martedì 11 ottobre 2011

mio padre mi racconta la storia di Pivello

Dopo mesi di trattative telefoniche -chè mia mamma prima di cambiarle habitat devi pregarla in cinese- una cugina di mio padre ha convinto i miei genitori  a farsi venire a prendere per essere accompagnati a casa sua. 
Il marito di una delle tre cugine aveva un negozio di barbiere nello stesso paese di mio padre.
Il giorno dopo porto papà al controllo emo, e lui mi fa un resoconto: dovessi vedere che casa, mai vista una casa così grande, e quanta terra, e mica la lavora lui tutta quella terra, e  mi ha regalato le piantine di porri da piantare ... .. e adesso ti racconto una storia.

domenica 2 ottobre 2011

Il mio idraulico non parla

Il mio idraulico non parla.
Non parlava molto nemmeno quando eravamo amici, alla fine degli anni settanta, ma adesso è diventato ancora più selvatico. Forse più che questo fa specie il fatto che, come dice mia sorella, non si sia evoluto. (E’ incredibile! - mi disse dopo averlo rivisto l’anno scorso -  tutti i nostri amici si sono evoluti, nel bene e nel male, tranne lui”)

venerdì 30 settembre 2011

L'uomo che non deve vergognarsi MAI

Ha detto che in vita sua non ha mai fatto niente si cui si debba vergognare. Miseria! Io mi vergogno di me stessa almeno una volta al giorno, che fanno 365 in un anno, che fanno ... lasciamo stare. Lui è così sicuro, ma così sicuro della sua vita virtuosa e santa  che, se i suoi figli non gli avessero messo il veto, anche stavolta avrebbe giurato su quei poveri nipoti.
Non doversi vergognare di niente è un'autoreferenza che a mio parere neanche i santi si azzardavano a proclamarla: non poteva certo farlo San Pietro, che  rinnegò il suo più caro amico con un atto veramente deplorevole. E   Sant'Agostino, con le sue confessioni, non voleva forse fare ammenda urbi et orbi di uno o più atti vergognosi?
Dice la Bibbia che  i santi peccano sette volte al giorno.
D'altra parte, così come il Manzoni afferma che una persona  non può darsi il coraggio, se non ce l'ha, così  per trasposizione di pregi,  potremmo banalmente affermare che  una persona non può vergognarsi, se non possiede il senso della vergogna.

Sarebbe come chiedere al mio allievo Luca, psicotico, di guardarmi negli occhi, o a Eliza, dislessica, di leggere in modo sciolto.

domenica 25 settembre 2011

KISSING STONES

Ci sono passata sotto tante volte,  sulla strada che mi porta verso l’amata Engadina. Ogni volta ammirandole, ma mai fermandomi per fotografarle, anzi lasciandomi troppo in fretta l’ immagine  alle spalle come indegnamente si fa davanti a tante  cose belle visualizzate dal finestrino dell’auto in un attimo fuggente.   Stavolta invece mi sono fermata e le ho immortalate, per riguardarmele con calma.
Belle, eh? Due rocce che si baciano, si combaciano, si equilibrano, si sostengono .
Forse  c’è stato un tempo  in cui queste due rocce non erano unite.  

giovedì 11 agosto 2011

sciò, sciò, sciò...

ma potrebbe anche intitolarsi: la sua rabbia, il suo orgoglio ... e la mia prima volta con il mostro

- Allora hai capito? La vedi quell'altalena? Lo vedi il tetto dietro, col balcone che si intravede appena? Ecco, quella è la nostra zimmer, non ti perdere eh.
- Okay okay  (genau genau). Stà attento tu piuttosto, lo sai che non mi piace quando vai per boschi da solo, che poi neanche li conosci questi boschi qua.
- Non sto via tanto, devo solo recuperare il porcino che ho nascosto ieri, poi faccio un giro di perlustrazione per vedere se trovo qualche gallinella  e poi torno.

Non avendo obiezioni ragionevoli da oppormi, quando gli dico  di affidarmela è  costretto a farlo.
Sei sicura? Non è che ti pesa troppo? Non è meglio se te la metti a a tracollla?
Tranquillo, posso farcela, vai. A dopo.

mercoledì 10 agosto 2011

ghenau, ghenau, ghenau ...

