lunedì 30 maggio 2011

a Milano le bugie hanno le gambe corte (e perdono i voti)




la foto l'ho scippata qui 

Alle quattro capito in un'aula e chiedo a tre colleghi cazzeggianti se sanno qualcosa di Milano, mi rispondono ma che cazzo te ne frega di Milano.

sabato 28 maggio 2011

fare la revisione

Per fortuna ho perso la tessera elettorale: altrimenti non mi sarei accorta che il giorno dopo mi scadeva la patente. La dottoressa,  uscita dal set pierino e l'infermiera, mi chiede se mi drogo, se bevo, se ho crisi epilettiche;  si metta gli occhiali, copra l'occhio destro, cosa vede, a kappa ti effe emme, bene, ora copra il sinistro.  

domenica 22 maggio 2011

le "scuse" della tepco e la calma dei giapponesi



In tivù si continua a parlare di Carmelita e dello zio di Avetrana, ma è calato il silenzio sul Fukushima. Se il buon senso e una certa dose di ragionevolezza  entrassero  minimamente nelle strategie televisive, non dovrebbe succedere il contrario?

mercoledì 18 maggio 2011

testa rapata

Stanno terminando le premiazioni dei giochi della gioventù. Mi siedo vicino all'alunno più difficile che ho.
Il capo sta imbastendo una delle sue inutili e inconcludenti lamentele, stavolta è per via della merenda, che prima è presto poi è tardi, prima è poca poi è troppa, poi forse avanza e mica vorrete farla avanzare, ma cosa fate non aprite i sacchetti di patatine!
... e lui commenta, parlando tra sè:  sentila, la suocera!
Mi avvicino con la sedia per ricordargli: ma se dici sempre che  la suocera è la Bertacchi!  
Giusto, mi risponde, e se la Bertacchi è la suocera  allora la direttrice è la consuocera ...  e la Consonni, invece, lo  sai cos'è? ... E' solo una bambina viziata! 
Quest'ultima definizione mi fa scoppiare a ridere. E io, cosa sarei? gli chiedo.
La Mandelli insegnante di religione  si volta e senza bisogno di parlare mi dice:  ma allora te le vai a cercare.
Amo il rischio, lo so. Niente di più facile che mi arrivi un insulto in diretta, e non potrei nemmeno lamentarmi, perchè nelle interrogazioni li invito sempre a non aver paura di dare la risposta sbagliata.
David  ha un controllo emotivo assai labile e nessun rispetto dell'autorità, ma ormai l'ho chiesto. Si prende un attimo di pausa, prima di rispondermi: te non lo so cosa sei , ma ti dico cosa sono gli altri: la psicologa una sfascia-famiglie, l'assistente sociale una falsa, la coordinatrice una maledetta bastarda. 
OHI OHI ... L'insegnante di religione si rigira, e senza bisogno di parlare mi  dice: hai visto cosa hai combinato? Hai ragione,  le rispondo con un cenno di pentimento. 
Procedendo di complimento in complimento, dove andremo a finire alla fine della lista? 
Così cerco di  ridimensionare il maledetta bastarda, chiedendo a testa rapata  se non gli sembra di esagerare, ma lui  mi risponde convinto no guarda fidati, e a quel punto  per fortuna sono tratta in salvo dal megafono, che  lo chiama per la premiazione.
Terzo posto nella velocità.

venerdì 13 maggio 2011

... e le stelle ci stavano a guardare

La luce se ne sta andando alla chetichella, ma quando passa il testimone alla luna ella è già lì da un pezzo, col piglio deciso e un pò prepotente di un amante impaziente e il viso luminoso circondato da un velo rosa evanescente. Mi tocca abbandonare la lettura,  poggiare il libro sul balcone, avvolgermi nel plaid caldo verdone regalo graditissimo delle mie amiche e chiudere gli occhi. Sonnecchiare rannicchiata al chiarore di una mezzaluna, con il freddo che  entra negli spiragli del caldo verdone, mi riporta al senso di libertà che ho provato ogni qualvolta ho dormito  all'aria aperta, nel sacco a pelo, con  il cielo al posto del soffitto,  un falò a darmi calore, la luna a fare da  abat-jour .... e le stelle che ci stavano a guardare.

giovedì 5 maggio 2011

la serata della mortadella

Che schifo!
Cosa?
Un uccello mi ha cagato sul piede!

domenica 1 maggio 2011

due giorni in un posto da lupi

BARBISSIRIA:  1 chiesa, 10 case, 15 abitanti, 1 cassonetto per la carta, 1 per la plastica, 1 per il vetro, 1 dove era "assolutamente vietato introdurre materiali riciclabili". 

mercoledì 27 aprile 2011

HELP! un raggio di sole illumina la polvere della cassapanca!

