mercoledì 25 aprile 2012

la Grigna è gonfia di neve

In questa giornata limpida e ventosa, con  il pubblico disposto a casaccio sull'alzaia e il sipario aperto  su tutto ciò che la circonda,  il premio Eleganza va alla Grigna orgogliosamente vestita di neve fresca. Proprio come l'anno scorso di questi tempi, un paesaggio di cui  ricordo perfino i particolari perchè ne avevo scritto un post!.

domenica 15 aprile 2012

Cenabis bene, mi Fabulle

Quell’estate avevamo prenotato tramite Interhome un alloggio in una rinomata località alpina della svizzera francese.
Lo chalet era fuori mano, come piace a noi. Tutt'attorno ad esso riposava un grande prato all’inglese alla svizzera dove i bambini avrebbero potuto giocare, se solo avesse smesso di piovere anche solo per un attimo .

venerdì 6 aprile 2012

the lake looks like a table

A punto Emme punto, un bellissimo ragazzo di diciassette anni: alto e magro, gambe da gazzella, camminata con baricentro spostato in avanti, braccia troppo lunghe, occhi latitanti, che se li incroci fuggono come se i tuoi fossero doppietta e i suoi fossero lepre, labbra trascurate, zazzera scura e ribelle, pelle oliva con certificazione Doc di sana provenienza meridionale.
Tenero e fragile come un grissino.


domenica 1 aprile 2012

perchè parli?

Si è tagliato una fettazza di torta di mele fresca di forno ed esce dalla cucina dandole il primo morso.
"Non andare in giro per casa a sbriciolare!" gli urlo dietro, per inerzia.
Da circa vent'anni, dopo cena a casa mia si ripete la stessa storia: mio figlio si avvicina al contenitore del dolce, si appropria della sua dose e se ne va a ingurgitarla in sala mentre io gli lancio inutili saette.
Ma stasera c'è un cambiamento di copione: il signorino torna sui suoi passi. Prende un piatto, una forchettina, un tovagliolo ... no, niente di tutto questo.
Torna sui suoi passi per chiedermi, con un sorriso sornione: mamma, toglimi una curiosità: quando io avrò cinquant'anni e tu settanta sarai ancora lì a urlarmi dietro di non sbriciolare in giro?

domenica 25 marzo 2012

al dè d'inco ien tocc balòss

Il sentiero del viandante è meglio farlo in primavera, d'estate fa troppo caldo.

sabato 17 marzo 2012

il pigiama rosa l'ho poi comprato


Della camicia che ha in vetrina ha una taglia più piccola?
Non ce l'ha.

giovedì 15 marzo 2012

Omnia munda mundis

Giro escursionistico per le valli.
E' risaputo che il gorgoglìo dell'acqua stimoli la diuresi, specie maschile.

venerdì 9 marzo 2012

Lui è sereno, io anche un po' meno

Eccotelo lì, il capo della mia regione, con quella maschera da politico navigato, quel piglio da amministratore consumato, quel lampo di strafottenza negli occhi, quella faccia da retro tipica dei potenti .

giovedì 8 marzo 2012

troppo gialla troppo profumata

Troppo gialla,
troppo profumata,
troppo delicata,
troppo soffice,
troppo fragile,
troppo scontata,
troppo tagliuzzata e distribuita,
troppo usata a mo' di ridicola pezza a coprire una voragine.
Guardala, quella voragine: e vedrai le bambine abortite per lasciar posto al maschio,
le giovani violentate, le donne ammazzate, sfregiate, sciolte con l'acido,
scomparse, rapite, ridotte in schiavitù,
usate e gettate,
fatte impazzire, chiuse nei manicomi, nei conventi, nelle prigioni, bruciate nelle piazze, messe all'indice,
sedotte e abbandonate, morte di parto, reiette, discriminate, ricattate, assogettate, infibulate, inascoltate, sole,
VIOLENTATE, VIOLENTATE, VIOLENTATE.


