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| anatra da web |
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venerdì 5 settembre 2014
mercoledì 17 luglio 2013
dialogo tra uno scricciolo e la sua baby sitter
sabato 13 luglio 2013
domenica 7 luglio 2013
cave panzonem
domenica 16 giugno 2013
gentilezza vò cercando -chè sì cara-
Hai voluto la bici? Pedala! Ti dicono
quelli dalla battuta facile, appena ti vedono in tenuta bike.
giovedì 21 marzo 2013
giovedì 24 gennaio 2013
Severino, mio Severino!
domenica 18 novembre 2012
domenica 4 dicembre 2011
Quando ti svegli nel bel mezzo
domenica 26 giugno 2011
leggere Stendhal su trenord
Formigoni mi ha regalato un biglietto omaggio TRENORD per due persone.
Alla stazione di Milano Centrale il treno per Ventimiglia delle ore 11.10 ci aspetta sul binario 18.
Alla stazione di Milano Centrale il treno per Ventimiglia delle ore 11.10 ci aspetta sul binario 18.
venerdì 17 giugno 2011
lessico familiare
Porco cazzo! Ti stavo chiedendo se entravi o uscivi! gli rispondo con la testa fuori dal finestrino.
Ma si può sapere che cazzo ciai nella testa? mi insulta g. uscendo di casa con la stessa furia di un toro alla corrida.
cazz'è sto casino? si informa Daphne, affacciandosi alla finestra sul cortile.
c'è che sono mesi che vi dico di spostare di lì quelle cazzo di biciclette, e sono ancora lì, mi giustifico io
la mia bici deve rimanere lì, contrattacca g., e comunque che cazzo di maniera è di posteggiare la yaris? siete solo tu e tua figlia a metterla così storta!
sta a vedere che adesso è colpa mia! e checcazzo!! s'offende la fanciulla alla finestra
l'importante è che nessuno si sia fatto male! conclude mia cognata.
sabato 28 maggio 2011
fare la revisione
Per fortuna ho perso la tessera elettorale: altrimenti non mi sarei accorta che il giorno dopo mi scadeva la patente. La dottoressa, uscita dal set pierino e l'infermiera, mi chiede se mi drogo, se bevo, se ho crisi epilettiche; si metta gli occhiali, copra l'occhio destro, cosa vede, a kappa ti effe emme, bene, ora copra il sinistro.
giovedì 5 maggio 2011
mercoledì 20 aprile 2011
pronto buongiorno è la sveglia
Pronto buongiorno è la sveglia ... ma di muoversi manca la voglia ... che bello l'incipit di questa vecchia canzone dei Pooh! Dovrei metterla come suoneria rompisonno.
Nel caffelatte c'è un caffè troppo forte, ma me lo tengo per me se no mio marito dice che non mi va mai bene niente.
Faccio da taxi direzione-stazione a figlio e marito diretti rispettivamente verso la grande e la piccola metropoli.
Zitti, stanno parlando di Vittorio.
Prima di partire per il mio travaglio usato (anche Leopardi non scherzava, era anche meglio dei Pooh) mi porto avanti per il pranzo e la cena: tolgo dal congelatore due panetti di pasta di pane, un vasetto di pesto fatto con le mie manine col basilico coltivato dalle mie manine, un pacchetto di spinaci cresciuti in serra da non so chi e confezionati da Orogel.
Hanno scoperto chi è l'ignorante che ha scritto bianco su rosso che i magistrati sono dei terroristi. E' un candidato alle amministrative di Milano: sarà eletto di sicuro, perchè di questi tempi l'ignoranza va forte.
Faccio cuocere gli spinaci e memorizzo di fermarmi a comprare la ricotta per la torta salata.
Mi cambio, perchè ho scorto una macchia sui pantaloni, li insapono strofino la macchia sciacquo e stendo.
