mercoledì 26 giugno 2013

il piccolo codirosso e il malefico gattaccio

Il mio vicino di casa è intelligente.

Non parlo del nonno, da me chiamato "il terrones".
Nemmeno del padre, dai miei figli soprannominato "gianfesso".
Parlo del piccolo ma sveglissimo Arthur, 5 anni, appassionato di natura da quando ha cominciato a parlare, e quindi amico di G.
A volte si informa se è già arrivato dal lavoro e si mette ad aspettarlo in fondo alla via, perchè gli deve chiedere qualcosa su un uccello, parlargli di un animale, di un documentario che ha visto in tivù, o mostrargli un insetto che ha catturato e chiuso nel vasetto della marmellata. 
A volte G. lo porta in fattoria a comprare il latte, al museo del parco, o nelle cascine a contare i nidi di rondine; gli ha regalato dei libri sugli uccelli e  un baby-binocolo.
Il piccolo Arthur è regolarmente combattuto tra l'affetto e l'esempio del padre cacciatore e l'amicizia con G.
I loro dialoghi seguono un rigido protocollo:
"sai che mio nonno mi ha regalato i pappagalli?" 
"ah sì? e a te piacerebbe se ti mettessero in gabbia?"
"sai che mio papà è andato a sparare ai fringuelli?"
"dì a tuo papà che se lo becco gli faccio la multa"
"sai che da grande compro un fucile come quello di mio papà?"
"bravo! E poi con quello spareresti agli uccellini?"
 Una volta, messo alle strette, lo sentii chiudere la discussione  con una motivazione inattaccabile "ma io ci tengo a mio papà!"
(ci tengo nel senso di tifo per)
 Poco fa ha suonato alla porta, stringendo tra le mani  una scatola delle scarpe. La apre, c'è un batuffolo scuro rannicchiato in un angolo.
Mentre cenava ha sentito la stufa fare tin tin: era quest' uccellino che picchiettava sul vetro col becco. 
-E' un codirosso,- dice g, -ma ti ricordi cosa t'ho detto l'altro giorno a proposito dello scricciolo che hai trovato nella fessura del muro? Non bisogna mai prendere i piccoli degli  uccelli, è meglio  lasciarli dove li trovi, così la mamma li va a recuperare- 
Usciamo in cortile con la scatola. -Ma così scappa!- protesta Arthur. 
-Se invece lo tieni chiuso in questa scatola o lo metti in gabbia muore- ribatte G.
La mamma di  Arthur nonchè nuora del terrones nonchè moglie del gianfesso sta di vedetta sul balcone; discutiamo tutti insieme su quale possa essere la postazione adatta dove appoggiare il batuffolo nell'attesa che  mamma codirosso si accorga che  un figlio manca all'appello e accorra in suo aiuto.
Scartato il balcone per la presenza di felini, optiamo per il davanzale della camera di Arthur.
G. però dice che secondo lui il codirossino è già in grado di volare e si può provare a liberarlo. 
Lo prende in mano, lo lancia nell'aria e infatti l'uccellino s'invola, fermandosi però quasi subito sul tetto della tettoia di Isolina, come disorientato.
 Lancia qualche pigolìo. 
"Sta chiamando la mamma" faccio notare ad Arthur, un po' immusonito per la dipartita improvvisa e d'ufficio del suo tesoro.
G. scatta qualche foto, noi tre  restiamo ad osservare le sue capacità di volo con curiosità mista ad apprensione.
Il codirosso si lancia in un'altra breve volata, dirigendosi verso la finestra di cui parlavamo prima. Non si decide ad appoggiarsi, però! 
Ci gira un po' intorno come se non avesse la minima idea di cosa fare, fino a che d'improvviso si lancia in un volo raso terra, come una rondine che cattura un insetto prima del temporale, o più verosimilmente come un piccolo volatile che ha perso la trebisonda.
Il gattaccio bianco e nero, con uno scatto felino che ci coglie impreparati, gli è subito addosso:  prende in bocca quel po' di piume, ci guizza tra le gambe, s'infila tra le grate del parapetto e con un balzo atterra sul tetto della cantina, fiero del suo bottino. 
Arthur ci rimane malissimo, G. ancora di più.
Io e mamma vedetta lanciamo minacce di morte al malefico gattaccio.