On so do biden sco ... und una faches ... end speche, ghenau, sioma meston, ia, dis is du undestung, ghenau ghenau ghenau ... Ma che cacchio vor dì  'sto ghenau?
G. sostiene che Frau Melitta  parla come una macchinetta, ma anche se parlasse slowly per noi sarebbe lo stesso: pur avendo passato innumerevoli vacanze in paesi di lingua tedesca, ancora non ci capiamo una cippa quando parlano.
Frau Miller è una di quelle persone che, quando le dici non capisco, ti ripete la parola cento volte, in un crescendo di decibel, come se si trovasse davanti a un problema di sordità piuttosto che di lingua:  pinen! PINEN! PINEN! Ripeteva ieri sera, per tentare di spiegarmi cosa ci fosse nel liquore gentilmente  offertomi.
(grappa al miele, alla fine abbiamo capito che la pinen è l'ape)


lunedì 1 agosto 2011

il mio navigatore


Il mio navigatore è un tipo permaloso.
Oggi non ero d'accordo sulla strada che aveva scelto, ma g. lo difende sempre e quindi lascio fare. Trovando però  la strada del valico italo-sloveno  chiusa per lavori fino alle 17,  ho detto a g. ecco te e il tuo cavolo di navigatore te l'avevo detto di salire da Gorizia!


domenica 24 luglio 2011

quel mare là ... in fondo .. no, non quello ... un pò più a destra ... ecco, quello lì.


Dal punto di vista meteo, questa è un'estate fredda. Tuttavia, fino al 29 luglio, ultimo giorno lavorativo, mi sta bene anzi benissimo così. Mai stata così bene.
Dal punto di vista delle mie letture, questa sarà un' estate austeniana.
Sto leggendo e in alcuni casi rileggendo i capolavori della Austen. 
Quanto mi è simpatica, pur con tutti i suoi difetti,  Miss Emma Woodhouse e quanto mi piace, con tutti i suoi pregi,  il suo amico numero uno Mr. Knightley!

sabato 2 luglio 2011

guarire dal diabete si può

"Una dieta rigida da 600 calorie giornaliere porterebbe alla guarigione dal diabete di tipo II, come provato su un campione di volontari."

Lo sostiene il diabetologo Massimo Massi Benedetti, della International diabetes federation, commentando uno studio dell'Università di Newcastle.
 
SEICENTO CALORIE GIORNALIERE?
Sono dei geni, questi newcastoliani. Sono sicura che la loro terapia conduca alla scomparsa definitiva della malattia.
Avete mai visto un cadavere diabetico?

domenica 26 giugno 2011

leggere Stendhal su trenord

Formigoni mi ha regalato un biglietto omaggio TRENORD per due persone.
Alla stazione di Milano Centrale il treno per Ventimiglia delle ore 11.10 ci aspetta sul binario 18.


giovedì 23 giugno 2011

martedì 21 giugno 2011

aspirante scienziata supera brillantemente l'esame di letteratura italiana

Resoconto dell'esame di  letteratura italiana, superato oggi dalla aspirante scienziata della formazione, futura precaria dell'insegnamento:


PROF:   mi parli di Italo Calvino
CANDIDATA:   bla bla bla
PROF:   le opere
CANDIDATA:  bla bla bla
PROF:   il Foscolo
CANDIDATA:   bla bla bla
PROF:  le ultime lettere di Jacopo Ortis
CANDIDATA:   bla bla bla
PROF:   di che genere letterario si tratta?
CANDIDATA:   è un romanzo epistolare
PROF:   e .. il romanzo epistolare l'ha inventato Foscolo o ci sono dei precedenti?
CANDIDATA:   certamente ci sono dei precedenti
PROF:   mi faccia degli esempi
CANDIDATA:    ORKA!
PROF. signorina, le faccio presente che non tutti, in questa sede, dimostrano di apprezzare certe esclamazioni poco conformi!

domenica 19 giugno 2011

Voce del verbo stracquadannare

Il signor Straffa ... Strappa ... Stracca ...Stracqua ...  insomma, quel tipo lì ha detto che il fronte del sì referendario ha vinto per il web.
Bè, sì, lo avevamo capito anche noi popolo bue che internet, faceboook blog e affini avevano fatto un gran bel lavoro. 