Decido si sostituire il twin set di lana con una camicia a maniche lunghe, ci infilo sopra il maglioncino a maniche corte, lo specchio mi dice che è un abbinamento quanto mai originale, quasi un azzardo ... CAMBIATI. Non trovo i pantaloni neri a sigaretta, ma forse è meglio così perchè dovrei metterli senza calze, e ho già una raffreddatura coi fiocchi.
Al posto di quelli a sigaretta trovo quelli neri di velluto, che stanno bene con gli stivali ma mi fa caldo solo il pensiero: opto per le scarpe marroni, ma così si vedono le calze a rigoni orizzontali! Cerco un paio di gambaletti neri ma mi accorgo che il destro è liso, un rammendo al volo forse ci sta ... se solo riuscissi a infilare l'ago ...UHHHHH!Sono diventata ANCHE presbite!
Al termine della vestizione c'è il letto non solo ancora sfatto, ma pieno di vestiti rifiutati dalla prova specchio e ammucchiati alla rinfusa.
Passo il filo interdentale, sputo sangue, sciacquo il lavabo, faccio un colluttorio, sputo il colluttorio, metto gli spazzolini da denti a testa in giù in quello che avanza, perchè odio lo spreco.
Torno in camera a riordinare il rinfuso e faccio il letto, perchè non mi piace uscire di casa col letto sfatto. (Se morissi per strada?)
Avrò spento gli spinaci?
Apparecchio per il pranzo, preparo sul fornello la pentola per gli spaghetti. Anzi, per le trofie, perchè li ho scovati scaduti, e odio lo ....
Oltre alla ricotta comprerò dell'insalata.
Segno su un' agenda il numero di telefono dell'otorino, (ma perchè proprio adesso, che non è il momento?) e questo atto inutile mi fa partire tre muniti dopo le 8.30. Errore madornale.
Sulla strada tutta a curve trovo davanti un trattore che mi mette il cuore in pace. Timbrerò rosso, è matematico.
Oggi c'è la messa di Pasqua, quindi non devo portare i miei quattro allievi a tirocinio, ma la celebrazione non dura tre ore, quindi le due ore restanti faremo matematica, e li avevo già avvisati, ma uno non ha portato il quaderno perchè l'altro non glielo ha detto. Rimprovero l'altro, che mi dà una giustificazione talmente assurda che manco me la ricordo più.
Prima di andare in chiesa passiamo in direzione a prendere l'ulivo, dico ai miei quattro prendete un ramo anche per me, ma uno è sordo forte, uno è meno sordo ma sempre sordo è, il terzo se ne frega e il quarto è innamorato perso. In chiesa, il prete dice di sventolare i rami e il meno sordo mi chiede perchè non ho l'ulivo.
Nelle due ore di matematica che seguono dico ai due sordi -che sono della stessa classe- di finire i compiti di matematica insieme, ma preferiscono fare gli esercizi sui numeri relativi ognuno per conto proprio.
Uscita da scuola riesco a trovare un parrucchiere che fa orario continuato e mi infilo nell'unico buco che è rimasto, sperando non mi chieda quando ho fatto l'ultimo taglio (i parrucchieri come i confessori!).
Sulla strada di casa mi fermo a fare la spesa, mentre peso le zucchine mi telefona mia figlia, dove sei finita, è sull'incazzato perchè non l'ho avvisata ed era preoccupata, ma secondo me semplicemente non ha nessuna voglia di preparare il pranzo. Quando arrivo a casa, mi chiede ma da che parrucchiere sei andata, girati, perchè te li ha gonfiati, fanno cagare. A me sembrava di stare bene, ma forse era lo specchio del negozio. Daphne si lamenta di avere l'orecchio tappato e gli svarioni, ma piuttosto che mettersi ai formnelli va a prendere il fratello alla stazione.
Preparo trofie al pesto, zucchine insalata e crescenza. Mentre finalmente siamo a tavola dice di essere innamorata del vecchietto che sabato all'uni ha condotto il laboratorio di musica (il vecchietto ha la mia età, vero?) mentre mio figlio ci chiede avete sentito che hanno arrestato quel pedofilo che erano anni che sospettavamo che lo fosse?