Qualche tempo fa mia sorella mi disse che aveva letto un'intervista di una donna manager, la quale sosteneva l'effetto rilassante del fare le pulizie. 

lunedì 25 aprile 2011

lo stiamo perdendo

il 12 aprile 2011 albert74 scrive: 
la propaganda sovietica e antigovernativa sia italiana che giapponese vogliono far apparire questo un incidente grave. Nella realtà siamo ad un livello 3 scarso.
Il nucleare è sicuro.


Qualche anima pia  chiami l'ambulanza per questo albert 74.

sabato 23 aprile 2011

SUL FIUME SCORRONO LE STORIE

Prima della costruzione del Ponte di Brivio le due sponde del fiume erano collegate tra loro dal porto natante, un traghetto che portava un notevole reddito alle casse del comune.
La costruzione del Ponte, iniziata nel 1911 e terminata nel 1917, costò al Demanio statale 600.000 lire. Il vecchio traghetto fu quindi smantellato.

Il fiume porta tante storie………
I vecchi di allora raccontavano che quando terminò la costruzione del ponte  tre giovani del paese lo percorsero baldanzosi, mentre dalla parte opposta si avvicinava un giovane bergamasco; i briviesi presero a rincorrerlo e a  schernirlo con una frase di cui non conosco il significato ma che certamente doveva essere offensiva: “El va el birocc..” Vennero alle mani, erano tre contro uno, ma il bergamasco era armato di "rampinett" (falcetto) e con un sol colpo tagliò la pancia a uno dei tre ragazzi, ferendolo a morte. 
Al processo fu assolto per legittima difesa. 
Questo allora succedeva.

Molti poveri andavano a togliersi la  vita al fiume.
Antonio non era sposato e lavorava alle dipendenze del fratello, che era il proprietario di  un’osteria che esiste tuttora .
Commerciava maiali andando a comprarli in Toscana e rivendendoli ai contadini della Brianza. 
Una sera,  stanco dopo una giornata di lavoro, se ne andava col suo  biroccio lungo la discesa della Sosta; a un certo punto disse al suo cavallo bianco: “Andiamo ad annegare tutti e due”, e lo guidava verso le acque profonde del fiume. 
Quando il cavallo toccò l’acqua, fece segno di no con la testa, e  il birocciaio tornò indietro. 
Chi prese la decisione, se lui o il cavallo, questo non lo so, ma una cosa è certa: a me lo disse! 
Antonio diceva di essere amico della Madonna ma non del Signore, e di desiderare solo due cose: la salute e le scarpe lucide.

Questo racconto conferma il fatto che i poveri disperati, quando non riuscivano più a tollerare una vita di stenti, dicevano: “Nem a negà” (andiamo ad annegare).
La maggioranza di coloro che si suicidavano erano bergamaschi.
L’episodio a cui io assistetti personalmente accadde un pomeriggio: tutti urlavano: “El nega, el nega!” (Annega, annega!) ma nessuno si muoveva; mio nonno andò sulla riva del fiume e con l’aiuto della  figlia Cecilia tirò fuori un giovane dall’acqua, poi portò il suo tavolo di cucina nel portico e vi adagiò il povero ragazzo, e su quel tavolo vi rimase due giorni. Venne a trovarlo un suo amico che gli disse: “Dai Giuani che te ghe la fe e duman vem a mangia pulenta e usei a la Marea” (Dai Giovanni che ce la fai e domani andiamo a mangiare polenta e uccelli dalla Maria) .
Invece non ce la fece e morì su quel tavolo; lo portarono via .
Ma quel posto era vicinissimo al gabinetto e per me di sera era un terrore andarci perché me lo vedevo sempre davanti .
Mio nonno non ricordava o non voleva ricordare quanti ne salvò o ripescò .