venerdì 17 giugno 2011

lessico familiare

Cazzo sei dietro a fare? mi urla mio cognato, che assiste in prima fila allo strike.
Porco cazzo! Ti stavo chiedendo se entravi o uscivi! gli rispondo con la testa fuori dal finestrino.
Ma si può sapere che cazzo ciai nella testa? mi insulta g. uscendo di casa con la stessa furia  di un toro alla corrida.
cazz'è sto casino? si informa Daphne, affacciandosi alla finestra sul cortile.
c'è che sono mesi che vi dico di spostare di lì quelle cazzo di biciclette, e sono ancora lì, mi giustifico io
la mia bici deve rimanere lì, contrattacca g., e comunque che cazzo di maniera è di posteggiare la yaris? siete solo tu e tua figlia a metterla così storta!
sta a vedere che adesso è colpa mia! e checcazzo!! s'offende la fanciulla alla finestra
l'importante è che nessuno si sia fatto male! conclude mia cognata.

venerdì 10 giugno 2011

TO CALL A SPADE A SPADE, non sempre dicendo cose sensate

Il mio primo amico web -un giorno pubblicherò un post-ritratto per ogni amico web picchiato su questi tasti- fu un italo-americano. Riferendosi a ciò che gli piaceva dell'avversario di Obama, di cui non ricordo il nome (erano i tempi dell'ultima corsa alla presidenza) mi insegnò un simpatico modo di dire americano, to call a spade a spade. Che equivarrebbe al nostro "dire pane al pane e vino al vino".

domenica 5 giugno 2011

Avrei voluto un papà diverso

Avrei voluto un papà diverso, il più delle volte. Più normale.
Perchè da piccoli si è schifosamente conformisti: si sente il bisogno di essere inquadrati in uno schema,  di sentirsi uguali agli altri.
Il più delle volte avrei voluto un papà simile a quello delle mie amiche.
C'era una vasta scelta di campionario: il padre democristiano con nostalgie fasciste della mia amica del cuore, il padre silenzioso della mia seconda amica, il padre importante e assente della terza, il padre contadino e pacioccone e sempliciotto della quarta.


venerdì 3 giugno 2011

venti birre

I miei figli sono impegnati in una tre serate  di una specie di festa della birra. Il maschio deve fare il posteggiatore e il cameriere, (LUI, che nel momento stesso in cui si siede a tavola  comincia la litanìa: mamma, GIA' CHE SEI IN PIEDI, mi passeresti il sale? Già che sei in piedi, toglieresti la caraffa dal frigo? Già che ...)

lunedì 30 maggio 2011

a Milano le bugie hanno le gambe corte (e perdono i voti)




la foto l'ho scippata qui 

Alle quattro capito in un'aula e chiedo a tre colleghi cazzeggianti se sanno qualcosa di Milano, mi rispondono ma che cazzo te ne frega di Milano.

sabato 28 maggio 2011

fare la revisione

Per fortuna ho perso la tessera elettorale: altrimenti non mi sarei accorta che il giorno dopo mi scadeva la patente. La dottoressa,  uscita dal set pierino e l'infermiera, mi chiede se mi drogo, se bevo, se ho crisi epilettiche;  si metta gli occhiali, copra l'occhio destro, cosa vede, a kappa ti effe emme, bene, ora copra il sinistro.  

domenica 22 maggio 2011

le "scuse" della tepco e la calma dei giapponesi



In tivù si continua a parlare di Carmelita e dello zio di Avetrana, ma è calato il silenzio sul Fukushima. Se il buon senso e una certa dose di ragionevolezza  entrassero  minimamente nelle strategie televisive, non dovrebbe succedere il contrario?