(Chi, quello che aveva organizzato un capodanno per voi ragazzi e tu e volevi fermarti a dormire e io invece ero venuta a prenderti?)
Dopo pranzo decido di portarmi avanti con la cena, così non ci penso più.
Vorrei ascoltare la radio o un CD, ma mia figlia sta scrivendo una relazione del laboratorio da spedire via mail al vecchietto. Mi chiede come posso dire questo come posso dire quello. L'impasto è troppo abbondante per la torta, perchè insieme agli spinaci ho tritato le zucchine avanzate a pranzo (perchè odio ... ) quindi preparo anche delle polpette verdi aggiungendo pangrattato all'impasto della torta salata.
Uno dei due panetti di pasta di pane risulta troppo largo per la teglia, ne taglio un lembo e diventa una pizzetta. Quando lavo i piatti e riordino la cucina, sono le 16.30. Pulendo il frigorifero, mi accorgo di aver comprato le zucchine non ricordandomi che ne avevo già a iosa ... decido di fare una grande padellata di zucchine trifolate al pomodoro, perchè ....
giovedì 7 aprile 2011
i like, i don't like
Mi piacciono i sentimenti grezzi, ripuliti da ogni orpello. Mi piace la prosa chiara, la poesia breve, le parole antiche, la musica leggera, il minestrone del Claudio, il sugo di mia mamma, il cioccolato, i film di Woody Allen, la montagna. Mi piace ridere fino a farmi venire le lacrime agli occhi e piangere fino a ridere di me. Mi piace osservare i gesti dei bambini, ammirare la serietà e la concentrazione che ci mettono nel gioco, ascoltare la loro logica disarmante, percepire l'istintiva e giusta diffidenza verso l'estraneo. Mi piace vedere mio padre che lavora nell'orto, sentire mia madre dire che non ha paura della morte, accorgermi che sono invecchiati ma non appassiti. Mi piace leggere l'incipit di un libro e da quello provare a indovinare se mi potrà piacere. Mi piace tenerlo un pò tra le mani dopo averlo finito.
domenica 30 gennaio 2011
il mio nipote baskettaro
"Ehi, che succede qui, vi state abbuffando senza di me?"
"Aff...guff... offf... "
Ce ne sono ben tre, sul tavolo dei nonni. Una ciambella dorata, una torta al cioccolato e infine quella alla frutta secca, la preferita del nonno, che mostra orgoglio per essere colui che ha rimescolato tutti gli impasti, dato che la nonna non ce la faceva.
"Scommetto che state festeggiando il tuo compleanno in anticipo, perchè domenica hai la partita"
"Aff...guff... offf.. Indovinato!"
Gli smacco un bacione sulla guancia ruminante."Undici o dodici?"
"Tredici, zia!"
Miseria! Sono rimasta un pò indietro. Poi si alza, e vedo che è alto quasi come me.
mercoledì 23 giugno 2010
L'estate è arrivata di corsa
Ma... si sa, tradizione familiare esige che in questa casa, appena la mamma s'addormenta, qualcuno provveda a svegliarla. Dafne mi saluta, dove va tutta in tiro, di notte? Ma quale notte, sono solo le 21.30. Ora ricordo, sono sveglia, va a un primo appuntamento. Con un tipo col quale, finora, ha scambiato più passi di samba che parole. Che ha chiesto il suo numero al suo maestro di ballo. Che stasera l'ha chiamata. A cena Dafne mi ha chiesto di cosa si parla, a un primo appuntamento. (E-che-ne-so-io?) Rispondo la prima scemenza che mi viene in mente: "Non è obbligatorio parlare, si può anche stare zitti" "Sì, così faccio la figura della cretina" "Allora chiedigli se lavora, che lavoro fa, quanto guadagna. Prima, però, ricordati di chiedergli se ha la morosa " "Mamma! Ti pare che mi chiedeva di uscire, se non era single?"