dal libro "il mirabello", di mio padre

mercoledì 20 aprile 2011

pronto buongiorno è la sveglia



Pronto buongiorno è la sveglia ... ma di muoversi manca la voglia ... che bello l'incipit di questa vecchia  canzone dei Pooh! Dovrei metterla come suoneria rompisonno.
Nel caffelatte c'è un caffè troppo forte, ma me lo tengo per me se no mio marito dice che non mi va mai bene niente.
Faccio da taxi direzione-stazione  a figlio e marito  diretti rispettivamente verso la grande e  la piccola metropoli.
Zitti, stanno parlando di Vittorio.
Prima di partire  per il mio travaglio usato (anche Leopardi non scherzava, era anche meglio dei Pooh) mi porto avanti per il pranzo e la cena: tolgo dal congelatore due panetti di pasta di pane,  un vasetto di pesto fatto con le mie manine col basilico coltivato dalle mie manine, un pacchetto di spinaci cresciuti in serra da non so chi e confezionati da Orogel.
Hanno scoperto chi è l'ignorante  che ha scritto bianco su rosso che i magistrati sono dei terroristi. E' un candidato alle amministrative di Milano: sarà eletto di sicuro, perchè di questi tempi l'ignoranza va forte.
Faccio cuocere gli spinaci e memorizzo di fermarmi a comprare la ricotta per la torta salata.
Mi cambio, perchè ho scorto una macchia sui pantaloni, li insapono strofino la macchia sciacquo e stendo.
Decido si sostituire il twin set di lana con  una camicia  a maniche lunghe, ci infilo sopra il maglioncino a maniche corte, lo specchio mi dice che è un abbinamento quanto mai originale, quasi un azzardo ... CAMBIATI.  Non trovo i pantaloni neri a sigaretta, ma forse è meglio così perchè dovrei metterli senza calze, e ho già una raffreddatura coi fiocchi.
Al posto di quelli a sigaretta trovo quelli neri di velluto, che  stanno bene  con gli stivali ma mi fa caldo solo il pensiero: opto per le scarpe marroni, ma così si vedono le calze a rigoni orizzontali! Cerco un paio di gambaletti neri ma mi accorgo che il destro è liso, un rammendo al volo forse ci sta ... se solo riuscissi a infilare l'ago ...UHHHHH!Sono diventata ANCHE presbite!
Al termine della vestizione c'è il letto non solo ancora sfatto, ma pieno di vestiti rifiutati dalla prova specchio e ammucchiati alla rinfusa.
Passo il filo interdentale, sputo sangue, sciacquo il lavabo, faccio un colluttorio, sputo il colluttorio, metto gli spazzolini da denti a testa in giù in quello che avanza, perchè odio lo spreco.
Torno in camera a riordinare il rinfuso e faccio il letto, perchè non mi piace uscire di casa col letto sfatto. (Se morissi per strada?)
Avrò spento gli spinaci?
Apparecchio per il pranzo, preparo sul fornello la pentola per gli spaghetti. Anzi, per le trofie, perchè li ho scovati scaduti, e odio lo ....
Oltre alla ricotta comprerò dell'insalata.
Segno su un' agenda il numero di telefono dell'otorino, (ma perchè proprio adesso, che non è il momento?) e questo atto inutile mi fa partire tre muniti dopo le 8.30. Errore madornale.
Sulla strada tutta a curve trovo davanti un trattore che mi mette il cuore in pace. Timbrerò rosso, è matematico.
Oggi c'è la messa di Pasqua, quindi non devo portare i miei quattro allievi a tirocinio, ma  la celebrazione non dura tre ore, quindi le due ore restanti faremo matematica, e li avevo già avvisati, ma uno non ha portato il quaderno perchè l'altro non glielo ha detto. Rimprovero l'altro, che mi dà una giustificazione talmente assurda che manco me la ricordo più.
Prima di andare in chiesa passiamo in direzione a prendere l'ulivo, dico ai miei quattro prendete un ramo anche per me, ma uno è sordo forte, uno è meno sordo ma sempre sordo è, il terzo  se ne frega e il quarto è innamorato perso. In chiesa, il prete dice di sventolare i rami e il  meno sordo  mi chiede perchè non ho l'ulivo.
Nelle due ore di matematica che seguono dico ai due sordi -che sono della stessa classe- di finire i compiti di matematica insieme, ma  preferiscono fare  gli esercizi sui numeri relativi ognuno per conto proprio.
Uscita da scuola riesco a trovare un parrucchiere che fa orario continuato e mi infilo nell'unico buco  che è rimasto, sperando non mi chieda quando ho fatto l'ultimo taglio (i parrucchieri  come i confessori!).
Sulla strada di casa  mi fermo a fare la spesa, mentre peso le zucchine mi telefona mia figlia, dove sei finita, è sull'incazzato perchè non l'ho avvisata ed era preoccupata, ma secondo me semplicemente non ha nessuna voglia di preparare il pranzo. Quando arrivo a casa, mi chiede ma da che  parrucchiere sei andata, girati, perchè te li ha gonfiati, fanno cagare. A me sembrava di stare bene, ma forse era lo specchio del negozio. Daphne si lamenta di avere l'orecchio tappato e gli svarioni, ma piuttosto che mettersi ai formnelli va a prendere il fratello alla stazione.
Preparo trofie al pesto, zucchine insalata e crescenza. Mentre finalmente siamo a tavola  dice di essere innamorata del vecchietto che sabato all'uni ha condotto  il laboratorio di musica (il vecchietto ha la mia età, vero?) mentre  mio figlio ci chiede avete sentito che hanno arrestato quel pedofilo che erano anni che sospettavamo che lo fosse?
(Chi, quello che aveva organizzato un capodanno per voi ragazzi e tu e volevi fermarti a dormire e io invece ero venuta a prenderti?)
Dopo pranzo decido di portarmi  avanti con la cena, così non ci penso più.
Vorrei ascoltare la radio o un CD, ma mia figlia sta scrivendo una relazione del laboratorio da spedire via mail al vecchietto.  Mi chiede come posso dire questo come posso dire quello. L'impasto è troppo abbondante per la torta, perchè insieme agli spinaci ho tritato le zucchine avanzate a pranzo (perchè odio ... ) quindi preparo anche delle polpette verdi aggiungendo pangrattato all'impasto della torta salata.
Uno dei due panetti di pasta di pane risulta  troppo largo per la teglia, ne taglio un lembo e diventa una pizzetta. Quando  lavo i piatti e riordino la cucina, sono le 16.30. Pulendo il frigorifero, mi accorgo di aver comprato le zucchine non ricordandomi che ne avevo già a iosa ... decido di fare una grande padellata di zucchine trifolate al pomodoro, perchè ....