mercoledì 18 maggio 2011

testa rapata

Stanno terminando le premiazioni dei giochi della gioventù. Mi siedo vicino all'alunno più difficile che ho.
Il capo sta imbastendo una delle sue inutili e inconcludenti lamentele, stavolta è per via della merenda, che prima è presto poi è tardi, prima è poca poi è troppa, poi forse avanza e mica vorrete farla avanzare, ma cosa fate non aprite i sacchetti di patatine!
... e lui commenta, parlando tra sè:  sentila, la suocera!
Mi avvicino con la sedia per ricordargli: ma se dici sempre che  la suocera è la Bertacchi!  
Giusto, mi risponde, e se la Bertacchi è la suocera  allora la direttrice è la consuocera ...  e la Consonni, invece, lo  sai cos'è? ... E' solo una bambina viziata! 
Quest'ultima definizione mi fa scoppiare a ridere. E io, cosa sarei? gli chiedo.
La Mandelli insegnante di religione  si volta e senza bisogno di parlare mi dice:  ma allora te le vai a cercare.
Amo il rischio, lo so. Niente di più facile che mi arrivi un insulto in diretta, e non potrei nemmeno lamentarmi, perchè nelle interrogazioni li invito sempre a non aver paura di dare la risposta sbagliata.
David  ha un controllo emotivo assai labile e nessun rispetto dell'autorità, ma ormai l'ho chiesto. Si prende un attimo di pausa, prima di rispondermi: te non lo so cosa sei , ma ti dico cosa sono gli altri: la psicologa una sfascia-famiglie, l'assistente sociale una falsa, la coordinatrice una maledetta bastarda. 
OHI OHI ... L'insegnante di religione si rigira, e senza bisogno di parlare mi  dice: hai visto cosa hai combinato? Hai ragione,  le rispondo con un cenno di pentimento. 
Procedendo di complimento in complimento, dove andremo a finire alla fine della lista? 
Così cerco di  ridimensionare il maledetta bastarda, chiedendo a testa rapata  se non gli sembra di esagerare, ma lui  mi risponde convinto no guarda fidati, e a quel punto  per fortuna sono tratta in salvo dal megafono, che  lo chiama per la premiazione.
Terzo posto nella velocità.

venerdì 13 maggio 2011

... e le stelle ci stavano a guardare

La luce se ne sta andando alla chetichella, ma quando passa il testimone alla luna ella è già lì da un pezzo, col piglio deciso e un pò prepotente di un amante impaziente e il viso luminoso circondato da un velo rosa evanescente. Mi tocca abbandonare la lettura,  poggiare il libro sul balcone, avvolgermi nel plaid caldo verdone regalo graditissimo delle mie amiche e chiudere gli occhi. Sonnecchiare rannicchiata al chiarore di una mezzaluna, con il freddo che  entra negli spiragli del caldo verdone, mi riporta al senso di libertà che ho provato ogni qualvolta ho dormito  all'aria aperta, nel sacco a pelo, con  il cielo al posto del soffitto,  un falò a darmi calore, la luna a fare da  abat-jour .... e le stelle che ci stavano a guardare.

giovedì 5 maggio 2011

la serata della mortadella

Che schifo!
Cosa?
Un uccello mi ha cagato sul piede!

domenica 1 maggio 2011

due giorni in un posto da lupi

BARBISSIRIA:  1 chiesa, 10 case, 15 abitanti, 1 cassonetto per la carta, 1 per la plastica, 1 per il vetro, 1 dove era "assolutamente vietato introdurre materiali riciclabili". 

mercoledì 27 aprile 2011

HELP! un raggio di sole illumina la polvere della cassapanca!

Qualche tempo fa mia sorella mi disse che aveva letto un'intervista di una donna manager, la quale sosteneva l'effetto rilassante del fare le pulizie. 

lunedì 25 aprile 2011

lo stiamo perdendo

il 12 aprile 2011 albert74 scrive: 
la propaganda sovietica e antigovernativa sia italiana che giapponese vogliono far apparire questo un incidente grave. Nella realtà siamo ad un livello 3 scarso.
Il nucleare è sicuro.


Qualche anima pia  chiami l'ambulanza per questo albert 74.

sabato 23 aprile 2011

SUL FIUME SCORRONO LE STORIE

Prima della costruzione del Ponte di Brivio le due sponde del fiume erano collegate tra loro dal porto natante, un traghetto che portava un notevole reddito alle casse del comune.
La costruzione del Ponte, iniziata nel 1911 e terminata nel 1917, costò al Demanio statale 600.000 lire. Il vecchio traghetto fu quindi smantellato.