46 commenti:

  1. Non mi sono mai piaciuti i gatti !!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. finalmente qualcuno che non ama i gatti!
      mi spuntano gattari da tutte le parti e ormai pensavo d'essere una mosca bianca!
      qua la mano socio!

      Elimina
    2. Aleeeeee
      ben trovata :-)
      aspetta che per stringerti la mano devo togliermi il guanto in pelliccia di gatto ;-)
      scherzo ovviamente, non li amo, ma non gli farei mai del male :-)

      Elimina
    3. il guanto di pelliccia di gatto! ahahahahah!!!
      io gli corro dietro quando fanno i loro comodi nelle mie aiuole, ma non li becco mai!

      Elimina
    4. Pensa che io in questi giorni devo vivere a casa dei miei e mi tocca convivere con il gatto più bugiardo di tutto il Piemonte (anche del sud della Svizzera)

      Elimina
    5. il gatto bugiardo mi mancava :)
      bè in effetti pinocchio si è preso tutta la fama ma di bugiardi ce ne erano molti altri, a cominciare dal gatto e dalla volpe!

      Elimina
    6. ti dico solo questo
      c'è una signora che va a dargli da mangiare tutte le sere alle 18:30
      Io di solito arrivo a casa verso le 19:30 e il gatto passa le due ore successive a miagolare in cerca di cibo
      Gli ho dato 5 € e gli ho detto di andare a prendersi quello che vuole, ma lui è un signore e vuole essere servito

      Elimina
    7. non ti è venuto il sospetto che la bugiarda sia la signora delle 18.30?

      Elimina
    8. Assolutamente no, è una cara nonnina di 70 anni, preoccupatissima del fatto di dover dar da mangiare agli animali durante l'assenza dei miei.
      L'altra mattina mi ha svegliato alle 7:00 perchè non trovava la ciotola in metallo del cane
      e soprattutto.... non miagola ;-)

      Elimina
    9. cara nonnina?
      mmmmm ... mmmm ....
      dove c'è una cara nonnina c'è sempre una gatta che ci cova, sappilo!

      Elimina
    10. Ma nooo
      è anche la mia ex quasi suocera
      e poi le ama i cani
      azzz
      vuoi dire che mi sta uccidendo il gatto?
      vabbè, tanto ha la sua bella età
      il gatto, non la nonnina :-)

      Elimina
    11. ce ne hai messo di tempo per arrivarci!
      lunga vita alla nonnina allora,
      però ora stai con le antenne diritte: se il gatto si mette a covare e alla nonnina spunta la coda di paglia, allora il caso è chiuso.

      Elimina
    12. vado subito a casa, mi travesto da cespuglio e sto a vedere se gli da da mangiare ;-)

      Elimina
    13. La nonnina effettivamente gli da mangiare, ma quando mi ha beccato che la spiavo mi ha picchiato col suo bastone da passeggio dandomi del maniaco :-(

      Elimina
    14. non dicevi che è la tua "quasi ex suocera"?
      allora doveva solo regolare dei conti in sospeso :)

      Elimina
    15. Ma sempre colpa mia????
      sarai mica parente della quasi ex suocera?????

      Elimina
    16. e chi ha detto che è colpa tua?
      io ho solo trovato una motivazione alle botte più plausibile di quella addotta da te!

      Elimina
    17. Vabbè, per fortuna che il bagno è quasi finito e da domani si torna a casina mia :-)

      Elimina
    18. casina mia casina mia per piccina che tu sia tu mi sembri una badia ...
      buon rientro!

      Elimina
  2. Mi fa specie che siete tutti specialisti di uccelli et similia. Ignorate però che un animale, in particolar modo un uccello madre, abbandoni immediatamente al suo amaro destino il piccolo laddove annusi odore di umani. Non lo vuole più, forse perché lo considera contaminato.
    Quindi toccandolo lo avevate già intrinsecamente condannato a morte.
    Il tanto odiato gattaccio bianco e nero è un meraviglioso felino, che fa il suo mestiere: acchiappa sorci e uccellini caduti dal nido e se li pappa, come natura pretende.
    Avresti dovuti intitolare il tuo post "non si può essere più fessi".
    Firmato: un terrones.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tu invece avresti dovuto firmarti: è arrivato il terrones sapiente maximo!