domenica 17 aprile 2011

l'orgoglio di una mamma

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili.” Bertolt Brech

martedì 12 aprile 2011

appunti di fisica

2 aprile 1980

A dire la verità non sono convinta di niente.
Vorrei sapere come si fa a stare attenti alle spiegazioni di aritmetica razionale se si considera la questione pura speculazione inutile e vuota, il professore in fondo in fondo un pivello, le parole che gli escono dalla bocca strani arabismi incomprensibili, le scritte alla lavagna formiche bianche gigantesche ... troppo giganti per essere guardate, fagocitate e digerite.
Siamo in aula di fisica a guardare un filmetto porno sui fotoni. Sarebbe il pane del bidello Giancarlo, un filmetto porno.
Vedi? Avevo cominciato a seguire, ma intorno a me c'erano: Iride che faceva casino, Bago che guardava i modelli di giacche da fare in vacanza, Anna che lanciava uno sguardo fulminante a Iride solo per aver detto che dire dieci per 5 meno amper è una cosa assurda, e cos'è l'amperometro?
Io dico state zitte che sto seguendo ma nessuno mi crede, e poi la segretaria gracchia all'altoparlante ma Giancarlo non stoppa il filmino e dice che saranno gli auguri di buona Pasqua, e noi protestiamo che se invece c'è una bomba tutti escono e noi rimaniami qua come allocchi a guardare i fotoni ... e moriremo in modo stupido per non aver ascoltato il comunicato della segreteria e non aver costretto il tecnico così ligio al dovere a spegnere il suo stupido proiettore.
Creperemo in un sole falso e una luce che uccide (no, forse quella è la bomba atomica), in ogni caso moriremo e allora altro che intensità della luce, elettroni e millesimi di secondo... saranno millesimi di eternità pazzescamente eterna, di nulla circondata e di nulla costruita, altro che filmetti e Giancarlo maniaco sessuale, altro che Beppe che conclude: "Vi è piaciuto, ragazze?"
"Sì, è molto bello"
Ma si sa che il bello è relativo.
Più niente sarà bello, nel nulla eterno, perchè niente ci sarà.
Tutto sarà bello nell'attimo in cui il nostro corpo scoppierà e capiremo solo in quel secondo che tutto è bello fin quando c'è, tutto tranne l'attimo che dà l'addio alla vita. La nostalgia improvvisa e inutile di tutto.
Inizia un altro film, si intitola l'energia interna degli atomi.
Eccitante, dice Lucy.