Ginocchio esprime disapprovazione da tutti i pori. Fino a ieri perchè correva voce che il tipo avesse 29 anni, e quindi era troppo grande per lei, e voi bravi genitori che non le dite niente, stasera invece si è scoperto che gli anni sono 25, però non gli va bene lo stesso, dice che secondo lui è "ricchione", perchè uno che frequenta una scuola di ballo è ricchione.
Dafne conclude la discussione dicendo che deve solo capire se gli è simpatico, stasera, perchè magari sembra un gran figo e poi scopre che le sta sulle palle.
venerdì 21 maggio 2010
Donna sull'orlo vorrebbe dormire
Marito e moglie sono a letto come in un classico finale di casa Vianello. Chiamiamo la moglie Donna Sull'Orlo e il marito Uomo In Procinto. Sull'orlo di cosa e in procinto di cosa, non si sa. Il mistero è il prezzo da pagare a ogni buon racconto, e questo vuole tentare di esserlo. Ma possiamo anche farla breve, svelare subito l’indovinello e levarci l’ambizione del buon racconto: la donna è sull'orlo del sonno e l'uomo in procinto di seguirla. Uomo In Procinto sta guardando un episodio di fox-crime o qualcosa di simile, cosa che sempre preoccupa Donna Sull'Orlo, la quale teme che qualche notte nel bel mezzo del sonno il marito si trasformi, in perfetta coscienza o in stato di sonnambulismo poco importa, in Uomo In Procinto Di Commettere Un Assassinio e lei si ritrovi senza neanche accorgersene nei panni della Donna Sull’Orlo Della Morte. Donna Sull'Orlo del sonno pensa a queste cose rassicuranti mentre appoggia la testa sul cuscino.
Nella camera attigua, il pianto di Donna Affacciata Al Futuro, modulato a un volume stabile da qualche ora, ha cambiato tono ed è diventato acuto come i suoi strilli. D’ora in poi per abbreviare chiameremo il marito UIP, la moglie DSO e la figlia DAF.
UIP abbassa il volume.
DSO "Alza subito quel volume, non metterti a origliare"
DAF ( voce fuori campo, alterata) “Vattene via!”
Segue pianto a dirotto, inequivocabilmente targato DAF
UIP “Ma non senti che casino sta succedendo, di là? Non è il caso che interveniamo?”
DSO “Direi proprio di no. Un moroso o ex moroso non aggredisce la morosa o ex morosa che sia in casa sua, in presenza di padre e fratello corpulenti”
DAF …. “Hai capito di andartene!!!!”
UIP “Adesso vado là lo prendo per la collottola e lo caccio fuori”
DSO “Non ti immischiare, alza quel volume e guardati il tuo film”
UIP “Sì, ma se non la pianta…”
DSO “Piantala tu”
Dopo un po’, Uomo Giovane In Procinto Di Andarsene se ne va. Lo capisco dal rombo della macchina truccata, inequivocabile come il pianto di DAF
UIP “Vai tu o vado io?”
DSO “Dove?”
UIP “Ma come dove? Da tua figlia, no?”
DSO “E se la lasciassimo in pace?”
UIP “Sei insensibile come quello che se ne è andato al bar”
DSO “E quando?”
UIP “Mentre tu dormivi, cara”
DSO “E cosa doveva fare? Il suo letto era in quella camera. Divertente immaginarsi che potesse entrare, scavalcare i cocci e andarsene a dormire con assoluta nonchalance, divertente da pensare ma difficile da fare, non credi?”
... DSO dormiva? Non se ne era accorta. Probabilmente sonnecchiava. Alle due di notte, sarà pur ammesso sonnecchiare, o no?