      -mamma uccello non abbandona il piccolo contaminato dall'odore umano, quello succede coi mammiferi, che io sappia;

      -e poi scusa, ma forse non hai letto bene quello che G. ha detto ad Arthur:
      "Non bisogna mai prendere i piccoli degli uccelli, è meglio lasciarli dove li trovi, così la mamma li va a recuperare-

      te capì?

      Elimina
    2. Ti sei gonfiata bene col tuo eroe dei Peanut's e adesso vieni a fare la voce grossa con me. OK!
      Mammiferi? Alcuni anni fa da un albero di un boschetto prospiciente casa nostra cadde un piccolo di falco. Alessandro telefonò ai pompieri che arrivarono felici e contenti con le loro scale. Presero il piccolo e lo rimisero dentro il nido. Mamma falco e papà falco osservavano la scena da un albero vicino. Appena via i pompieri si precipitarono al nido e rimasero a guardare il loro piccolo recuparato che stava di nuovo insieme ai due fratelli. Poi si gettarono su di lui ferocemente e lo uccisero a beccate. Non erano mammiferi.
      Un paio di anni fa un passerotto cadde dal nido nel nostro cortile. Cercava disperatamente do tornarci ma non aveva possibilità perché non volava ancora. Sua madre controllava la scena e gli stava da presso. Non ho ripetuto l'errore del piccolo falco, ho preso la rete del coppo e l'ho rimesso sul tetto del garage dove stava il nido. Era solo lui, non aveva fratelli. La madre lo ha abbandonato ed è volata via. L'ho ripreso, ma poi è morto dopo qualche giorno perché non mangiava più niente.
      Neanche mamma passera era un mammifero.
      Übrigens e non ultimo: io non sono il terrones sapiente maximo, ma una persona normale cui dà tremendo fastidio la parola "terrone". Tu mi dirai che non lo sono e io ti rispondo che lo sono certamente più di te, bella signora del Nord.

      Elimina
    3. Della serie: ognuno di noi è terrone rispetto a chi vive più a Nord? ahahahahahahahahahahah mi fate morire coi vostri battibecchi! ahahahahahahah

      Elimina
    4. "Non parlo del nonno, da me chiamato terrones". Silvia scripsit.
      Io ci ho inteso una sottile antipatia e un sottilissimo, malnascosto disprezzo e mi sono ribellato.
      Della serie contro le umane e disumane debolezze "siamo tutti terroni", cara Ornella e tu mi capisci.

      Elimina
    5. Molto ben detto Vincenzo. Più consono sarebbe se avesse firmato:
      TERRONES GIANFESSO
      Cristiana

      Elimina
    6. Sono stato tentato, ma il ruolo del padre mi interessava relativamente. Molto più quello del nonno, essendo nonno io stesso -che significa due volte padre a mio umile giudizio, oppure padre di chi è diventato padre- e poi quel terrones affibbiato al nonno vecchiotto e dimezzato mi dava fastidio.
      Lungi da me l'idea di offendere Silvia, cui voglio molto bene, ma bcchettarla sulle dita certamente. Grazie comunque del tuo appoggio, Cristiana, nome che è molto più bello di Cristina.

      Elimina
    7. Quando c'hai ragione, c'hai ragione, Vincenzo! E mi meraviglio che Silvia, donna intelligente, non si sia ancora liberata dall'uso di certi epiteti volutamente offensivi!

      Elimina
    8. "Io non sono colto come voi! Ma se pensate che portare un pullo in un nido o raccogliere un nidiaceo sia sufficente a imprintare una specie di volatili siete fuopri strada. (Eccezzioni esistono ovunque!)
      Che tristezza sentire certe affermazioni su discorsi così "teneri", io non ho dormito per 2 notti, per questo fatto, ho ancora impresso il visino terrorizzato e sconsolato di quel povero bambino!
      G.