giovedì 7 aprile 2011

i like, i don't like

Mi piacciono le domande infantili, le risposte sincere, gli sguardi franchi, le persone dirette,  i  cibi genuini.
Mi piacciono i sentimenti grezzi, ripuliti da ogni orpello.  Mi piace la prosa chiara, la poesia breve, le parole antiche, la musica leggera, il minestrone del Claudio, il sugo di mia mamma, il cioccolato, i film di Woody Allen, la montagna. Mi piace ridere fino a farmi venire le lacrime agli occhi e piangere fino a ridere di me.  Mi piace osservare i gesti dei bambini, ammirare la serietà e la concentrazione che ci mettono nel gioco,  ascoltare la loro logica disarmante, percepire l'istintiva e giusta diffidenza verso l'estraneo. Mi piace vedere mio padre che lavora nell'orto, sentire mia madre dire che non ha paura della morte, accorgermi  che sono invecchiati ma non appassiti. Mi piace leggere l'incipit di un libro e da quello provare a indovinare  se mi potrà piacere. Mi piace tenerlo un pò tra le mani dopo averlo finito.


domenica 27 marzo 2011

il museo dell'innocenza

Ieri sera avrei voluto terminare la lettura del libro "Il museo dell'innocenza" dello scrittore turco Orhan Pamuk, Nobel 2006,

certi momenti

Ieri  mi è venuta in mente questa canzone di Bertoli, che recita non credo alla vita pacifica non credo al perdono.
Mi è venuta in mente perchè sul blog del mio amico Vix si parlava di perdono .
Si parlava di chi perdona cose imperdonabili,  ci si chiedeva se questi perdonatori della prima ora fossero sinceri, e, nel caso lo fossero, se potessero soffrire di una qualche malattia mentale. Ci si chiedeva se fosse gente che non sa quello che dice dicendo di perdonare quelli che non sanno quello che fanno, oppure ... oppure semplicemente persone speciali, una sorta di marziani, di alieni dei normali sentimenti.

Credo che non si possano affrontare certe questioni con i vangeli in tasca,  credo che a certe domande non corrispondano necessariamente  risposte giuste o sbagliate,  ma solo altre domande, come una catena di sant'antonio.
Perdonare non significa dimenticare, ma non provare rancore per chi ti ha fatto del male. 
Non so come sia possibile, forse ci si può riuscire se l'offensore è una persona alla quale vuoi bene, perchè amor omnia (... o quasi omnia) vincit,  ma come fare con un estraneo? Perchè un estraneo mica lo ami, e allora con cosa lo vinci? Io non credo al diktat: porgi l'altra guancia.
Solo su una cosa non ho dubbi: che il perdono sia una parola abusata e un concetto  violentato.  Capita di sentire  giornalisti che chiedono: ma lei, perdoni, sì, lo sto chiedendo proprio a lei, a lei che le hanno ucciso il marito un minuto fa, che fa, ha intenzione di perdonare? (intenzionale) Perdona? (presente) Perdonerà? (futuro) Perdonerebbe? (condizionale) avrebbe perdonato? (condizionale passato) ....  
"Fottiti!" (imperativo)