Alla fine il senso di colpa istillatole da UIP spedisce DSO dalla figlia. Donna affacciata al futuro è per il momento solo una Giovane Donna In Pianto, sdraiata sul divano della cucina a messaggiare. Gli occhi sembrano una mongolfiera. “Domani i bambini non riconosceranno la loro baby sitter” cerca di sdrammatizzare DSO
Nel tempo di preparazione di una camomilla DAF dice alla madre quelle poche cose che si possono dire a una madre sull’orlo della vecchiaia, poi la rimanda al suo posto perché sta arrivando il suo Amico Del Cuore, -si sente già un altro rombo d’auto, stavolta con motore a norma- l’unico inviato speciale accreditato a seguire ogni puntata della love story in via di rottamazione. Santo cielo! Ci mancava il consolatore! Di dormire non se ne parla, allora, per un altro po’. Prima di tornarsene a letto DSO dà un’ultima raccomandazione a DAF: “Non tirare per le lunghe, sennò domani, anzi oggi, anzi tra poche ore rischi di impastarti con la macchina”
"Sempre a gufare, mamma"
UIP chiede a DSO cosa ha detto a Giovane Donna In Pianto.
“Le ho detto che morto un papa ne fanno un altro”
UIP vorrebbe parlare. DSO non gli da retta, vorrebbe dormire. UIP si mette a imitare una vicina di casa di quando era piccolo, che quando era pronto da mangiare chiamava a gran voce il figlio: Useeeepppee!!! DSO minaccia di chiamare il 118. UIP chiede a DSO se ricorda quella scena del film di Troisi dove c'è la battuta “ricordati che devi morire” DSO gli dice che proprio oggi leggeva che chi non dorme a sufficienza muore prima.
Dopo mezz’ora l’amico di giovane donna in pianto se ne va. "Ha fatto in fretta a consolarti" urla UIP a DAF, sentendola andare in bagno, e naturalmente viene mandato bonariamente a cagare.
Potrà ora DSO abbandonare quello scomodissimo orlo e sprofondare nel burrone di un sonno senza sogni?
Nella camera attigua, il pianto di Donna Affacciata Al Futuro, modulato a un volume stabile da qualche ora, ha cambiato tono ed è diventato acuto come i suoi strilli. D’ora in poi per abbreviare chiameremo il marito UIP, la moglie DSO e la figlia DAF.
UIP abbassa il volume.
DSO "Alza subito quel volume, non metterti a origliare"
DAF ( voce fuori campo, alterata) “Vattene via!”
Segue pianto a dirotto, inequivocabilmente targato DAF
UIP “Ma non senti che casino sta succedendo, di là? Non è il caso che interveniamo?”
DSO “Direi proprio di no. Un moroso o ex moroso non aggredisce la morosa o ex morosa che sia in casa sua, in presenza di padre e fratello corpulenti”
DAF …. “Hai capito di andartene!!!!”
UIP “Adesso vado là lo prendo per la collottola e lo caccio fuori”
DSO “Non ti immischiare, alza quel volume e guardati il tuo film”
UIP “Sì, ma se non la pianta…”
DSO “Piantala tu”
Dopo un po’, Uomo Giovane In Procinto Di Andarsene se ne va. Lo capisco dal rombo della macchina truccata, inequivocabile come il pianto di DAF
UIP “Vai tu o vado io?”
DSO “Dove?”
UIP “Ma come dove? Da tua figlia, no?”
DSO “E se la lasciassimo in pace?”
UIP “Sei insensibile come quello che se ne è andato al bar”
DSO “E quando?”
UIP “Mentre tu dormivi, cara”
DSO “E cosa doveva fare? Il suo letto era in quella camera. Divertente immaginarsi che potesse entrare, scavalcare i cocci e andarsene a dormire con assoluta nonchalance, divertente da pensare ma difficile da fare, non credi?”
... DSO dormiva? Non se ne era accorta. Probabilmente sonnecchiava. Alle due di notte, sarà pur ammesso sonnecchiare, o no?