      Elimina
    9. Cosa c'entra la cultura signor G.? Forse però parliamo due lingue differenti: cos'è un "pullo"? e cosa significa "imprintare"?
      Vado a indovinare: "se pensate che riportare un cucciolo di falco nel suo nido, o un passerotto quasi implume nel suo nido significhi condannarli a morte, siete fuori strada". OK? Ho capito bene?
      Allora caro signor G. io non penso niente, non sono un ornitologo né un esperto di fotografia di uccelli, ma ho una perfetta memoria. Due occasioni ho avute per vedere cosa capita a toccare un pullo o un nidiaceo: morte e abbandono equivalente a morte.
      Non ho parlato del bambino, io non c'ero e non l'ho visto negli occhi. Spiace che ci sia rimasto male a vedere pappato il suo uccellino. Ma io riesco anche a pensare ai tanti bambini che adesso in Siria vedono i loro padri e le loro madri ammazzati come bestie immonde. Questo mi dà un'infinita tristezza, questo sì.
      La commozione è un fatto personale. Commuoversi per un visino piangente va bene, ma non dormirci per due notti lo trovo un pochino esagerato.
      Con tutto il mio rispetto, signor G.

      Elimina
  3. Dura la legge di natura. Qui nel giardino i merli hanno l'occhio lungo sui felini. Vedevo prima la distanza di sicurezza che tenevano. Ma il pulcino del codirosso doveva ancora imparare.

    RispondiElimina

  4. Non gli è stato dato il tempo, porello.
    Porta i miei distinti saluti ai merli de Milan, Albè :)

    RispondiElimina
  5. Il rapporto con il cane ha conosciuto una seconda trasformazione (dopo quella urbana) che, a dispetto della diminuzione del ruolo zootecnico, ne ha accresciuto il ruolo sociale, ponendolo al centro di una rete di relazioni che si dipanano in tanti settori: dagli ambiti formativi per il bambino a quelli assistenziali per l’anziano, dagli effetti co-terapeutici della pet therapy alle valenze di sostegno nel disagio giovanile e nella tossicodipendenza, dal valore straordinario nel coadiuvare il lavoro della protezione civile al significato ordinario ma profondo che riveste per tante persone nell’alleviare solitudine e dare calore nell'intimità domestica e buonumore.
    http://www.siua.it/site/1941

    E' stupido il cane guida dei ciechi?

    E' stupido il cane che che cerca i superstiti tra le valanghe e le macerie?
    E' stupido il cane antidroga?

    I cani vengono utilizzati durante i combattimenti come veri e propri soldati. Inoltre, purtroppo, spesso e volentieri questi cani sono mandati alla ricerca di mine e possiamo ben immaginare cosa possa succedere quando per errore mettono una zampa sull’ordigno

    Ultimamente una recente scoperta ha persino rivelato che i cani possono essere d’aiuto anche per le persone che soffrono di narcolessia!
    http://www.dogmagazine.it/2013/01/cani-guida-per-narcolettici-unaltra-incredibile-dote-dei-nostri-amici-a-quattro-zampe/

    Se il tuo settore lavorativo è la scuola, ti consiglierei di correggere il tuo metodo d'insegnamento per quanto riguarda l'affetto verso gli animali, al fine di di aiutare dei giovani a rispettare tutto e tutti e ad evitare loro idiosincrasie e razzismi.
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adoro i gatti, avendo io stesso una natura felina, e amo i cani. Non è vero che i gatti si affezionno solamente all'ambiente, dipende dalle persone che hanno vicino, perché sentono fortissimamente l'amore e l'antipatia. Il gatto però non combatte per il suo umano, mai, solitamente si mette in salvo lui.
      Il cane invece può dare la vita per proteggere il suo amico uomo, sempre.
      Questo lo rende vincitore nel confronto col gatto.
      È la mia opinione, sia chiaro.

      Elimina
    2. Bravo! Mi hai fatto capire cosa mi fa preferire di gran lunga il cane al gatto: il cane darebbe la vita per il suo padrone, il gatto se ne fotte e pensa a star bene lui! :-)

      Elimina
  6. Non avete capito, il gatto ha preso tra le fauci il piccolo codirosso per salvarlo, portarlo in un luogo sicuro ed insegnargli a volare in tutta tranquillità. Oh, ma nessuno qui ha letto "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" di Sepulveda?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stavo giusto pensando a te: "ci vorrebbe un commento di angelogì, giusto per alleggerire un po'!"