Capita anche di sentire o leggere che  l'interessato abbia chiesto perdono. Mi chiedo se abbia senso, se sia un gesto di umiltà o di arroganza, se non sia un modo per lavarsi comodamente la coscienza nel calice della vittima, o una strategia per impietosire i giudici e ottenere uno sconti di pena. 
E che cavolo, se sei veramente pentito lo fai sapere, e che sia finita lì: perchè  devi costringere la vittima a risponderti, caricandola di un ulteriore fardello?
Pèntiti,  sconta  il tuo castigo,  vedi se riesci a perdonare te stesso, e poi, se proprio, puoi cominciare a pensare di chiedere qualcosa alla persona offesa.

Poi, non lo so, ma alla fine di tutti i pensieri mi rimane il dubbio che il perdono non sia  una cosa che si può dare o non dare, una merce di scambio, bensì una questione che devi risolvere con Dio ... oppure,  se ritieni  che Dio sia  morto e crepato, con la tua coscienza . Gli altri, forse,  non c'entrano, sono solo un surrogato.

domenica 20 marzo 2011

Perchè gli uccelli cantano?

dal web
Il risveglio è accompagnato dalla vista di un quadro scialbo, stamattina: l’albero, una natura viva che sembra morta, lascia la silhouette dei suoi rami nudi sulla tavolozza grigia di un cielo omogeneo e poco attraente. E’ il vecchio ciliegio, mai potato e diventato troppo alto.
Dalla postazione letto  non riesco a vederne il tronco ma solo i  rami che mi appaiono tristi, con quei rami così lunghi ma disordinati, selvaggi ma immobili, scuri ma di un colore incerto,
... ma so che il vecchio ciliegio nelle prossime settimane tornerà ad essere natura viva che sembra viva, pieno come sarà  di piccoli fiori bianchi che si muoveranno ad ogni alito.
Ci sarà anche il giorno in cui in vento si farà prepotente e un refolo traditore li strapperà dal picciolo per disperderli nell’aria, facendoli poi appoggiare sul prato antistante il bosco, sui terrazzamenti e sulle viti, e forse l’albero si sentirà depredato, come ogni anno.
A maggio il bianco dei fiori cederà il posto al rosso delle ciliegie, dalla postazione così irraggiungibile che solo gli uccelli se ne ciberanno.
Uccelli che stanno cantando dalle prime ore della mattina,  incuranti della tristezza del bosco e del cielo smunto. 
Cantano perché sono giovani? Perché sono innamorati? Perché sono giovani e innamorati? Per la frenesia del mettere su casa? Per istinto?
...
“Perché gli uccelli cantano?” chiedo al mio bird-lover casalingo, che mentre io scrivevo queste righe ha preparato la colazione
“Perché tu parli?” mi risponde.
Già, che domande stupide si fanno di mattina a digiuno. Meglio approvigionarsi. Una ricca colazione è sempre gradita, specie se ci aspetta già pronta.

giovedì 17 marzo 2011

VOGLIO ESSERE EMOTIVA, va bene?

Si  diceva  che a Chernobyl  fosse
successo il patatrac  perché i russi erano comunisti e trogloditi.
Il Giappone,  invece, è stato fino al mese scorso la seconda potenza  economica mondiale.
Si dice che il Giappone è stato fregato dall’imprevedibilità di  un tremendo terremoto.
Ma che quel paese fosse ad alto rischio sismico lo sapevano, i sapientoni che vi hanno costruito le centrali nucleari.
Si dice che in Italia non c’è il pericolo degli tsunami.
Ma a me fa più paura uno stato dove non si riesce a  smaltire un sacchetto della spazzatura, perché il maremoto viene ogni tanto, mentre i rifiuti si producono ogni giorno.
Si dice che se ce le hanno la Francia e la Slovenia, tanto vale.
Non mi pare un’argomentazione molto intelligente.
Si dice che le centrali nucleari da costruirsi in Italia saranno di quarta generazione.
Ma la mafia, la camorra e l’ndrangheta sono di primissima generazione, e quando hanno saputo che le regioni consenzienti sono tutte al nord, si sono fregate le mani: abbiamo visto giusto, allora, a trasferirci qui, hanno detto, e giù un bel brindisi alle prossime scorie di uranio radioattivo.
Il governo fa rientrare gli italiani da Tokyo, ma dice che chi parla contro il nucleare è uno strumentalizzatore.
Nessuno sa come fermare un disastro nucleare, nessuno sa le reali  conseguenze di un disastro nucleare, ma chi si preoccupa del futuro dei propri figli e nipoti viene dichiarato EMOTIVO, come se  l’emotività fosse una sorta di disabilità mentale.
 Stamattina ho visto una registrazione del 2008 dove un tipo diceva  che l’energia nucleare è pulita e sicura.
Lo sosteneva un uomo che quest’anno potrebbe ricevere il palmarès come uomo più pulito e più sicuro d’Italia.
E questa è la prova del fuoco contro il nucleare.