Il fiume porta tante storie………
I vecchi di allora raccontavano che quando terminò la costruzione del ponte  tre giovani del paese lo percorsero baldanzosi, mentre dalla parte opposta si avvicinava un giovane bergamasco; i briviesi presero a rincorrerlo e a  schernirlo con una frase di cui non conosco il significato ma che certamente doveva essere offensiva: “El va el birocc..” Vennero alle mani, erano tre contro uno, ma il bergamasco era armato di "rampinett" (falcetto) e con un sol colpo tagliò la pancia a uno dei tre ragazzi, ferendolo a morte. 
Al processo fu assolto per legittima difesa. 
Questo allora succedeva.

Molti poveri andavano a togliersi la  vita al fiume.
Antonio non era sposato e lavorava alle dipendenze del fratello, che era il proprietario di  un’osteria che esiste tuttora .
Commerciava maiali andando a comprarli in Toscana e rivendendoli ai contadini della Brianza. 
Una sera,  stanco dopo una giornata di lavoro, se ne andava col suo  biroccio lungo la discesa della Sosta; a un certo punto disse al suo cavallo bianco: “Andiamo ad annegare tutti e due”, e lo guidava verso le acque profonde del fiume. 
Quando il cavallo toccò l’acqua, fece segno di no con la testa, e  il birocciaio tornò indietro. 
Chi prese la decisione, se lui o il cavallo, questo non lo so, ma una cosa è certa: a me lo disse! 
Antonio diceva di essere amico della Madonna ma non del Signore, e di desiderare solo due cose: la salute e le scarpe lucide.

Questo racconto conferma il fatto che i poveri disperati, quando non riuscivano più a tollerare una vita di stenti, dicevano: “Nem a negà” (andiamo ad annegare).
La maggioranza di coloro che si suicidavano erano bergamaschi.
L’episodio a cui io assistetti personalmente accadde un pomeriggio: tutti urlavano: “El nega, el nega!” (Annega, annega!) ma nessuno si muoveva; mio nonno andò sulla riva del fiume e con l’aiuto della  figlia Cecilia tirò fuori un giovane dall’acqua, poi portò il suo tavolo di cucina nel portico e vi adagiò il povero ragazzo, e su quel tavolo vi rimase due giorni. Venne a trovarlo un suo amico che gli disse: “Dai Giuani che te ghe la fe e duman vem a mangia pulenta e usei a la Marea” (Dai Giovanni che ce la fai e domani andiamo a mangiare polenta e uccelli dalla Maria) .
Invece non ce la fece e morì su quel tavolo; lo portarono via .
Ma quel posto era vicinissimo al gabinetto e per me di sera era un terrore andarci perché me lo vedevo sempre davanti .
Mio nonno non ricordava o non voleva ricordare quanti ne salvò o ripescò .


