Vado a fare pipì."

sabato 28 agosto 2010

donna con cane

Lungo l'alzaia, a camminare, con G. , di sabato pomeriggio.
Incrociamo una donna con cane, che avanza a strappi in perfetto stile "non sono io che porto a spasso il cane, ma il contrario" .
"Ciao"
"Ciao"
"Chi è quella?" chiedo, cercando nel frattempo di perlustrare qualche polveroso corridoio della mia scarsa memoria fotogenica in cerca di un file senza nome
"So chi è ma non so chi è"
"...."
"Quella che abita a C."
Collego il file che stavo recuperando a questa informazione: i due dati coincidono.
"Quella che va in giro con quel macchinone?"
"Sì, quella"
"Ma mi è sempre sembrata più alta!"
"Perchè l'hai sempre vista coi tacchi "
"Ma anche i capelli mi sono sempre sembrati più alti!"
"Avrà cambiato parrucchiere"
"Ma mi è sempre sembrata più bella .. oddio forse bella no, ma un tipo sì, un tipo stile mangiauomini"
"...."
Ecco la fregatura delle donne che non escono di casa se prima non hanno raggiunto il limite massimo della strafighitudine: il giorno in cui fanno uno strappo alla regola, non le riconosci ....
... ti viene il dubbio che non sono poi quelle gran dive che credevi ...
.. anzi più ci pensi più trovi delle similitudini tra loro e il cane che le porta a spasso (forse il colore dei capelli?)

dipinto di Fernando Botero, donna con cane