      Mi hai tirato fuori un bel ricordo, una recita della classe di mio figlio, in terza media.
      Fu scelto per interpretare il ruolo della gabbianella perchè trattavasi di classe maschile e lui era l'unico a non aver ancora cambiato la voce.
      Come se non bastasse il giorno della recita ebbe un improvviso abbassamento di voce e non ti dico che cosa ne venne fuori.
      Credo che Scarrafone abbia imboscato la cassetta.

      Elimina
  7. Che pesantezza, ragazzi!
    Facciamo un po' di stretching, eh?
    Sapete che vi dico, senza farla troppo lunga?
    Rivendico il mio diritto di chiamare il mio vicino calabrese un TERRONE, dato che incarna i peggiori difetti degli uomini del sud.
    E affanculo il politicamente corretto, miei cari Ornella e Vincenzo!
    Questo non è un blog politicamente corretto, okay?
    Di quelli ne è pieno il web, e a mio gusto sono di una noia mortale.
    Rivendico inoltre il mio diritto di non amare cani, gatti e procioni ammaestrati, alla faccia delle professoresse che arrivano qui con la loro lezioncina ricopiata in bella copia.
    Ti ho risposto sul blog di guido, Cristiana.
    Sappi comunque che di consigli non ne ho mai seguito uno, ad eccetto di quello di mia nonna, che mi diceva sempre: "mai accettare consigli dagli sconosciuti!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rispondo solamente alla nota di biasimo che mi riguarda.
      Chiamare "terrone" un vecchio uomo del sud, che ne incarni o meno i peggiori difetti (quali?), non è un diritto che ti puoi abrogare ma un sopruso e una villania che non è da te. Chiamalo come vuoi: sudicione, volgarone, caciarone, ignorante, cafone, come meglio credi, ma il termine "terrone" è discriminatorio e denigratorio di regioni e di genti che hanno dato anche uomini assai illustri alla nostra nazione.
      Il Presidente della tua e della mia Repubblica si chiama Napolitano ed è un napoletano. Terrone anche lui?
      Amo il politicamente non corretto quando non degrada nella beceraggine e nella gratuidità, e questo dovrebbe essere noto.
      Per me la diatriba è chiusa qui e chiedo scusa se a qualcuno è venuta l'orticaria. Non era voluto, mi si creda.

      PS: non eri tu che dicevi di non amare chi scrive tutto maiuscolo, rimproverandomi di averlo fatto in una circostanza? Noto che hai fatto in questa occasione un cambio di campo con quel tuo TERRONE.

      Elimina
    2. L'avevo intuito.
      Cristiana

      Elimina
  8. Finchè tu ci scherzi nell'usare il termine terrone al posto di meridionale posso anche sorriderci su, quando invece utilizzi questo termine come sinonimo di persona rozza, ignorante e maleducata, ti comporti né più né meno come i tuoi tanto, solo apparentemente a questo punto, criticati leghisti! E questo più che offendere me, che meridionale e quindi terrona lo sono, non fa onore a te!

    RispondiElimina
  9. che palle!!
    come mai io non mi offendo se mi chiamano polentona?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Silvia, tante volte io e te abbiamo scherzato e riso su Terronia e Polentonia, questa volta tu però il termine "terrone" lo hai volutamente usato in tono dispregiativo, ed hai rivendicato il tuo diritto ad usarlo in quella accezione! E non è da te, riconoscilo...E' stata una caduta di stile che non ti appartiene, anche se tu, pur di non dar soddisfazione, non lo vuoi riconoscere! :-)

      Elimina
  10. che te devo dì, si vede che ho meno stile di quanto me ne abbiate accreditato.
    in verità non possiedo nessuno stile, essendo una persona grezza.
    La prima volta che ho visto lo Schettino, ad esempio, sono sicura di aver esclamato: che terrone!
    Spiacente di deludere i miei commentatori del sud,
    passo e chiudo per noia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi ti definisci una persona grossolana, rozza, incivile e maleducata! Ho capito, quindi grezza è il sinonimo di polentona, contenta tu!

      Elimina
  11. Ebbè, la natura ha fatto il suo corso, non è colpa del gatto, ma del bambino XD

    Moz-

    RispondiElimina

Parla! Adesso o mai più!