domenica 4 marzo 2012

l'odore perfetto dell'alcool rosa

Che noia!  - e uno
Che noia!  - e due
Che noia!  - e tre
(E' sufficientemente chiaro?)

giovedì 1 marzo 2012

Anna come sono tante

(seconda parte di "lo chiamerò eskimo")
(la prima parte è qui)

LO CHIAMERÒ ESKIMO –la manifestazione-

Ricordo che il giorno del mio diciassettesimo compleanno io, Eskimo e pochi altri della quarta a andammo insieme a Roma, per partecipare a una manifestazionestudentesca.

lunedì 20 febbraio 2012

Patti Smith, Bologna, 1979




Mi hanno detto che a Sanremo è stata ospite Patti Smith, e ha cantato beacuse the night, canzone scritta appositamente per lei dal grande Bruce. L'ho persa! Perchè diavolo G. non mi ha chiamata?

sabato 18 febbraio 2012

LASCIATEMI IN PACE

Quando  le maniche mi si infileranno nelle braccia dal davanti,
 come se invece di camicia si trattasse di camìce,
e la stoffa dapprima distesa sulla pancia
si ribalterà con mossa decisa dietro le spalle
quando le odiate collant mi risaliranno dai piedi alla vita
stridenti come gesso sulla lavagna
e un vestito che non mi riconosce coprirà le mie nudità
quando un pettine sconosciuto mi passerà tra i capelli
e un laccio emostatico mi chiuderà la bocca,
strozzandomi

lunedì 13 febbraio 2012

a vedere le alzavole

le foto fanno pena, le ho dovute recuperare dal web dopo la catastrofe
G. mi porta a vedere le alzavole: dice che sono anni che non si vedono così da vicino, dato che normalmente se ne stanno nascoste nel canneto, che però in questi giorni è gelato.
Una brezza sotto zero fa vibrare le esili cannette, alla Deledda, e sollevare dagli alberi avvolti in guaine bianche pulviscoli di neve ghiacciata,  per poi lasciarli vagare senza meta come se fossero sprovvisti di gravità. 
Complice l'orario inconsueto, il freddo e la neve, l'alzaia è deserta: niente biciclette, niente coppiette, niente bambini, niente cani, niente 'ndo cazzo corri.
G. mi passa il binocolo giusto in tempo per seguire il volo rasente acqua di un cormorano, che a fine  corsa si ferma su di un salice, di fianco alla compagna  sdegnosa, immobile e girata di schiena, così statuaria da farmi accorgere solo ora che  quella sagoma nera a forma di scudo templare da combattimento corrispondeva a  qualcosa di vivo.
 Il cormorano -quello di fronte, chè quella di schiena continua a fare la gnorri- osserva due top model -un maschio e una femmina-  scivolare con doppia e incontrastata eleganza sulla passerella acquatica.
Sembra pensare, con un pizzico d'invidia, essendo lui non propriamente un adone: "Guarda quanto se la tirano, quei due!"
Senza preavviso,  forse col proposito di aizzare al massimo l'invidia del cormorano,  la coppia di cigni si alza in volo, regalandomi un bellissimo spettacolo, anche cromatico, con quel bianco in movimento a sfidare tutto il  bianco immobile posizionato intorno al fiume: bianco immobile è il colore dell'alzaia, degli alberi d'alto fusto e dei cespugli, della terra alla mia sinistra, una terra agricola in letargo, a riposo prima delle grandi fatiche.
 


I cigni reali mi passano davanti, in volo parallelo solo leggermente distanziato, così vicini che riesco a   sentire il suono ritmico  e soffocato della doppia coppia di ali.
Flap, flap, flap.
Se non fosse per il lungo collo, potrei paragonarli a due snelli pupazzi di neve staccatisi  dal suolo per mettersi a volare,  come nel libro che ho sfogliato centinaia di volte coi figli accanto, e nel cartone che ho visto altrettante volte, sempre con loro, i figli, quando erano piccoli (e adorabili): un omino di neve fa amicizia con il bimbo che l'ha creato e di notte fanno un viaggio volante. Ma è solo un sogno, e quando il bambino al mattino si  sveglia, dalla finestra della sua cameretta vede che al posto del suo  amico c'è solo  un mucchietto di neve sciolta.