lunedì 14 febbraio 2011

Botticelli al museo Poldi Pezzoli

compianto sul cristo morto
La guida dice che questo è un Botticelli insolito, perchè dipinto nell'ultima fase stilistica, quando l'artista risentì della crisi religiosa innescata da quel famoso Savonarola che finì al rogo.
Dice che è pieno di drammaticità,  che manca volontariamente di prospettiva e che le immagini seguono una linea circolare.
Poi passa all'ultimo Botticelli della mostra, il ritratto di un fratello dei Medici assassinato durante la  congiura dei pazzi, ma io mi perdo metà  spiegazione perchè resto ancora qualche minuto a osservare il Compianto sul cristo morto, in solitudine, approfittando della fuoriuscita del gruppo.
Mi capita spesso che di un dipinto mi attiri un particolare: in questo caso mi commuove l'amore con cui la Maddalena abbraccia i piedi di Gesù, quei piedi che aveva profumato e asciugato coi suoi capelli quando Lui era ancora in vita.
Poi penso che forse l'artista ha inserito  le immagini in un circolo per dare in qualche modo un volto anche al dolore, per dire che il dolore è una forza centripeta sempre diretta verso il centro della circonferenza, un sentimento che ti entra dentro, che tu stesso non lasci uscire perchè non sai dove ti porterebbe la sua traiettoria deviata.
E poi penso che  forse l'artista ha  disegnato un quadro senza  linee prospettiche per dire che il dolore difetta di prospettiva: si consuma nel passato e manca di futuro, vive solo di presente, è cieco, afono, sarcopenico.
Un fermo immagine che aspetta solo che il tempo passi per ricominciare da capo.
Vado punto e a capo, come dice Gianna Nannini in una bellissima canzone che però mi serve per un altro post.

venerdì 11 febbraio 2011

figlia su feisbuk

"Mamma!"
"Mmmmmm.... "
"A volte mi sembra di avere tanti amici, altre volte di non averne nessuno"
" Clang clang clang" (la mamma lascia che rispondano le  stoviglie)
" Come è bello prendere la gente per il culo .."
"Blob blob blob..." ( il bollitore non concorda)
"Guarda questo, è un avvocato, e sta scrivendo su fesibuk che ha perso quattro cause in un giorno.."
"Psssss...".(la pentola a pressione richiama alla privacy)
".. E io adesso gli scrivo che  è un avvocato della mutua."
"Crrrr....." salta su la caffettiera
"Mamma! Perchè mai una volta che mi dai retta?"
"Perchè .... Perchè non devi credere a tutto quello che uno scrive sul web!"
" E perchè uno dovrebbe scrivere di aver perso quattro cause in un giorno, se non è vero?"
"Per attirare l'attenzione, per esempio"
"Ma allora avrebbe scritto che  aveva VINTO  quattro cause in un giorno, mica perso"
"No, perchè  se avesse scritto  che le aveva vinte nessuno gli avrebbe creduto!"
"E allora perchè tu non devi credere che le abbia perse?"
.......
 Dovrebbe, potrebbe, di sicuro ci sarebbe un modo dignitoso e magari anche brillante per uscire da questo impasse, ma sono troppo stanca. 
"Tumtumtumtum (tiro giù la tapparella della cucina, chiudo fuori il mondo, me ne vado a letto.)