Alla fine il senso di colpa istillatole da UIP spedisce DSO dalla figlia. Donna affacciata al futuro è per il momento solo una Giovane Donna In Pianto, sdraiata sul divano della cucina a messaggiare. Gli occhi sembrano una mongolfiera. “Domani i bambini non riconosceranno la loro baby sitter” cerca di sdrammatizzare DSO
Nel tempo di preparazione di una camomilla DAF dice alla madre quelle poche cose che si possono dire a una madre sull’orlo della vecchiaia, poi la rimanda al suo posto perché sta arrivando il suo Amico Del Cuore, -si sente già un altro rombo d’auto, stavolta con motore a norma- l’unico inviato speciale accreditato a seguire ogni puntata della love story in via di rottamazione. Santo cielo! Ci mancava il consolatore! Di dormire non se ne parla, allora, per un altro po’. Prima di tornarsene a letto DSO dà un’ultima raccomandazione a DAF: “Non tirare per le lunghe, sennò domani, anzi oggi, anzi tra poche ore rischi di impastarti con la macchina”
"Sempre a gufare, mamma"
UIP chiede a DSO cosa ha detto a Giovane Donna In Pianto.
“Le ho detto che morto un papa ne fanno un altro”
UIP vorrebbe parlare. DSO non gli da retta, vorrebbe dormire. UIP si mette a imitare una vicina di casa di quando era piccolo, che quando era pronto da mangiare chiamava a gran voce il figlio: Useeeepppee!!! DSO minaccia di chiamare il 118. UIP chiede a DSO se ricorda quella scena del film di Troisi dove c'è la battuta “ricordati che devi morire” DSO gli dice che proprio oggi leggeva che chi non dorme a sufficienza muore prima.
Dopo mezz’ora l’amico di giovane donna in pianto se ne va. "Ha fatto in fretta a consolarti" urla UIP a DAF, sentendola andare in bagno, e naturalmente viene mandato bonariamente a cagare.
Potrà ora DSO abbandonare quello scomodissimo orlo e sprofondare nel burrone di un sonno senza sogni?
mercoledì 19 maggio 2010
la strizza parla
Ore 14.00. Corso di aggiornamento. La strizza parla, parla, ma ha una voce troppo bassa, poco coinvolgente. A sua difesa c'è da dire che per risvegliarmi da questo torpore postprandiale non so se basterebbe l'urlo di tarzan. Per fortuna ho trovato posto in terza fila e ogni tanto posso chiudere gli occhi. La collega alla mia destra, che conosce i miei punti deboli, mi chiede cosa deve fare DI PRECISO nel caso mi veda ciondolare, ricevendo il lasciapassare per una gomitata.
Sono così intenta a cercare di trovare dei pensieri che mi tengano sveglia che non penso a quello che sta dicendo strizza. Il problema è che gli occhi si chiudono proprio quando mi concentro su quello che sta dicendo. Che guaio!
Il tema del corso mi interesserebbe anche, ma il corpo non sempre obbedisce alla testa: lei gli dice di tenere gli occhi aperti, e lui li chiude. Il collega alla mia sinistra mi sussurra qualcosa, non capisco un'acca, ma gli guardo la spalla: ampia e invitante. Che bel punto d'appoggio sarebbe, datemi un punto d'appoggio che ci appoggio questa testa così pesante, per un momento ... solo un momentino... come faccio al cinema con g.... ma lui non è g. e non siamo in un cinema... mica mi pagano per andare al cinema... Ci vorrebbe una bella colonna sonora, al posto delle parole... mamma mia che sonno, questo power point.