Un falco  vola in  traiettorie  rapide e concentriche sopra la palude dell'Isola della Torre, pronto a colpire. E' un falco di palude, ma questa era facile.
-Eccole, le vedi? Lì in mezzo al fiume, a una decina di metri dallo svasso, piuttosto piccole, vedi quella coppia,  il maschio con la testa marrone e verde, la coda crema, l'hai visto allora?-
Eccome, se li vedo! Sono vicini, quasi attaccati. La femmina è così banalmente sguarnita che nemmeno mi prendo la briga di metterla a fuoco,  ma il maschio ... il maschio!


La foto non rende giustizia al fascino della versione reality.
Il maschio è di una bellezza femminile, ricercata, costosa. Di quel bello che vuole esagerare. Come se il fascino rosso castano della chioma non fosse sufficiente, l'alzavola si è messa un ombretto verde intorno agli occhi e l'ha poi stirato fino al collo a formare una fascia verde, di un verde  che non so descrivere.

Ha un modo strano di procedere in acqua, però. Non fila via difilato come le altre anatre, ma procede zigzagando, sinistra destra sinistra, in modo frenetico, quasi psicotico.  Forse non si fida di queste acque aperte e della corrente gelida, di quella canoa rossa che le passa a pochi metri, e non vede l'ora di poter tornare nell'intimità della sua casa, tra le cannette di palude.

Al posto di quegli orribili alianti a motori che solitamente mi viene voglia di prendere a fucilate, il cielo sopra il fiume è percorso da due stormi, prima passa una squadra di germani reali  e subito dopo arriva quella dei moriglioni, tra i  quali nessuno sembra essersi accorto di un ritardatario, un piccolo che è rimasto dannatamente indietro e che cerca di recuperare il resto dei compagni con frenetici battiti d'ali.

Quando arrivo a casa scopro che il verde intorno agli occhi dell'alzavola si chiama  "verde foglia di the". Mi sembra una bellissima definizione.

giovedì 2 febbraio 2012

un momento di fermo immagine

Mi allontano dalla trattoria per incamminarmi lungo il sentiero dei cipressi, in mezzo a neve fresca, alta e incontaminata, lasciandomi indietro odore di legna bruciata.

domenica 22 gennaio 2012

il traghetto di Leonardo

Il traghetto se ne sta buono buono, sollevato a mezz'aria, all'asciutto, giusto per togliersi di dosso quel poco di umidità, reclamare un lifting, che ormai non si nega a nessuno, ma soprattutto godersi un periodo di  meritato riposo.

sabato 14 gennaio 2012

lettere di carta e di inchiostro

Conservo tutte le lettere che ho ricevuto prima e dopo l'avvento di Mrs Mail.

La grande scatola di legno che originariamente conteneva bottiglie da regalo è piena di cartoline,  bigliettini, cartoncini, avvisi, perfino note scolastiche mandate via raccomandata, ma sono le  lettere quelle che strabordano:  a riprenderle in mano e rileggerle, anche distanza di anni  ritrovo il sapore dell’inchiostro con cui sono state scritte: 

domenica 1 gennaio 2012

le carezze

 La freccia appoggia il  muso rosso al limitare del binario sei. Sembra un cane da riporto che dopo una felice battuta di caccia  viene fatto entrare  in casa dove si lascia cadere sul tappeto,  sfinito  ma soddisfatto d'aver sfogato il proprio istinto.

lunedì 26 dicembre 2011

intercettazione telefonica tra mandante e sicario


"Ciao sono Silvia"
"Uè"
"Come va?"
"Va tutto a puttane, come al solito, ma ti aggiornerò  di persona"

domenica 18 dicembre 2011

qualcosa da guardare (quando nemmeno la lettura)

Il camino uno lo accende per tanti motivi: perchè gli hanno regalato dei ceppi  talmente vecchi da sbriciolarsi in segatura al solo toccarli;