dal libro "il mirabello", di mio padre

mercoledì 20 aprile 2011

pronto buongiorno è la sveglia



Pronto buongiorno è la sveglia ... ma di muoversi manca la voglia ... che bello l'incipit di questa vecchia  canzone dei Pooh! Dovrei metterla come suoneria rompisonno.
Nel caffelatte c'è un caffè troppo forte, ma me lo tengo per me se no mio marito dice che non mi va mai bene niente.
Faccio da taxi direzione-stazione  a figlio e marito  diretti rispettivamente verso la grande e  la piccola metropoli.
Zitti, stanno parlando di Vittorio.
Prima di partire  per il mio travaglio usato (anche Leopardi non scherzava, era anche meglio dei Pooh) mi porto avanti per il pranzo e la cena: tolgo dal congelatore due panetti di pasta di pane,  un vasetto di pesto fatto con le mie manine col basilico coltivato dalle mie manine, un pacchetto di spinaci cresciuti in serra da non so chi e confezionati da Orogel.
Hanno scoperto chi è l'ignorante  che ha scritto bianco su rosso che i magistrati sono dei terroristi. E' un candidato alle amministrative di Milano: sarà eletto di sicuro, perchè di questi tempi l'ignoranza va forte.
Faccio cuocere gli spinaci e memorizzo di fermarmi a comprare la ricotta per la torta salata.
Mi cambio, perchè ho scorto una macchia sui pantaloni, li insapono strofino la macchia sciacquo e stendo.
Decido si sostituire il twin set di lana con  una camicia  a maniche lunghe, ci infilo sopra il maglioncino a maniche corte, lo specchio mi dice che è un abbinamento quanto mai originale, quasi un azzardo ... CAMBIATI.  Non trovo i pantaloni neri a sigaretta, ma forse è meglio così perchè dovrei metterli senza calze, e ho già una raffreddatura coi fiocchi.
Al posto di quelli a sigaretta trovo quelli neri di velluto, che  stanno bene  con gli stivali ma mi fa caldo solo il pensiero: opto per le scarpe marroni, ma così si vedono le calze a rigoni orizzontali! Cerco un paio di gambaletti neri ma mi accorgo che il destro è liso, un rammendo al volo forse ci sta ... se solo riuscissi a infilare l'ago ...UHHHHH!Sono diventata ANCHE presbite!
Al termine della vestizione c'è il letto non solo ancora sfatto, ma pieno di vestiti rifiutati dalla prova specchio e ammucchiati alla rinfusa.
Passo il filo interdentale, sputo sangue, sciacquo il lavabo, faccio un colluttorio, sputo il colluttorio, metto gli spazzolini da denti a testa in giù in quello che avanza, perchè odio lo spreco.
Torno in camera a riordinare il rinfuso e faccio il letto, perchè non mi piace uscire di casa col letto sfatto. (Se morissi per strada?)
Avrò spento gli spinaci?
Apparecchio per il pranzo, preparo sul fornello la pentola per gli spaghetti. Anzi, per le trofie, perchè li ho scovati scaduti, e odio lo ....
Oltre alla ricotta comprerò dell'insalata.
Segno su un' agenda il numero di telefono dell'otorino, (ma perchè proprio adesso, che non è il momento?) e questo atto inutile mi fa partire tre muniti dopo le 8.30. Errore madornale.
Sulla strada tutta a curve trovo davanti un trattore che mi mette il cuore in pace. Timbrerò rosso, è matematico.
Oggi c'è la messa di Pasqua, quindi non devo portare i miei quattro allievi a tirocinio, ma  la celebrazione non dura tre ore, quindi le due ore restanti faremo matematica, e li avevo già avvisati, ma uno non ha portato il quaderno perchè l'altro non glielo ha detto. Rimprovero l'altro, che mi dà una giustificazione talmente assurda che manco me la ricordo più.
Prima di andare in chiesa passiamo in direzione a prendere l'ulivo, dico ai miei quattro prendete un ramo anche per me, ma uno è sordo forte, uno è meno sordo ma sempre sordo è, il terzo  se ne frega e il quarto è innamorato perso. In chiesa, il prete dice di sventolare i rami e il  meno sordo  mi chiede perchè non ho l'ulivo.
Nelle due ore di matematica che seguono dico ai due sordi -che sono della stessa classe- di finire i compiti di matematica insieme, ma  preferiscono fare  gli esercizi sui numeri relativi ognuno per conto proprio.
Uscita da scuola riesco a trovare un parrucchiere che fa orario continuato e mi infilo nell'unico buco  che è rimasto, sperando non mi chieda quando ho fatto l'ultimo taglio (i parrucchieri  come i confessori!).
Sulla strada di casa  mi fermo a fare la spesa, mentre peso le zucchine mi telefona mia figlia, dove sei finita, è sull'incazzato perchè non l'ho avvisata ed era preoccupata, ma secondo me semplicemente non ha nessuna voglia di preparare il pranzo. Quando arrivo a casa, mi chiede ma da che  parrucchiere sei andata, girati, perchè te li ha gonfiati, fanno cagare. A me sembrava di stare bene, ma forse era lo specchio del negozio. Daphne si lamenta di avere l'orecchio tappato e gli svarioni, ma piuttosto che mettersi ai formnelli va a prendere il fratello alla stazione.
Preparo trofie al pesto, zucchine insalata e crescenza. Mentre finalmente siamo a tavola  dice di essere innamorata del vecchietto che sabato all'uni ha condotto  il laboratorio di musica (il vecchietto ha la mia età, vero?) mentre  mio figlio ci chiede avete sentito che hanno arrestato quel pedofilo che erano anni che sospettavamo che lo fosse?
(Chi, quello che aveva organizzato un capodanno per voi ragazzi e tu e volevi fermarti a dormire e io invece ero venuta a prenderti?)
Dopo pranzo decido di portarmi  avanti con la cena, così non ci penso più.
Vorrei ascoltare la radio o un CD, ma mia figlia sta scrivendo una relazione del laboratorio da spedire via mail al vecchietto.  Mi chiede come posso dire questo come posso dire quello. L'impasto è troppo abbondante per la torta, perchè insieme agli spinaci ho tritato le zucchine avanzate a pranzo (perchè odio ... ) quindi preparo anche delle polpette verdi aggiungendo pangrattato all'impasto della torta salata.
Uno dei due panetti di pasta di pane risulta  troppo largo per la teglia, ne taglio un lembo e diventa una pizzetta. Quando  lavo i piatti e riordino la cucina, sono le 16.30. Pulendo il frigorifero, mi accorgo di aver comprato le zucchine non ricordandomi che ne avevo già a iosa ... decido di fare una grande padellata di zucchine trifolate al pomodoro, perchè ....