Arriva la super-gomitata. AHIA. Dove sono? Al cinema? sì, no, quale cinema, sono in aula 6, ed è ancora la strizza, che parla di un caso clinico: allora, per farla breve e dirla con parole mie, c'è sta mamma che lascia entrare suo figlio in bagno e non chiude la porta e permette l'accesso al lettone e adesso 'sto tizio che ha 12 anni soffre di masturbazione compulsiva. BUM! Mi sveglio all'istante. Secondo me questo "causa-effetto" è una sua libera interpretazione. Pura Roba Da Strizza. Cerco di preparare il mio intervento: scusi, dottoressa, ma non sono d'accordo. Chi le dice che il problemino del bambino sia causato dal comportamento della mamma? Nella mia casa paterna neanche c'era la chiave del bagno, mio papà faceva la pipì in giardino, quando ho avuto una mia casa ho continuato a non chiuderla, non ho mai ostentato il mio corpo fresco di doccia davanti ai miei figli ma nemmeno nascosto, mi sono comportata come mi veniva naturale, donna affacciata al futuro approdava nel lettone ogni santa notte, ieri stavo lavando i denti e ginocchio in pappa è entrato a far pipì e gli ho detto ma cacchio non potevi aspettare un attimo e lui mi ha detto me la stavo facendo addosso, eppure donna e ginocchio non hanno sviluppato perversioni sessuali, che io sappia... oppure, dottoressa, che dice, devo cominciare a preoccuparmi? Portarli dallo strizza a scopo preventivo?
Però non dico niente. Non chiedo niente. Ho imparato per esperienza che se chiedi qualcosa poi lo/la strizza ti rimanda a quello che lui/lei ha detto nella prima mezz'ora, e se ti chiede cosa ne pensi della premessa, tu che gli rispondi? Che il corpo non rispondeva alla testa?
Comunque, durante la pausa caffè sono uscita a prendere una boccata d'aria, mi sono sdraiata su una panchina, ho chiuso gli occhi al sole, la mia testa ha detto: adesso puoi dormire fino alle 4 e un quarto, e il corpo non ha obbedito.
Avrei potuto chiedere questo, alla strizza, nella seconda parte: perchè, dottoressa, a volte il corpo non obbedisce alla testa?
domenica 9 maggio 2010
barca a fondo
Quando hai troppe cose a cui pensare il cervello va in pappa, quando hai troppe cose da fare l'inerzia ti assale, quando hai troppe mail a cui rispondere non rispondi a nessuno, quando hai troppe cose da scrivere non scrivi niente.
Non mi decido su cosa scrivere: potrei continuare la saga di papi all'ospedale, raccontando dell'ultimo controllo, ma non ho voglia di rileggere gli appunti scritti sulla busta dell'azienda ospedaliera.
Potrei raccontare della burrascosa nottata di venerdì, dove a casa mia nessuno ha preso sonno fino alle tre causa casini amorosi della Donna Affacciata Al Futuro, ma non vorrei violarne la privacy.
Potrei scrivere che sabato, cioè il mattino seguente alla nottata incriminata, il proposito di dormicchiare mentre qualcuno mi lava la testa e rilassarmi affidando poi la stessa testa- bagnata- in mano alla parrucchiera, si rivela pura illusione: in seguito a una mia innocente richiesta (-e se facessi la riga da parte?-) la titolare del negozio quasi mi aggredisce, con le forbici in una mano e un rasoio nell'altra: deve aver avuto una nottata peggiore della mia.
Potrei scrivere della lentezza impotente del pomeriggio, trascorso a un terribile rinfresco post battesimo, ma il picchiare la noia sui tasti non mi restituirebbe le mie otto, dico otto - ripeto - ribadisco - sottolineo - otto ore, ore che avrei volentieri barattato con la stessa quantità di ... vediamo un pò... 8 ore di lavoro fisico al limite del massacrante, 8 ore di badantaggio suoceri, perfino 8 ore di fabbrica puzzolente ... forse. (Su quest'ultimo scambio, in realtà, sono un pò indecisa).
Potrei postare la mia corsetta di stamattina on the river mentre penso alla sacrosanta omelia di Don Giorgio, terminata con le mizuno infradiciate. (la corsetta, non l'omelia)
Sono in stato di stasi blogghistica. Qualcuno mi tolga da quest'impasse. Anche solo scegliendo per me.
P.S. Nella foto, fresca di stamane, fatta da gi su ordine di esse, barca affondata nella piena del fiume. (Non ho capito perchè lei è affondata e le sue vicine no)
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