domenica 17 aprile 2011

l'orgoglio di una mamma

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili.” Bertolt Brech

martedì 12 aprile 2011

appunti di fisica

2 aprile 1980

A dire la verità non sono convinta di niente.
Vorrei sapere come si fa a stare attenti alle spiegazioni di aritmetica razionale se si considera la questione pura speculazione inutile e vuota, il professore in fondo in fondo un pivello, le parole che gli escono dalla bocca strani arabismi incomprensibili, le scritte alla lavagna formiche bianche gigantesche ... troppo giganti per essere guardate, fagocitate e digerite.
Siamo in aula di fisica a guardare un filmetto porno sui fotoni. Sarebbe il pane del bidello Giancarlo, un filmetto porno.
Vedi? Avevo cominciato a seguire, ma intorno a me c'erano: Iride che faceva casino, Bago che guardava i modelli di giacche da fare in vacanza, Anna che lanciava uno sguardo fulminante a Iride solo per aver detto che dire dieci per 5 meno amper è una cosa assurda, e cos'è l'amperometro?
Io dico state zitte che sto seguendo ma nessuno mi crede, e poi la segretaria gracchia all'altoparlante ma Giancarlo non stoppa il filmino e dice che saranno gli auguri di buona Pasqua, e noi protestiamo che se invece c'è una bomba tutti escono e noi rimaniami qua come allocchi a guardare i fotoni ... e moriremo in modo stupido per non aver ascoltato il comunicato della segreteria e non aver costretto il tecnico così ligio al dovere a spegnere il suo stupido proiettore.
Creperemo in un sole falso e una luce che uccide (no, forse quella è la bomba atomica), in ogni caso moriremo e allora altro che intensità della luce, elettroni e millesimi di secondo... saranno millesimi di eternità pazzescamente eterna, di nulla circondata e di nulla costruita, altro che filmetti e Giancarlo maniaco sessuale, altro che Beppe che conclude: "Vi è piaciuto, ragazze?"
"Sì, è molto bello"
Ma si sa che il bello è relativo.
Più niente sarà bello, nel nulla eterno, perchè niente ci sarà.
Tutto sarà bello nell'attimo in cui il nostro corpo scoppierà e capiremo solo in quel secondo che tutto è bello fin quando c'è, tutto tranne l'attimo che dà l'addio alla vita. La nostalgia improvvisa e inutile di tutto.
Inizia un altro film, si intitola l'energia interna degli atomi.
Eccitante, dice Lucy.

giovedì 7 aprile 2011

i like, i don't like

Mi piacciono le domande infantili, le risposte sincere, gli sguardi franchi, le persone dirette,  i  cibi genuini.
Mi piacciono i sentimenti grezzi, ripuliti da ogni orpello.  Mi piace la prosa chiara, la poesia breve, le parole antiche, la musica leggera, il minestrone del Claudio, il sugo di mia mamma, il cioccolato, i film di Woody Allen, la montagna. Mi piace ridere fino a farmi venire le lacrime agli occhi e piangere fino a ridere di me.  Mi piace osservare i gesti dei bambini, ammirare la serietà e la concentrazione che ci mettono nel gioco,  ascoltare la loro logica disarmante, percepire l'istintiva e giusta diffidenza verso l'estraneo. Mi piace vedere mio padre che lavora nell'orto, sentire mia madre dire che non ha paura della morte, accorgermi  che sono invecchiati ma non appassiti. Mi piace leggere l'incipit di un libro e da quello provare a indovinare  se mi potrà piacere. Mi piace tenerlo un pò tra le mani dopo averlo finito.